E parliamo finalmente de Il Segno del Comando e del loro superlativo live show che si è tenuto al Circus di Firenze lo scorso 25 giugno. Pur non avendo bisogno di presentazioni, mi permetto una piccola introduzione perchè ci troviamo di fronte a un gruppo davvero particolare, le cui scelte artistiche non vengono mai lasciate al caso, ma che ha un proprio iter e messaggio ben preciso.

Era il 1995 ed era Genova: Diego Banchero, leader storico e mente creativa del gruppo, accarezza l'idea di un progetto che recuperi sonorità particolari, a cavallo tra l'esoterico e l'horror. Il nome viene preso dal romanzo di Giuseppe d'Agata "Il Segno del Comando", da cui poi negli anni '70 fu realizzato il famoso sceneggiato, e nel '96 esce il primo omonimo lp per l'etichetta storica genovese Black Widow. Dentro vi si trovano, tradotte in sonorità, tutte le atmosfere misteriose ed angoscianti annunciate nel romanzo e nello sceneggiato. Del 2002 è l'altro sublime lavoro del gruppo, "Der Golem": stavolta l'ispirazione trae dal romanzo di Gustav Meyrink le sue atmosfere, e Diego e company si avventurano su terreni più sperimentali, realizzando un vero e proprio capolavoro. Dobbiamo arrivare al 2013 per il nuovo lavoro: Il Volto Verde, nuovamente da un romanzo di Gustav Meyrink: E di nuovo le atmosfere incredibili proposte da sempre dalla band tornano prepotenti, uguali e sempre nuove.

Ma veniamo al concerto: la band sale sul palco e Diego, con la sua proverbiale pacatezza, saluta il pubblico e annuncia i primi brani che andranno a suonare. Il pubblico è silenzioso, attento, consapevole che sta per concretizzarsi qualcosa di grande da parte di questa band così restia ad esibirsi live, di essere i testimoni di qualcosa che sarà un evento da ricordare.

Scorrono le prime note e subito si viene avvolti da questo misto di jazz, rock, prog, dark che non puoi inquadrare in un genere preciso, se non quello proprio de Il Segno del Comando. Chiari sono i richiami ai Goblin di Claudio Simonetti (la cui partecipazione, fra l'altro, troviamo nella realizzazione de Il Volto Verde), a Il Balletto di Bronzo, agli Jacula, ma il risultato è un prodotto assolutamente personale e riconducibile solo a loro stessi.

Dopo è tutto un susseguirsi di emozioni dal primo all'ultimo pezzo. Diego, sempre sorridente, danza sul suo basso e le dita accarezzano le corde in un lungo dialogo: mai violento, mai alzando la voce, eppure determinato ed ammaliante, fa l'amore con le note. Il Pifferaio Magico. Riccardo Morello risponde con la sua voce dal timbro caldo e avvolgente: parole come poesia che a volte assomigliano a un mantra totale. E le chitarre di Roberto Lucanato e Davide Bruzzi (anche tastiere) iniziano il loro dialogo, ed ogni nota sembra una parola sussurrata. Talmente in accordo che a un certo punto iniziano a "parlare" fra loro e ci sentiamo quasi invadenti mentre a un fraseggio di Davide risponde Roberto e viceversa. Non riesco a distogliere lo sguardo da loro, ma se lo abbassassi sono certa che vedrei i miei piedi sollevati da terra di almeno mezzo metro! Dietro pulsa il cuore de Il Segno del Comando: Fernando Cherchi, che con la sua batteria attinge da ritmi ancestrali scatenando sensazioni mai sopite racchiuse in fondo all'anima.

Magia è l'unica parola che mi viene in mente.Mi sento lo stomaco attorcigliato da mille sensazioni. Emozionata. Sorridente.

Loro, perfetti anche quando si è trattato di improvvisare, salutano e ringraziano, consapevoli di quello che hanno provocato.

Termino facendomi fotografare accanto al mitico Diego e ad Andrea Cardellino de L'Impero delle Ombre.

Ok, adesso posso anche morire felice! 😉

 

 

Silvia Agnoloni

30-06-2016