29 LUGLIO 2017

Band: Hellripper

Album: Coagulating Darkness

Etichetta: Barbarian Wrath

Data di uscita: 14 aprile 2017

Genere: Black/speed metal 

 

Tracce: 

1. Bastard of Hades 02:36  

2. Anneliese 03:54  

3. Demdike (In League with the Devil) 03:30  

4. Within the Everlasting Hellfire 02:54  

5. From Hell 02:58

6. Black Invocation 02:06

7. Conduit Closing 03:33  

8. Coagulating Darkness 05:05

 

Hellripper è una one-man band di origine scozzese, ideata dal giovanissimo James McBain e formata nel 2014.

Finalmente nel 2017, dopo l’uscita nel 2015 e nel 2016 di vari EP, esce il primo album completo, “Coagulating Darkness”, un concentrato di cattiveria, fiamme e dinamicità. 

L’album è composto da otto tracce dalla durata media di 3 minuti, per cui l’intero album si ascolta a tutta velocità in poco più di 25 minuti; perché così dev'essere un album di speed metal, canzoni veloci, assordanti, che picchiano, che ti danno in testa e ti stordiscono senza pietà, lasciandoti frastornato e turbato.

L’aspettativa non viene delusa. Le sonorità sono un mix tra black metal e speed metal vecchia scuola, con tanti riferimenti al thrash soprattutto per quanto riguarda i riff di chitarra in alcuni brani, come in “Bastardo of Hades” o in “Annaliese”.

Lo screaming rende ogni brano cupo e malvagio, c’è padronanza della tecnica e in più di un brano è ulteriore elemento caratterizzante dell’atmosfera cupa, come in “Demdike (In League with the Devil)” o in “From hell”.

Ugualmente veloce e potente è il brano di chiusura, che dà il nome all’album e che si differenzia per la maggior durata, poco più di 5 minuti. 

I brani si differenziano in poche cose, ma rimangono comunque distinguibili tra di loro per alcuni riff di chitarra che danno corpo e sonorità ad ogni brano, come per esempio in “Within the Everlasting Hellfire” e “Conduit Closing”.

Il basso e la batteria fanno il resto, donando rapidità e profondità ai brani.

L’album raggiunge il giusto picco di velocità e potenza, i suoni funzionano bene e anche ad un primo ascolto si viene subito rapiti da questo vortice di cattiveria e devastazione. 

In conclusione, l’album, seppur non aggiunge nulla di nuovo al panorama black-speed metal, è preparato bene, i brani sono energici e suonati bene, e, cosa da non sottovalutare, ci sono le giuste influenze di thrash che lo rendono gradevole anche ad un pubblico meno estremo. 

Da un punto di vista grafico, non potevamo non aspettarci un’atmosfera cupa e infernale anche sulla copertina del CD; troviamo come ambientazione una chiesa distrutta in uno scenario quasi apocalittico dove un prelato viene sopraffatto da un demone dotato di croce capovolta, e poco dietro delle figure alate che si coprono il volto, come per non vedere. 

 

Maria Grazia Sabella

80/100