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E' uscito per Argonauta Records (distr. Goodfellas) "Odyssey", il nuovo album dei toscani Vesta.

A tre anni dall’esordio omonimo, i toscani Vesta pubblicano il loro secondo lavoro, "Odyssey". Ancora una volta, si tratta di un album totalmente strumentale carico di atmosfere dense, distorsioni pesanti e loop ossessivi. Come per il primo, anche questo disco vede la collaborazione e la co-produzione con il sapiente ed esperto produttore/ingegnere del suono Alessandro "Ovi" Sportelli (registrazione e missaggio sono suoi), mentre il mastering è stato curato da James Plotkin (Isis, Cave In, Sumac).


“Odyssey” uscirà il 16 ottobre 2020 per Argonauta Records.
Le differenze con il precedente lavoro sono soprattutto nelle atmosfere, forse più rabbiose, nelle dinamiche e, soprattutto, nei suoni. Più del 50% del disco è stato composto e realizzato utilizzando strumentazione baritona e accordature non standard (Breach, Juno, Tumæ, Elohim) le quali restituiscono tonalità molto gravi e scure, ma al contempo molto corpose e dinamiche che, sapientemente accostate a riff pesanti e loop infiniti, rendono il lavoro finale molto complesso e profondo.
Il resto dell'album prosegue nel solco segnato dal primo disco, muovendosi principalmente lungo coordinate post-rock (Supernova, Borealis) inserendo qua e là anche accenni psych e alcuni passaggi che strizzano l'occhio al prog (Cerere, Temple). La scrittura dei pezzi (quasi totalmente a cura del chitarrista Giacomo Cerri) vede un'evoluzione e una ricerca di suono quasi ossessiva, il tutto esaltato ancora di più dalle mani esperte del sopra citato Ovi. Il risultato è un muro di suono massiccio, ruggente, ma anche rotondo, lungo circa 54 minuti, un'Odissea sonora che accompagna i Vesta lungo questo secondo viaggio attraverso il loro Universo immaginario.

TRACKLIST
1. Elohim
2. Tumæ
3. Breach
4. Juno
5. Borealis
6. Temple
7. Supernova
8. Cerere


CREDITI
Registrato e mixato da Alessandro “Ovi” Sportelli; masterizzato da James Ploktin


Giacomo Cerri - chitarra, Moog; Lorenzo Iannazzone - basso; Sandro Marchi - batteria
Copertina di Giacomo Cerri

 

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