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Il batterista dei Ponzio Pilates multato: il musicista non è “un valido lavoro”

multato perché il musicista non è “un valido lavoro”

Lo Stato Italiano, considera i musicisti come lavoratori? Se si, forse  non per suoi rappresentanti? Domande lecite da porsi maggiormente in questo periodo di lockdown, in cui ci si debba spostare per comprovate esigente lavorative e di salute.
E’ luogo comune, in suolo italico, associare chi lavora nel mondo musicale a dei saltimbanchi, dei reietti, senza valutarne le abilità artistiche, intellettuali, le opere dell'ingegno ed i sacrifici che sono all’ordine del giorno per chi di musica vive.
Il musicista, come mestiere, è nuovamente da rivalutare, da mettere nuovamente in discussione in questi mesi, chi lavora nel campo artistico non deve essere considerato clandestino e tantomeno di seconda categoria.

In questi giorni ho letto da più parti la sconcertante notizia che vede protagonista un membro della band italiana Ponzio Pilates. Il musicista è stato multato per ‘violazione delle misure restrittive’ in contrasto all'epidemia di Covid-19’.
Motivazione: di essersi recato da un comune all’altro, della stessa regione, nel luogo dove si trovano gli strumenti musicali per ritirarli, servendogli per suonare su Twich. Cosa per altro legittimata, in quanto qualsiasi esibizione in pubblico è vietata.

Il batterista dei Ponzio Pilates multao:  il musicista non è “un valido lavoro”

E’ mia personale regola di base, chiedere sempre il permesso di poter pubblicare qualcosa che riguardi la vita di un artista e per approfondire gli eventi accaduti, così ho mandato un messaggio alla band che gentilmente mi ha fatto chiarezza sull’accaduto e parlando direttamente con il protagonista di questa assurda storia che, sorpresa, sorpresa, non è il cantante ma bensì il batterista Dimitri.

 

Ciao Dimitri, prima di tutto grazie per la vostra disponibilità e per voler dare un chiarimento in merito a ciò che è accaduto il 28 aprile scorso.
Come sono andate esattamente le cose? 

Son partito da casa mia (San Leo, provincia di Rimini) per andare a prendere la mia batteria di riserva (non quella che uso per fare i concerti, situata ancora più lontana ossia a Ravenna) che si trovava a Cesenatico in un luogo privato che usavo come sala prove; ho precompilato le due autocertificazioni di andata e ritorno dichiarando che andavo a prendere lo strumento per continuare le mie attività da musicista (volevo tenermi anzitutto in allenamento e avevamo in piano di testare la piattaforma Twitch per fare dirette live, se pur separati, nella speranza di ricevere qualche donazione dai fan). Ho fatto la strada che faccio di solito, la più facile e non penso la più breve, e qui ho sicuramente sbagliato; ho sbagliato anche in un altro punto, ossia che non ho considerato che, anche se per pochi chilometri, per arrivare a Cesenatico ho necessariamente passato la provincia di Rimini (Cesenatico è sotto Forlì-Cesena).
Al mio ritorno a Santarcangelo, seguendo la strada che appunto faccio di solito che appunto probabilmente non è nemmeno la più breve, sono stato fermato: le forze dell'ordine mi hanno chiesto patente libretto e mi hanno chiesto dove andavo e perché: quando ho spiegato loro la verità, ossia che dovevo prendere la batteria per allenarmi e per fare le dirette mi hanno risposto che senza una busta paga o un documento firmato da un'azienda che potesse comprovare che stavo offrendo servizio lavorativo presso la stessa, non c'erano gli estremi di una comprovata esigenza lavorativa. Ho cercato di mostrar loro delle foto e dei video che potessero comprovare che suonavo effettivamente la batteria in una band e che di fatto era il mestiere che volevo fare, in particolare in vista delle dirette e del concerto allo Sziget Festival, unico ancora non ufficialmente cancellato, ma loro non hanno (forse anche giustamente) voluto sentir ragioni.
Fin qui "tutto bene", se non che hanno poi detto la famosa frase, quella che mi ha fatto ribollire il sangue: "il musicista è una cosa che puoi fare per hobby, non è comprovabile come lavoro". Quella frase mi ha girato in testa per tutto il viaggio di ritorno a casa e, appena arrivato, con la rabbia ormai salita a un livello parecchio alto, ho fatto la diretta su Instagram di sfogo che ormai ha fatto il giro su diverse pagine di giornali online e blog.

E’ sconcertante il fatto che vengano multati i cittadini che dovendosi spostare per esigenze personali e lavorative, si trovano nella situazione di dare una spiegazione a chi effettivamente è distante dal proprio ambiente lavorativo. E’ un periodo spaesante e caotico per ogni settore, il campo musicale e culturale è forse quello più colpito, non soltanto in Italia, ma c’è comunque da marcare il fatto che da noi, chi lavora nel mondo della musica, non è considerato ‘lavoratore’ secondo gli schemi canonici. Voi come vivete questa situazione e a chi etichetta i musicisti e gli addetti al settore, cosa rispondete? 

Beh, diciamo che ci fa ribollire abbastanza il sangue, perché nessuno si immagina com'è stare dall'altra parte, almeno finché non prova; noi "almeno", anche se condividiamo le stesse difficoltà di tutta la categoria dei lavoratori dell'arte, abbiamo un ruolo da "protagonisti", stiamo sul palco, abbiamo un contatto coi fan. Esistono categorie ancora più "sfortunate" di noi, lavoratori "fantasma" già quando le cose vanno bene, figuriamoci ora... faccio riferimento ai tecnici di palco ad esempio, ai rodies, ai fonici, ai macchinisti...
Molti, moltissimi artisti, compresi scrittori, poeti, teatranti e tecnici vari sono schiacciati dalla prospettiva di fare continuamente debiti pur di continuare, specialmente per chi vuole rimanere nella legalità, e spesso anche pur restando nella legalità comunque non si può avere il privilegio di essere riconosciuti nel proprio ruolo, che vengano riconosciute le specificità e criticità tipiche della professione dallo stato e, come se non bastasse, venire poi scherniti dall'opinione pubblica, spesso anche dalle stesse famiglie e amici, come "gente che va a divertirsi". Oggi forse, con questa situazione, qualcuno inizia a capire come ci si sente ad essere lasciati soli.

Com'è la situazione di contagio nella vostra regione? E cosa ne pensate di questo lockdown prolungato? 

In Emilia Romagna ci sono 25850 casi totali, con 3614 decessi... per fortuna però, da quel che ho capito, possiamo vantare uno dei sistemi sanitari migliori tra le regioni italiane...
Questo lockdown prolungato penso che sia sintomo di una scarsa preparazione della nostra Nazione e in particolare del nostro governo attuale, in qualche modo, non mi stupisce: siamo poco preparati su molti aspetti legali e governativi, abbiamo subito continui tagli alla sanità e alle infrastrutture e abbiamo il grande problema del lavoro nero e delle organizzazioni mafiose... non mi sembra un caso che siamo ancora in lockdown praticamente totale quando Spagna, Francia e Germania, ad esempio, stanno dando già molte più libertà da quel che so.

Il batterista dei Ponzio Pilates multao:  il musicista non è “un valido lavoro”

Approfitto per chiedervi di parlare della band, i progetti futuri e un po' di storia.  

La nostra band nasce nel 2015 e ha suonato per diverse manifestazioni e festival in tutta Italia: il nostro periodo "amatoriale", o di "promozione artistica" per così dire, si è sviluppato in vari punti a partire dalla creazione del nostro primo album "promo", Abiduga", trovabile sulle piattaforme musicale di streaming, continuando poi con la produzione di uno "studio album", "Sukate", pubblicato l'anno scorso per l'etichetta Brutture Moderne, per il cui singolo abbiamo creato anche un videoclip, "Vongole", trovabile su Youtube, e doveva trovare la sua conclusione dopo l'invito all'importantissimo ESNS Festival di Groningen di quest'anno, seguito dalla messa in onda della nostra partecipazione ad Italia's Got Talent; ci stavamo infatti preparando per entrare nel vivo della nella vita professionale come musicisti professionisti proprio a partire dal 1 Maggio 2020, con l'inaugurazione di un nuovo tour che avrebbe dovuto toccare appuntamenti interessanti come la partecipazione ad Artisti In Piazza 2020, Home Festival, Sziget festival 2020 e tanti altri...
Degni di nota sono stati sicuramente gli inviti al Glastonbury Festival 2019 e al Mimi festival 2019.
Per il futuro, ormai disastroso presente, avevamo vari progetti, ora tutti inevitabilmente distrutti dalla crisi mondiale; ultimamente abbiamo tentato di avvicinarci al mondo delle dirette live su varie piattaforme ma, sia per difficoltà tecniche, sia per l'impossibilità di vedersi dal vivo e di reperire i nostri strumenti, per alcuni di noi distanti dalle abitazioni, ci siamo accorti che comporterà varie difficoltà e nuove modalità stilistiche, specialmente per la nostra peculiarità come "live band" che, in assenza di pubblico, non riesce ad esprimersi al meglio.. non sarà sicuramente una cosa fattibile all'oggi al domani.

Mi sembrava doveroso far luce su quest'episodio, soprattutto per correttezza nei confronti della band che, come tanti in questo periodo, non chiede di evitare la multa ma semplicemente che sia evidenziato questo ordinario luogo comune per cui essere musicista, in Italia, non equivale ad essere un lavoratore. Non sarà certo questo piccolo spazio in una webzine a cambiare le cose, ma potrebbe essere questa vicenda ad unire i musicisti non blasonati, ad unirsi in coro e dar voce ad uno Stato sordo ai tante addetti ai lavori che ruotano intorno al mondo musicale.
L’Italia non è fortunatamente solo San Remo, l’Italia musicale è un panorama underground in cui si celano molti artisti, proprietari di locali, PRs, managers ed etichette, il lavoratore italiano non deve necessariamente indossare giacca e cravatta, come ce lo raffigura da anni la società.

 

Ponzio Pilates su Facebook

 

Valeria Campagnale

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