9 MARZO 2018

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Iniziando da un’introduzione, raccontate chi siete.

 

Gli Entropy  Coding sono una band romana che nasce nell’inverno del 2015, da un’idea della tastierista e principale compositrice Susanna Coltrè. Il progetto prende vita principalmente in studio e ad esso collaborano ben 10 musicisti: Melania Petrillo, Giovanni Saulini, Emiliano Cantiano, Leonardo Barcaroli, Filippo Rosati, Fabrizio Proietti, Cristiano Neila, Vlad Voicu, Davide Catania, Danilo Carrabino.Il 19 Gennaio hanno pubblicato sotto etichetta Agoge Records il debut album “Tales of the Moon”, disponibile in tutti i digital stores.

 

Cosa vi ha spinti a chiamare il progetto Entropy Coding? Questo nome ha un particolare significato per voi?

 

L’idea è nata dalla nostra voglia di miscelare insieme più generi musicali, partendo dal symphonic metal, attingendo poi ad elementi del prog, power e così via. In questo caso era necessario dosare perfettamente ogni singolo elemento per non creare appunto il caos, inteso come entropia. Da qui Entropy Coding: la nostra codifica, il nostro linguaggio che abbiamo dato alla nostra musica.

 

Domanda molto classica e scontata, vi definite Symphonic/prog metal, da cosa è stata dettata la scelta di attenersi a tale genere musicale?

 

Sicuramente la scelta è dovuta ai nostri gusti musicali e agli artisti che ci hanno più ispirato nella nostra esperienza musicale. Nightwish, Symphony X, Epica, Dream Theater, Liquid Tension Experiment sono solo alcuni dei gruppi che ci hanno da sempre appassionato, ispirato e che ci hanno spinti ad intraprendere questo progetto.

 

Esistono altri genere musicali di cui siete appassionati? Se sì, cosa pensate vi leghi a loro?

 

Nel nostro progetto c’è un bel mix di generi musicali, molti musicisti che hanno collaborato vengono da esperienze musicali molto distanti dal metal, ad esempio dal funk, melodico italiano, rock, musica classica. La verità è che non ci piace chiuderci in schemi o generi ben definiti, ma il bello è proprio sperimentare e cercare di trovare sempre un filo conduttore anche tra quelle che sembrano realtà musicali lontane. 

 

Sarebbe bello sapere chi si occupa di scrivere i testi chi compone le tracce delle vostre canzoni. Hanno in particolare argomenti a cui si ispirano?

 

La nostra tastierista e compositrice, Susanna Coltrè, si è occupata interamente della scrittura dei testi e ha curato le strutture principali delle canzoni, gli arrangiamenti di tastiera, orchestra e voce. Da lì in poi hanno contribuito gli altri 10 musicisti per portare a termine gli arrangiamenti dei vari strumenti: Emiliano Cantiano per la batteria, Leonardo Barcaroli per il basso, Davide Catania e Danilo Carrabino in primis per la chitarra seguiti poi da Filippo Rosati, Cristiano Neila, Vlad Voicu e Fabrizio Proietti con cui abbiamo lavorato in studio. Di solito la nostra ispirazione nasce da libri, film, poesie: spesso ci immedesimiamo in situazione irreali e cerchiamo di avvicinarle alle nostre esperienze di vita quotidiana. E’ come avere un mondo fantastico dove viviamo tutto in modo amplificato, portando anche all’esasperazione situazione del tutto comuni: probabilmente è il nostro modo di urlare quello che non riusciamo ad accettare della realtà.

 

A gennaio è uscito un singolo intitolato “Feel The Air”, potreste parlarcene?

 

Feel the Air è il brano che probabilmente racchiude maggiormente più influenze musicali, non è raro ritrovare anche sonorità prog rock anni 70 unite con il metal più moderno a cui siamo abituati oggi. Il brano tratta di un ragazzo che ha paura della notte, ma si ritrova a dover forzatamente affrontare tale paura per poter sopravvivere. Alla fine, prende consapevolezza che ha una luce a cui aggrapparsi, ossia quella della Luna. E’ un brano che tratta delle nostre paure ed insicurezze, che spesso ci troviamo a dover affrontare senza alcun appiglio, ma l’unico modo per superarle è seguire quel piccolo barlume di speranza.

 

E quanto a “Tales Of The Moon” cosa potete dire?

 

Il nostro debut album è costituito da 9 brani, tutti incentrati sulla Luna. Il tema principale riguarda l’amore tra Luna e Sole, divisi dalla creazione della Terra e destinati a potersi rincontrare solo nell’eclissi. Il loro amore è qualcosa che va aldilà della comprensione umana, tant’è che noi umani non siamo degni di osservarne la luce accecante. Il resto dei brani tratta invece del rapporto tra la Luna e l’umanità, come ad esempio nel caso dei lupi mannari in The Wolf’s Trap. 

 

Cosa pensate possa contraddistinguere il vostro prodotto da quello di band simili?

 

Il fatto che siamo difficilmente configurabili in un determinato genere musicale, ma abbiamo proprio ricercato di miscelare tanti generi per cercare di avvicinare quanti più ascoltatori possibili. Inoltre anche a livello di produzione, il produttore Gianmarco Bellumori ci ha veramente creato un sound ad hoc, molto diverso e particolare rispetto a quello che solitamente ascoltiamo, augurandoci che questo possa rappresentare un punto a nostro favore nel mercato musicale.

 

Cosa pensate dell’attuale scena musicale italiana? Pensate che l’underground sia abbastanza apprezzato?

 

La scena metal italiana è veramente piena di musicisti formidabili e di altissimo livello, ma purtroppo vuoi lo standard che vige nel mercato italiano, vuoi la crisi della discografia, non sono apprezzati come dovrebbero. Il mondo della musica è veramente molto complicato al momento ed è difficile emergere data la vastità dell’offerta che c’è nel mercato, ma non per questo bisogna sottovalutare la scena underground che anzi, offre veramente delle chicche e vive di originalità. 

 

Ci sono altri musicisti da cui avete tratto ispirazioni?

 

Aldilà dei già citati gruppi, sicuramente ci sono altre band che ci hanno ispirato, come gli Haggard, Rhapsody of fire, Kamelot, Vision Divine.

 

Quali sentimenti o emozioni vorreste trasmettere ai vostri fan mediante le note da voi create?

 

Il nostro obiettivo è far in modo che il pubblico riesca ad immergersi in questa atmosfera suggestiva che abbiamo cercato di creare mediante le note di Tales of the Moon. In questo album abbiamo riversato tanto delle nostre emozioni e sensazioni, quindi ci auguriamo che gli ascoltatori riescano a cogliere un po’ del nostro carattere e delle nostre esperienze.

 

Uno spazio tutto per voi…

 

Grazie ad Insane Voices Labirynth e ai vostri lettori per averci dato questo spazio e la possibilità di condividere un po’ del nostro mondo con tutti voi.