Dopo ben 10 anni di attesa (mica poco) i Centvrion, gruppo heavy metal italiano fondato dai fratelli Monti e dal cantante Quintabà, pubblicano il quinto full length dal nome "V", un vero concentrato di furia  classicheggiante con tema l'antica Roma. Il nome della band, infatti, prende ispirazione dai cosiddetti "Centurioni". Il centurione, infatti, era un grado della catena di comando dell'esercito romano ed erano a capo, appunto, di una centuria. Con chiare influenze anche Power Metal, i Centvrion si sono formati nel lontano 1998 e non hanno mai dato prova di una originalità ma, comunque, sanno fare il loro lavoro discretamente bene. Il tema dell'impero romano è uno dei più affascinanti, pensiamo a formazioni come Ade, Primordial e Ex Deo che ne fanno ampissimo utilizzo. Certamente, però, il fatto di doverci associare il classico heavy metal è un fattore in più di rarità. A prescindere da questo, lo stile non si discosta né dallo US Power alla Scanner e né dalla NWOBHM più pura. Il cantante, comunque, è abbastanza carismatico e tiene alto il nome dei Centvrion con grinta e carisma. Meno ispirate sono le sezioni di chitarra, troppo relegate alle classiche cavalcate "powereggianti" inebriate dalle granitiche note che esprimono la potenza del genere. Nota gradita sono i piccoli coretti che, senz'altro, aumentano l'atmosfera mitica. Per un concept del genere, però, ci si aspettava una maggiore personalizzazione del sound che avrebbe potuto, a rigor di logica, donare maggior prestigio e avrebbe potuto creare maggiore immedesimazione negli ascoltatori. Nota, comunque, davvero positiva è la sezione assoli che appaiono molto ispirati e vivaci. La registrazione, tra l'altro, sembra molto ben realizzata e presenta ben pochi difetti. Dal punto di vista vocale c'è grande tecnica dovuta anche a ispirazioni Judas Priest nelle tonalità più acute. Menzione d'onore per Burning Pyres che è davvero molto energica e coinvolgente. Le dodici tracce, comunque, si assomigliano abbastanza presentando, appunto, i classici stilemi del genere. Per questo consiglio, dal mio umilissimo punto di vista, che la band intraprenda un percorso di maggiore maturazione riguardo la personalizzazione del sound. In questo modo potrebbe passare tranquillamente dalla sufficienza all'eccellenza nel giro di pochissimi anni. Le doti ci sono, la tecnica anche e persino l'esperienza. 

 

 

Davide Cantelmi

68/100