Band: Realms Of Odoric

Title: Second Age

Label: MDD Records

Release:   15 December 2016

Format:    limited Editions

Genre: Orchestral / Soundtrack

 

 

Ecco uscito il secondo capitolo del progetto dei Realms of Odoric, ovvero la realizzazione di un album composto esclusivamente da tracce strumentali dal carattere fantasy-epico. 

Così come nel capitolo precedente, l’impressione che si ha è quella di aprire un libro fantasy e sentire, letteralmente,  lo scorrere delle pagine. 

Le tracce sono in tutto 18, per un totale di poco meno di 45 minuti di ascolto. 

 

Tracklist:

01. Odoric Overture

02. The Lions Oath

03. The Last Embrace

04. Enchained

05. Pyramid Of Skulls

06. Serpent Tower Rising

07. Second Age Outcasts

08. Rogue Planet

09. Towering Solitude

10. The Rise Of Rebellion

11. Alaric Wolfbite

12. Return To Ankrath

13. Rebirth

14. Death Of The Deceived One

15. Decaying Blood                       

16. Broken Bonds                                   

17. Odoric On The Serpent Throne                                       

18. Aenea

 

E’ da apprezzare sicuramente l’impegno e il voler sfidare il mercato con un album davvero singolare. 

“Odoric Overture” ci fa subito capire le sonorità dell’album: epicità a gogo, spade e mantelli di alce, sonorità cupe e ben bilanciate.  

Ad un primo ascolto dell’intero album parrebbe quasi che le tracce siano simili tra loro, forse troppo. Gli incipit sono quasi tutti uguali, comprese le sessioni di percussioni. Andando però più a fondo nell’ascolto, si scorgono, per alcuni brani, delle attenzioni maggiori sia per quanto riguarda i cori che i violini.  In “Alaric Wolfbite” vengono introdotti i cori, che ben funzionano con il ritmo dell’intero brano; arpe e violini la fanno da padrona in “Towering Solitude” e in “Broken bonds”, a cui si aggiungono flauti di pan e toni decisamente più leggeri rispetto alle sonorità dell’intero album che ricordano a più riprese le colonne sonore dei film tratti dai romanzi di Dan Brown, ovvero “the Da Vinci code” e similari. 

Sonorità più epiche e cupe con “Pyramid Of Skulls”, “Odoric On The Serpent Throne” e  “Decaying Blood”, perfettamente in linea anche con la resa grafica dell’album, dai toni verdi molto scuri.

Molto gradite le tracce “The Rise Of Rebellion” per la presenza delle cornamuse, e la fiabesca “The Last Embrace”, forse perché ad un primo ascolto sono le prime che attirano l’attenzione in quanto diverse rispetto alle altre tracce.

In generale l’album si lascia apprezzare e le tracce formano comunque un ascolto piacevole, anche se in più di un’occasione si ha l’impressione di star sentendo lo stesso pezzo da vari minuti. Ecco perché i brani caratteristici spiccano sull’intero album.

 

 

Mazia

70/100