I Mycelia nascono a Zurigo in Svizzera e sono fautori di death/djent progressive metal davvero imponente, quello che andiamo ad analizzare in questa recensione è la loro ultima opera "Obey" uscita nel settembre 2015 prodotta dall'italianissima Wormholedeath.

 

Prima della recensione alcuni cenni storici, il combo svizzero produce nel 2012 il suo primo album, disponibile solo online e scaricabile sul loro sito ufficiale, dal titolo "Isolator" e nel 2013 il secondo album "Nova".

 

Addentriamoci ora in "Obey", questo si compone di dodici tracce:  

 

Choleric: Blunt Force Trauma: inizio fulminate basso batteria in rapida successione, un growl a tratti graffiante, davvero imperiosa l'opener di questo album, la struttura è molto varia con tanti cambi di tempo, ma è sul finale che questo pezzo si dimostra davvero geniale, da ascoltare con attenzione.

 

Steam: tecnicamente perfetta e potente, non lascia scampo, davvero una mazzata ma a tre minuti una gradita sorpresa per gli amanti delle atmosfere jazz/fusion, si ma per poco perchè la violenza prosegue un'attimo dopo....

 

Ritalin / Ritalout: inizio quasi sognante poi chitarra basso batteria ed un sottofondo di tastiere in sequenza lentamente ti entrano nel cervello, il cantato non è quasi mai in growl e più un urlato disperato, questa traccia secondo me è un po' il punto debole dell'intero album.  

 

I Am The Fungus: il pezzo più lungo dell'album nei suoi sette minuti sprigiona una potenza incredibile che  unita ad una tecnica sopraffina la rende un capolavoro. Gli stacchi jazz più evocativi e sognanti stemperano la struttura massiccia della canzone quasi rompendola, rendendola subito dinamica.

 

You Look Fat When You Cry: più "tranquilla" la quinta traccia mi piace il quasi "palleggiare" tra chitarra e batteria, il basso si sente in modo consistente è questo è sempre un pregio.

 

OBEY: quasi tre minuti sono solo synth ma permettono all'ascoltatore di rilassare gli animi in preparazione degli ultimi sei pezzi.                                                                                                           

Happy Merry-Go-Round: un'assalto, dopo un pezzo tranquillo e rilassato questo è davvero un colpo basso, potenza e violenza allo stato puro con un tocco di melodia nel ritornello davvero azzeccato.

 

Phlegmatic: Eat. Sleep. Repeat.: si assiste ora ad evoluzione del suono dei Mycelia, ora abbiamo una doppia voce un cantato perfettamente pulito che duetta con il growl ad anche le sonorità sono molto diverse dai pezzi precedenti. 

 

Sean In The Snail Shell: l'inizio sembra un carillion ma non bisogna lasciarsi troppo coccolare la mazzata è dietro l'angolo, anche se i ritmi sono decisamente più bassi e lenti ci sono anche delle aperture di musica elettronica che distendono il pezzo per poi essere repentinamente ricompattato a colpi di chitarra e batteria come un fabbro farebbe un pezzo da acciaio da forgiare sul finire anche gli archi a chiudere il pezzo.

 

Kudzu: si parte lenti e rilassati ma poi il pezzo si spinge su ritmi decisamente più sostenuti, il cantato pulito misto al growl e a parti narrate ci induce ad ascoltare con maggiore intensità, anche qui il ritornello è molto melodico e cantato in clean vocal.

 

Sanguine: This Party Sucks: inizio con un'assolo di basso e una batteria leggera, il pezzo più singolare dell'intero album molti stili uniti insieme che danno un' risultato sorprendente.

 

Melancholic: The Mass of a Million Earths: ampissimo l'inizio dell'ultima traccia di questo album si ha una sensazione spaziale della musica in contrasto con l'intero album dove le atmosfere erano decisamente più claustrofobiche, ed anche l'intensita' con la quale questo brano viene interpretato e suonato lascia stupefatti, in assoluto per me il pezzo migliore, ed ovviamente viene tenuto per ultimo...

 

Il disco è prodotto, suonato ed interpretato in modo magistrale, pur vero comunque che nonostante le premesse i Mycelia non insegnano nulla e non hanno credo la pretesa di insegnare qualcosa ma aggiungono un'altra stella alle miriadi di stelle che il metal odierno ci offre.

L'album è lungo, non facile da ascoltare, complicato per i repentini cambi di tempo e gli stili proposti, un prodotto per intenditori, da buongustai della musica, alla faccia di chi dice che il metal è solo rumore....

 

 

Igor

89/100