11 LUGLIO 2017

Parliamo degli ERA 9.

Il loro album si chiama GRAVITY, per l’etichetta INDEPENDENT.

Quando ci si imbatte in band di questo genere si può correre il rischio di trovarsi un po' spiazzati in quanto gli elementi e gli stili musicali offerti sfociano in vari universi, tutti diversi tra loro.

Questo non vuole dire che questi universi siano linee parallele che non si incontreranno mai.

Sta a significare solo che l’esperienza che si vive ascoltando questo album puo’ confondere un po' il pubblico finale, che a primo acchito non sapra’ in quale nicchia collocarsi.

Questi ragazzi canadesi, tra cui una voce femminile, si presentano bene, anzi benissimo. La loro immagine rispecchia alla perfezione ciò che il pubblico vuole. Specie nel target di giovanissimi.

L’unica cosa che si riscontra è che tutti brani, seppur con caratteristiche diverse, si somigliano.

Pezzi come EARTHQUAKE, MONEY TALK E SCRIPTURE, di forte ispirazione dance e rap, acchiappano ma non conquistano.

HERO mi è sembrato un pezzo che potrei incrociare un giorno, per caso, in radio vista la sua somiglianza a tante produzioni recenti d’oltreoceano uscite in questi mesi.

LIKE THAT, con i suoi suoni acidi, trap, si rifà alla nuova elettronica tanto in voga (e talvolta tanto acclamata).

I pezzi che a mia opinione si distinguono sono GRAVITY (che da il nome all’album), BLACK WIDOW, che attacca con vivaci effetti raggae e BARE BONES, diversa nella struttura.

In conclusione gente: Questi ragazzi, come già detto, rappresentano il futuro, un nuovo genere che prenderà la sua fetta nella storia. Si collocherà di diritto alla fine di questi “anni 10” in cui la musica fluida viene consumata copiosamente talvolta senza emozionare come un tempo. 

Moderni, adrenalinici, belli da vedere. Ma non graffiano come dovrebbero. Aspetteremo un altro loro album. 

Intanto bravi.

 

Natascia Rossi

75/100