Band: Corvus Noctis

Album: Tenebrarum

Etichetta: Demoniac Records

Data di uscita: 11 marzo 2017

Genere: Heavy Metal


Tracce:

01. Templo  02:46       

02. Corvus Noctis  06:17       

03. Sueño  04:06       

04. Ouija  04:19       

05. Llévame  04:27       

06. Hechizo   08:09       

07. Atrapado  04:18       

08. Luna sangrienta  06:19       

09. Hechicera  04:00       

10. Perverso ángel  03:59       

11. Muriendo después de tí  06:31       

12. Ritual  06:52

 

Evoluzione dei “Càmara Obscura”, i “Corvus Noctis” si sono formati nel 2010 nelle lontane terre messicane.
Nel marzo del 2017 è uscito il loro progetto “Tenebrarum”, per la Demoniac Records, un album con 12 tracce (per un totale di poco più di un’ora di ascolto) con tematiche riguardanti il mondo dell’occulto, della magia e del sentimento romantico.

L’album è in classico stile heavy metal, che più classico non si può; ha tutte le caratteristiche che lo rendono un buon lavoro, non originale ma fatto bene.  Visto che ormai della musica si è suonato e sperimentato quasi con tutto, è sempre lodevole e forte la scelta di orientarsi verso un genere così classico facendone semplicemente una buona versione personale, senza spingersi verso esperimenti azzardati e a volte di pessima qualità.

La personalità dell’album è data senza dubbio dall’uso dello spagnolo come lingua dei testi, che forse nel genere metal è una delle più difficili da amalgamare per bene, essendo di base una lingua morbida e gradevole al suono.

L’album si apre con una traccia “intro” che lascia un tantino spiazzati, visto che poco si accorda con i suoni dell’intero album.
Le successive tracce infatti, come già detto, rispondono alle caratteristiche del classico heavy metal; canzoni dalle sonorità orecchiabili, semplici ed efficaci che rimangono in testa già dal primo ascolto, come “Sueno” e “Corvus Noctis”; suoni regolari ed armoniosi che si mescolano bene all’interno della struttura della canzone, con riff di chitarre sicuri e armonici, come in “Atrapado” e “Perverso àngel”. C’è anche qualcosa di più duro e veloce, con la presenza di cori in “Hechizo”.
Vanno a chiudere l’album “Muriendo despuès de tì” e “Ritual” due brani dai toni più lenti e posati, a tema romantico ed esoterico.

La copertina dell’album non lascia invece nessun dubbio; toni neri e blu scuro, lungo un sentiero alberato troviamo uno stregone intento ad invocare il corvo nero, affinchè lo aiuti nell’invocazione delle tenebre. Così ci suggerisce il brano “Corvus Noctis”…

Il lavoro dei messicani non è male, è suonato bene e i brani hanno una discreta sonorità, ma a conti fatti manca qualcosa che caratterizzi l’album e che dia la possibilità di potersene ricordare in futuro.
Sufficiente, ma non abbastanza per poter dire di avere di fronte un lavoro degno di nota.

 

 

Maria Grazia Sabella

70/100