Opera prima di questa band milanese, che grazie alla produzione dell'etichetta americana Sliptrik Records edita il primo full lenght dal titolo "Equilibrium and Chaos" i nostri sono orientati su un black metal non ultra veloce unito ad dei passaggi  tipici del thrash metal il disco ha una durata di circa 39 minuti ed un totale di sette pezzi di cui la prima traccia è l'intro:

 

Intro : il gracchiare di un corvo, un arpeggio di chitarra, clima glaciale e lugubre per l'intro.

 

No Mercy : la voce è ruvida i ritmi non sono affatto alti, la batteria è potente, le chitarre si intersecano in assoli taglienti, ci sono sopratutto nel ritornello degli accenni melodici, poi come si diceva in premessa un bell'assolo thrash metal oriented con un frase che ripete più volte quasi fosse una preghiera, ma sentendo l'album, forse è più una minaccia.

 

In Worship With My Inner Darkness: terza traccia, decisamente più sostenuta, i ritmi sono più alti anche qui, il ritornello ha una buona dose di melodia accompagnato in sottofondo da un'assolo di chitarra. Decisamente riuscito, lo scream è sempre molto ruvido che ben si accompagna con il comparto strumentale.

 

Equilibrium and Chaos: la title track parte con un'ottimo assolo di chitarra un pezzo davvero ben strutturato, insieme al precedente una spanna sopra agli altri brani, da notare i continui cambi di tempo ed anche l'intensità con la quale questo pezzo esplode nelle casse dello stereo.

 

Trapped in a Cult: l'inizio in latino è il marchio di fabbrica delle band black metal per antonomasia, il pezzo più lungo dell'intero album, sette minuti che, purtroppo però, a mio parere oltre a risultare oggettivamente lungo sa anche molto di già sentito, diventando poi abbastanza stucchevole.

 

Eons of False Prophets: in questo pezzo i connotati thrash della band di fanno assolutamente più chiari, come ad esempio nei cori nella parte iniziale del pezzo, in alcuni passaggi abbiamo la doppia voce growl e scream, il pezzo risulta al contrario del precedente; decisamente più dinamico e ci sono anche un paio di assoli di chitarra di pregevole fattura.

 

The World is Doomed: l'inizio è lento, lugubre; la voce è pesante e cattiva, i ritmi si alzano improvvisamente rendendo il pezzo davvero un concentrato di cattiveria, non dimenticando comunque un pizzico di melodia che ha da sempre caratterizzato questo album. Infine un plauso all'assolo di chitarra che chiude l'album.

 

Che dire, l'album sarebbe potuto essere un grande lavoro se non fosse per la produzione; la batteria suona davvero bene, bene anche la voce anche se rimane sempre troppo in primo piano, come se fosse registrata più alta, le chitarre tranne che negli assoli suonano in modo difforme da quello del black metal per cui risultano  piuttosto scariche.

Questo album, secondo me, si può dividere in due parti: i primi quattro pezzi decisamente potenti dove la band si esprime davvero in modo sincero e senza fronzoli, eternalizzando la sua vera essenza.

La seconda parte dove la band non esprime più se stessa ma piuttosto un desiderio per così dire commerciale.

 

 

Igor

67/100