18 DICEMBRE 2018

I Black Tiger sono una band che mischia AOR e Hard Rock, gli unici a rappresentare questo genere in Repubblica Ceca. Il gruppo ha già all'attivo tre EP: "All’Over Night" (2010), "Road To Rock" (2013) "Songs From Abyss" (2015), gli ultimi due con ospite Dan Reed. I dischi hanno ricevuto buone recensioni dalla critica specializzata come "powerplay"  e Classic Rock Presents AOR". I Black Tiger hanno suonato in molti club e festival in Repubblica Ceca, Germania, Polonia e Slovacchia, condividendo il palco con artisti della scena melodica Hard Rock come House Of Lords, Dan Reed, Pretty Maids, Mike Tramp, Little Caesar,

Hungryheart, Michael Schenker e molti altri.  Il primo full lenght della band, in uscita per Freemood a ottobre 2018, è stato registrato al Tanzan Music Studio e prodotto da Mario Percudani.

Il primo full lenght della band Ceca si intitola "Black Tiger", registrato al Tanzan Music Studio nel 2017 e prodotto da Mario Percudani. Un mix di AOR e Hard Rock melodico con l'accento sulle melodie, grandi ritornelli, ricchi di chitarre elettriche, arrangiamenti innovativi e dal suono decisamente potente.

L'album contiene dieci brani originali con ospiti molto popolari della scena melodic rock internazionale come Dan Reed (Dan Reed Network), Mario Percudani e Josh Zighetti (Hungryheart), Giulio Garghentini e molti altri.

LINE UP:

Jan Trbusek: voce, Jiri Doelzel: chitarra, tastiere, Lubos Ferbas: basso, Petr Konecny: batteria

Ospiti:

Mario Percudani: chitarra, cori, arrangiamento archi, Dan Reed: cori, Josh Zighetti: cori, Giulio Garghentini: cori, Alessandro Moro: sax e Edoardo Giovanelli: arrangiamento archi.

Decente album di hard rock melodico di stampo molto classico, come andava di moda negli anni 80, nessuna influenza moderna, sembra di ascoltare gruppi come Cinderella e similari. Non ci sono sorprese, diretto; è quello che un ascoltatore si aspetta ascoltando un album del genere.

Le 10 tracce che compongono l’intero album sono di fattura classica, la voce melodica del cantante non aiuta l’ascoltatore a calarsi a pieno nelle melodie strumentali.

Anche l’art-work è di fattura classica con la testa di una tigre nera circondata da dei fiori.

Album si apre con “DON'T LEAVE ME”: intro con tutti gli strumenti, la voce del cantante entra poco dopo e l’ascoltatore è già immerso nel ritmo blando della canzone. La velocità è medio-bassa senza troppe sorprese, non si riesce a svegliare dal torpore in cui la traccia lo ha immerso. L’assolo di metà canzone non è nulla di spettacolare è un classico assolo hard rock sentito e risentito con il solito giro di note. Il ritmo costante della canzone che viene mantenuto fin dall’inizio lo rendono quasi soporifero.

si continua con “LIFE IS A GAME”: intro di chitarra e di batteria a un ritmo leggermente più veloce rispetto alla traccia precedente, l’ascoltatore si sveglia leggermente dal torpore nel quale era caduto in precedenza, ma non riesce a svegliarsi del tutto perché la canzone decade e scema senza sorpree né cambi.

terza traccia “SOLITARY MAN”: la ballad dell’album con un intro di piano e di basso, si viene colpiti da questa dolcezza. Le influenze di altri gruppi storici del genere si sentono benissimo e la band le sfrutta a pieno. Si viene rapiti da questo brano forse, il migliore dell’intero album. La band purtroppo non riesce a mettere del suo nemmeno in questa traccia sembra molto uguale ad altre ballad di gruppi molto più famosi e forse a chi ascolta dopo un po' se ne dispiace.

quarta traccia “SHE'S A LIAR”: intro di chitarra, batteria e basso il ritmo basso e costante, ci fanno risprofondare nel torpore e nella noia di inizio album, riff sentiti e risentiti, la band non ci mette personalità. Canzone lenta piatta e vuota.

quinta traccia “AGAINST THE GRAIN”: intro di tutti gli strumenti a velocità intermedia rispetto alle altre, si è ormai disattenti e non riesce a cogliere l’impegno della band nel suonare questo brano. Non si riesce più a immergersi nella musica, come scritto in precedenza la band non fa nulla per avere una sua personalità.

la seconda parte dell’album si apre con “REASON TO LIVE”: canzone di hard rock molto classico con palesi riferimenti a formazioni molto più famose e importanti dell’intero panorama hard rock questa canzone è un palese riferimento a brani più famosi.

settima traccia “WHO IS TO BLAME”: anche con questa traccia si ripiomba degli anni 80 come la traccia precedente non ci sono novità anzi leva definitivamente la voglia di finire di ascoltare le tracce rimanenti dell’album. Si va avanti per inezia per vedere se almeno alla fine il gruppo si rende unico oppure rimane del piattume a cui ci ha abituato. Parlando sotto il piano musicale della traccia non c’è nulla da dire e una canzone senza mordente.

ottava traccia “SILENT CRY”: seconda Ballad dell’album. rispetto a quella precedente qua ascoltatore non la coglie a pieno, perché le due tracce precedenti lo hanno annoiato di brutto. Classica ballad di hard rock melodico senza troppe pretese, non si viene coinvolti per nulla ad ascoltarla, aggiunta del Sax non aggiunge nulla rende la traccia ancora più noiosa, però almeno qua si sete un po' di carisma del gruppo perché non si affida ai canoni classici del genere; penultima traccia “NEVER TOO LATE”: canzone un po' più veloce delle precedenti, cercano di rendere la canzone più aggressiva, non si recepisce perché il torpore e la noia che il gruppo gli ha fatto sentire fino ad adesso non riesce a distaccarsi dai nostri pensieri e da questa sensazione di vuoto cosmico che ha intorno. Il ritmo cala verso il finale e poi ritorna a quello di inizio brano;

ultima traccia “OPEN YOUR EYES”: intro di tastiere e di chitarra la voce entra subito dopo, anche in questa traccia si ripiomba degli anni 80 con un ritornello orecchiabile che entra in testa ma purtroppo i giri melodici e i riff che compongono il brano sono cose già sentiti proprio in quella decade. La band non avendo una sua personalità e nemmeno si impegna ad avere un po' di carisma si rende ridicola per chi ascolta.

Album noioso e ripetitivo ma per un ascoltatore medio potrebbe essere un buon ascolto. La band non si è sforzata minimamente di essere una band con carisma e personalità senza un briciolo di originalità. Lo consiglio solo a chi non ha mai ascoltato questo genere agli atri che conosco il genere potrebbe anche piacere.

 

Daniele Blandino

35/100