I Metharia sono un gruppo italiano ormai di lunga data: fondata nel 1999, la band ha avuto una rapida crescita, arricchita da vari riconoscimenti e recensioni positive su riviste nazionali e internazionali ma minata però da uno scioglimento proprio prima della registrazione di quello che sarebbe dovuto essere il loro album di debutto. Dopo tre anni i Metharia si riuniscono e ricominciano a lavorare da dove si erano fermati, trovando il culmine del loro operato nella realizzazione dell’album Questo è il Tempo.

Il disco, rilasciato il 14 ottobre 2016 dalla Volcano Records, è un concentrato di carica e di melodia, di atmosfere dolci e crude al tempo stesso, condito da un pizzico di elettronica e sopratutto pieno di sapienza compositiva, in cui nulla è lasciato al caso. Si tratta in parole povere di un rock/metal molto tirato, molto easy listening e d’impatto immediato; sia nelle tracce più aggressive sia in quelle più melodiche sono presenti un forte edge e un’incredibile melodia che hanno culmine in ritornelli estremamente catchy e da puro sing-along. Ovviamente non c’è niente di estremamente tecnico né di troppo complicato. La vera qualità di questi pezzi risiede, infatti, nella precisione della composizione che, per quanto semplice, risulta sempre puntuale e precisa, facendo risaltare perfettamente ogni singola traccia: assoli mai “straripanti” ma semplici, ben eseguiti e di grande efficacia, abbellimenti orchestrali mai sovrastanti ma perfetti in ogni situazione e contorni di elettronica anch’essi minuziosamente composti e chirurgicamente inseriti.

Le prime tre tracce del cd (Roghi di Idee, Universi Distanti ed Echi e Frequenze) sono per l’appunto l’esempio perfetto di ciò che è stato appena spiegato; in queste canzoni ogni elemento è, infatti, ottimamente curato per creare una tripletta di brani ad alto contenuto di potenza e melodia.

C’è da dire però, che chi cerca qualcosa di più musicalmente sperimentale rimarrà a lungo andare un po’ a bocca asciutta, e forse la semplicità delle strutture di alcune canzoni, sopratutto verso la fine dell’album, potrà portare a un temporaneo abbassamento dell’attenzione anche da parte degli ascoltatori meno pretenziosi (la doppietta Scie Chimiche e Luce Senz’anima ha un forte sentore di già sentito e leggermente banalotto). Le ultime canzoni, sopratutto Figlio della Terra e Impressioni di Settembre, riportano però il livello molto in alto, mentre la closer Nephilim chiude l’album con un tono lievemente più cupo e dark.

Riassumendo, Questo è il Tempo è un disco semplice e potente, capace di catturare qualsiasi tipo di ascoltatore e che dimostra la grande capacità ed esperienza di questo gruppo, il quale si meriterebbe molto più successo di quanto già non ha. Come spiegato, il disco ha qualche punto debole rappresentato dalla poca varietà di alcune canzoni, ma la strada intrapresa è decisamente quella giusta, un gran bell’ascolto.

 

Jacopo Nardini

78/100