Formatisi nel 2016 nel maceratese dall’incontro di quattro ragazzi provenienti da background musicali differenti con l’intento di miscelare tutte le loro influenze in “un progetto musicale senza paraocchi e restrizioni”, i Concept Project debuttano nel 2008 con un omonimo full leght contenente dieci tracce, prodotto e pubblicato dalla SG Records. Dopodiché a luglio del 2016 rilasciano il secondo album ”2", di cui parleremo.

Orfana di Nicola Parente al basso, che ha dovuto lasciare la band durante le registrazioni del primo album, la line up è composta da Marco Vitali alla chitarra e al basso, Giorgio Spreca alla batteria e Edoardo “Eddy” Giunchi alla seconda chitarra. Il sound proposto dal combo marchigiano è un metal che fa dei pezzi strumentali la loro peculiarità, con varie sfumature che passano dal rock al blues (in maniera preponderante) fino a raggiungere sonorità funky, con inoltre qualche spunto di jazz. In questo secondo album “2”, diversamente dal primo, oltre alla parte strumentale è presente anche un cantante che per ogni canzone cambia, grazie a ciò il disco non risulta troppo monotono o ripetitivo. Inoltre le capacità strumentali del gruppo sono messe in risalto da una produzione davvero ottima. 

“Victory” è il brano d’apertura che parte subito con un riff di chitarre accompagnato dalla batteria. Ovviamente fra canzoni ben riuscite come “Angel”, “River of Madness” (che è una traccia bonus messa a chiusura dell’album) e “Find The Light”, troviamo anche pezzi meno validi come ad esempio “Sabrina”, l’unico dell’album cantato in italiano, e “Fly”, che torna un po’ alle origini dato che è interamente strumentale. “Land Of Flames” , “The Game Of love” e “Black Gold” sono tre brani piuttosto buoni, ricchi di assoli di chitarre e batterie. Il sound è più o meno in tutti i brani simile inoltre personalmente penso che la qualità delle tracce dipende soprattutto da quella dei cantanti che possono piacere oppure no, perché gli strumentisti sono eccellenti. 

Rispetto al primo album, questo è decisamente meglio, forse grazie all’inserimento di vocals che hanno sicuramente messo molto in evidenza gli strumenti. Hanno fatto qualcosa di diverso, comunque simile al primo per certi aspetti, e migliore. C’è comunque da dire che forse avrebbero potuto fare anche di più, quindi speriamo in un terzo album che sia pronto a sorprenderci!

 

 

Touka

80/100