Dopo epic metal e tutte le derivazioni stoner/doom/post-metal che tanto sono care alla scena musicale greca, compare a sorpresa anche una band puramente symphonic metal, gli Enemy Of Reality. Dopo la nascita nel 2013, il combo ellenico dà alle stampe il debutto in meno di un anno (Rejected Gods). Ben accolto da critica e pubblico, permette alla band di suonare spesso in giro, anche di supporto a nomi famosi della scena metallica. Nel 2016 esce il qui presente secondo disco, Arakhne, un concept album riguardante la leggenda della creazione dei ragni secondo la mitologia greca. Il gruppo è nuovamente alle prese con il suo metal sinfonico venato da qualche intarsio prog/estremo tanto caro agli Epica, una delle loro sicure influenze. Ma si vada quindi a parlare di questa nuova opera.

 

Dopo l’intro orchestrale “Martyr” si arriva ad un brano impreziosito da un gradito ospite italiano. “Reflected” vede duettare la cantante (dall’impostazione lirica) Iliana con Fabio Lione ed il risultato è un brano che ricorda moltissimo i Visions Of Atlantis più sinfonici ed in una versione più power neoclassico. Le ritmiche in questo pezzo ricordano nuovamente i già citati Epica. Questo pezzo è una rara concessione (assieme a “Taste of Defeat”) a sonorità legate al power dato che già dalla successiva “Weakness Lies Within” si ritorna su lidi più classici del metal sinfonico, invero troppo standardizzati (conditi però da un ottimo lavoro di assolo). La seguente “Time immemorial” sfrutta il binomio voce femminile/growl unendoci anche delle strane soluzioni electro in sottofondo ma i risultati lasciano troppo a desiderare suonando come una sterile copia dei Tristania. 

Fin qui l’album stenta davvero a decollare ma come una manna dal cielo arriva “Nouthetisis” brano epico/sinfonico dove il tiro aumenta e pure il coinvolgimento (grazie anche alle bordate chitarristiche del secondo ospite, ovvero sua maestà Jeff Waters). Le parti metalliche rendono bene ed anche le parti orchestrali. Ottima anche l’interpretazione vocale della cantante che rende complessivamente il brano come uno dei migliori dell’opera. Una sorta di canzone/scossa che rialza il livello qualitativo del disco portandolo a dei livelli più che buoni.

Il resto del CD si dipana tra brani dal sapore sinfonico con diversi cambi di tempo derivanti dal prog (“Afraid No More”), atmosfere teatrali (“In Hiding” dal riff potente) ed un certo grado epicità (“I Spare You”) dove fanno la comparsa anche diversi ed ispirati guitar solo, davvero ottimi e coinvolgenti.

 

Nonostante una discreta e tiepida partenza il nuovo lavoro dei greci riesce a coinvolgere ed appassionare i seguaci delle sonorità sinfoniche ma anche di chi magari non è particolarmente avvezzo al genere. Non un capolavoro ma un deciso punto di partenza per un futuro splendente.

 

 

Falc.

75/100