28 GIUGNO 2017

Proporre Nu metal nel 2017 è davvero da coraggiosi, sia perché negli anni ’90 c’è stato un boom non da poco che ha saturato la scena, sia perché si deve essere pronti a ricevere le peggiori critiche dai metallari più maturi e tradizionalisti. 

Ma procediamo con ordine. 

La band californiana è attiva dal 2012, ed il loro album di esordio è uscito solo nel 2017, anticipato da vari singoli; “Seeds”, “Refuse to Follow”, “Victory”, “J-Dead”, con questi ultimi tre che si trovano come bonus track a fine album. 

In ogni brano c’è largo uso dello scratch, non del tutto originale ma che si amalgama bene con la struttura dei brani. 

Le tracce, tutte molto orecchiabili, si lasciano sentire senza stancare, e molte si ricordano già dopo un primo ascolto. Tra tutte “Discord”, “Wonka” e “Social recoil”.

Il DJ ECUSA dà il nome alla quarta traccia “Ecusa’s Nightmare”, quasi 3 minuti di scratch, chitarra e batteria prive di voce. 

Se non siete amanti del genere, meglio lasciar perdere, troppe le influenze del rap e dell’hip-hop, troppi i riferimenti coi gruppi capostipite del genere. 

Se invece siete aperti alle novità, vi piace il genere e cercate un gruppo che riproponga il NU metal, vi suggerisco l’ascolto, anche perché i ragazzi sono bravi e sono supportati dalla Zombie Shark Records, fondata nel 2016 dal batterista dei Motograter, Noah "Shark" Robertson.

Per quanto riguarda la grafica proposta, la copertina dell’album è vincente perché semplice e accattivante; in più il logo della band riesce a unire gli ingranaggi di una macchina con un simbolo ormai scontato come il teschio. Insomma, c’è anche un buon progetto grafico dietro, e sicuramente male non fa. 

Nota di demerito all’abbigliamento e allo stile del gruppo, che ha attinto a piene mani (pure troppo) da quello di un noto gruppo dell’ Iowa.  

 

Maria Grazia Sabella 

80/100