Eosphorus, band formatasi nel 2006. Nel 2010 rilasciano il loro primo album, dal titolo "We who seen the darkness".

Dopo 4 anni, nel 2014, viene reso pubblico "Winds of Apep", secondo full lenght, dalla label "WormHoleDeath", con la quale sono ancora all'attivo. 

 

I membri:

 

Markus Svantesson  - Chitarra

Oliver Spetze           - Voce e chitarra

Joel Haegerstrom     - Basso

Victor Parri               - Batteria

 

Le tracce:

 

01.Satan Redeemer

02.Infernal light

03.Divina potestate satanae

04.Winds of Apep

05.Liber anima

06.Into ashes

07.Stand by my side

08.On the circle edge

09.Into the night

10.Woken

11.Path of the dead

 

Bene, andiamo a parlare dell'album in questione. Da premettere che questo quartetto di Stoccolma si presta a comporre del buon black metal. Già dai titoli, come sicuramente avrete potuto notare, si nota una leggerissima (per così dire, ah ah) vena anticristiana.

Umorismo a parte, i nostri sfornano testi satanisti, in modo molto esplicito, senza alcun pudore; testi tipici del genere, tra l'altro, e se questi ragazzi svedesi ci vogliono raccontare storie di malignità, storie oscure, spaventose magari, dove il male regno sovrano dalla prima all'ultima nota, sono ben coscienti che lo fanno con una decisione strumentale spaventosamente curata nel minimo dettaglio. 

Non per niente questo album è stato rilasciato per la WormHoleDeath mentre il primo è stato autoprodotto. La label in questione credo che la sappia lunga sulle capacità artistiche di band come gli Eosphorus.

Si perché questo album si potrebbe riassumere in due soli parole: aggressivo e irresistibile. 

Aggressivo per tutto ciò che lo compone, dall'inizio alla fine: la voce, il cantato è assolutamente coerente durante i 66 minuti circa della durata del full (e 66 minuti per un album black metal non è roba da poco e da tutti). Oliver ha espresso tutta la sua cattiveria e aggressività dalla A alla Z, dando il meglio che un cantante del genere possa dare, e cosa a suo favore lo è il fatto che la sua ugola è assolutamente azzeccatissima per ciò che compongono. Non sono da meno le chitarre che emanano anche esse quel suono a dir poco graffiante, già dall'opener che parte in quarta dandoci dentro a più non posso. La batteria martellante che ti entra nella testa e che non si riesce a fare a meno di sentire rimbombare, di continuo, salvo qualche brevissimo attimo di quiete che, se non si sta attenti, non si riesce a percepire perché nei timpani rimbalza ancora il martellante suono di bastonate a fior di pelle. Stessa cosa per il basso.

E non è questione che il tutto è assordante, perché non lo è affatto. Il suono è  a livelli molto lodevoli e ogni nota di ogni strumento la si percepisce in modo nettamente chiaro e senza confusioni. Quelle lievissime sfumature melodiche, se così possiamo definirle, che ogni tanto si captano, così come quella canzone strumentale, fanno da contorno ad un album assolutamente coerente. Non esiste neanche la benché minima nota di banalità, non esistono picchi o cali, non esiste nulla di fuori luogo. E' un album, questo, che può vantarsi di essere a livelli alti di composizione, di essere amaro nel suo genere, crepuscolare, che ti inghiotte nel buio delle sue viscere. E' un album che per gli amanti del genere non è consigliato, è da avere assolutamente a scatola chiusa, in quanto troveranno in esso tutto ciò che si cerca in un ascolto black metal per essere soddisfatti, appagati. Quando si arriva alla fine dei 66 minuti che neanche te ne accorgi tanto che scivola magnificamente bene l'ascolto e il piacere di ascoltare, ci si rende conto di avere prestato orecchie a un qualcosa di davvero grande. Nonostante la sua linearità e compattezza, nonostante le canzoni scorrono fluide senza rendersi conto del tempo che trascorre. 

L'unica cosa che un po' lascia delusi è l'artwork, non molto fantasioso. Secondo me, per come è fatto l'album, avrebbe meritato una copertina più elaborata e che ti avrebbe già incanalato nel viaggio che si intraprende ascoltando il cd. Su questo avrebbero potuto usare più fantasia.

In conclusione, solamente dopo avere scritto queste parole, alle due parole per riassumere il full, aggressivo e irresistibile, si va ad aggiungerne altre due: coinvolgente e brillante. Questi ragazzi, a malapena al secondo album, sono riusciti a creare canzoni di elevata bravura, cariche di personalità. Non possiamo fare altro che sperare che continuino su questa strada per poter avere ulteriori soddisfazioni in futuro.

Bravi, bravi, bravi.

 

 

Fabio Sansalone

85/100