Direttamente dall'Argentina arrivano i Cavador, una band dedita esclusivamente al Thrash Metal di matrice dura e grezza che tenta con i suoi lavori di provocarci un sano e violento headbanging. I Cavador nascono nel 2003 e quello che andremo a esaminare sarà l'EP "Prohibido Nacer" del 2015 che subito ci colpisce grazie alla copertina estremamente anni '80 degna dei migliori Pessimist.

La band nasce dalla mente di Emanuel Salgedo (basso, chitarra), il quale è sostenuto dai suoi compagni Raùl "Sin Envase" Bruzzone (batteria), Daniel Lescano e Horacio Castro (Chitarre). Subito dalle prime note del'Ep notiamo che la band è davvero capace di esprimersi al meglio mediante un buon uso del basso e un impianto vocale che ricorda leggermente i moderni Havok. La formazione utilizza la lingua locale così come nella tradizione di molte band Thrash ispaniche e sudamericane nelle quali lo stile è radicato. Le parti di chitarra sono molto melodiche e colpiscono facilmente l'ascoltatore. Per il resto non assistiamo a un ambiente molto originale, semplicemente la band riesce a riprodurre fedelmente quello stile che ha reso famosi gli anni '80 senza stravolgimenti ma, allo stesso tempo, con una buona grinta. La lunga titletrack ci mostra impatti di varietà notevoli che alternano le ritmiche e le nostre emozioni. I cavador, infatti, ci regalano anche arpeggi riflessivi e quasi folkloristici che, seppur anch'essi già visti in altre formazioni, non possono che crearci piacevolezza e riflessività. "Campo Desolado" è una traccia dai riff molto duri sui quali si districano intricate trame di basso che aumentano in climax con il resto della strumentazione. I Cavador ci stanno regalando davvero un'ottima prova che consolida anche i due full precedenti a "Prohibido Nacer". "Prohibited be born" è l'esatta "Prohibido Nacer" sentita istanti fa soltanto in lingua inglese. Le due versioni rendono sempre bene anche se si nota una naturalezza maggiore nella lingua naturale piuttosto che l'inglese che appare, in alcuni frangenti, abbastanza carente nella pronuncia e nell'espressività. "Ausgebombt" conclude l'analisi e si tratta di una cover dei Sodom presa direttamente da quel capolavoro che è Agent Orange. La versione dei Cavador non è estremamente esaltante poiché l'impatto vocale non è così determinante come per l'originale ma, senz'ombra di dubbio, possiamo dire che gli argentini ci hanno provato garantendoci una buona riproduzione. 

Cosa dire di questo EP? Abbiamo esaminato in soldoni soltanto due tracce e una cover di cui la titletrack, appunto, proposta in due diverse lingue. Quello che abbiamo sentito, però, è veramente molto buono anche se sono pochi gli elementi per dare un voto definitivo e pieno al platter. A questo punto ci sentiamo di attribuire un 75/100 di fiducia proprio perché si sente l'energia e la carica che i Cavador vogliono esprimere con questa release. 

 

 

Davide Cantelmi

75/100