NOME: Rebel Beat.                                                                                                           GENERE: Alternative Rock.

NAZIONE: Russia (Mosca). 

FORMATO: full-length.

TITOLO: Steel dust.

 

• Tracce:

01. I’m The Law (3:14);

02. Swinging Around (3:11);

03. One Man (2:47);

04. Red Rock (3:37);

05. Steel Dust (3:32);

06. Melody (3:59);

07. Away (4:05);

08. Ferguson (3:41);

09. Rain Check (3:24);

10. Braindown (3:43);

11. Dead President (3:15);

12. Rebel Beat (4:11).

 

Membri: 

• Yaroslav Vozvyshaev (cantante);

• Stas Opitin (chitarra);

• Sergey Baybakov (chitarra);

• Slava Parshin (basso);

• Vlad Voloshko (batteria).

 

Il progetto Alternative Rock Rebel Beat nasce nel gennaio del 2013, in Russia, nella suggestiva città di Mosca, da un’idea dei musicisti che lo hanno realizzato: il cantante Yaroslav Vozvyshaev, il chitarrista Stas Opitin, Sergey Baybakov (chitarrista), il bassista Slava Parshin e il batterista Vlad Voloshko. Pur avendo una storia breve il progetto moscovita ha in precedenza rilasciato un EP “Nice To Be Changed”, ed inoltre possiede tre singoli rispettivamente intitolati “That is own”, “Rebel Beat” e “Red Rock”, tre clip video ed un concerto in DVD. Il 5 maggio 2017 Rebel Beat decidono di creare il primo full-length, che raccoglie ben 12 tracce, denominato “Steel Dust”. In questo album la band ha unito differenti generi musicali, rendendolo molto particolare e ricco di tecnicismi, infatti ascoltando tutte le tracce si può notare il passaggio dai toni più forti e spinti del nu-metal, presenti soprattutto in “I’m The law”, a suoni elettronici alla quale si aggiunge inoltre una miscolanza tra sonorità dure di una classica voce Heavy Metal e quella Hip-Hop. Nelle due tracks intitolate “Swinging Around” e “Red Rock” la musicalità assume un ritmo più aspro e pesante, per poi passare ai caratteri lievemente più morbidi, pacati, ma comunque movimentati del Rock, udibili in “Away”. Nelle due tracce “Ferguson” e “Braindown” il gioco tra basso e batteria fanno emergere tonalità musicali che si avvicinano, seppur dolcemente, al Funky. I musicisti russi concludono il loro full-length con due tracce live, registrate nel 2014 a Mosca, intitolate “Dead President” e “Rebel Beat”, idea stupenda e che sicuramente li porterà ad essere molto apprezzati dai fans, poiché in tal modo la band riesce ad avvicinarsi ad elli. Bisogna ammettere che pur essendo ancora agli inizi, Rebel Beat possiedono una grande caparbietà e godono di una forte autostima, tuttavia nel progetto è ancora percettibile una cera confusione riguardante la ricerca del loro genere musicale ideale, che non sembra essere ben affermato e consolidato. Purtroppo non sempre la miscolanza tra più generi musicali (per altro differenti) viene apprezzata o porta ad ottenere successi, soprattutto se si è alle prese con un progetto emergente in via di sperimentazione, le composizioni sembrano essere confuse e caotiche, con ciò probabilmente Rebel Beat devono affrontare ancora una lunga strada impervia e ricca di pericoli. Questo miscuglio di generi musicali li porta un po’ ad allontanarsi e fuorviare dalla loro presunta scelta che é l’Alternative Rock, dal momento che viene molto “alleggerito” e ha una melodicità che tende più verso l’Hip-Hop. Ovviamente per gli amanti della musica non esagerata e più calma Rebel Beat è il progetto ideale, pur essendo un po’ confusionali (cosa che sicuramente può essere migliorata in un futuro) il sound è accettabile, il mix è fatto bene, ma per rendere il progetto una vera eccellenza Rebel Beat devono ancora lavorare molto e stabilizzare le loro idee. 

 

 

Giulia De Antonis

60/100