4 SETTEMBRE 2017

Gli Jupiter Hollow irrompono sulla scena con un passo deciso. "Odyssey" è composto da cinque tracce in cui si fondono sonorità che intersecano Hard Rock, Rock progressivo moderno e Ambient o, come piace definirlo a me, Dream Rock. Senza dubbio c'è della qualità. Basti ascoltare la prima traccia "Deep In Space" dove un basso martellante fa da sfondo a un'esplosione di sonorità a tratti pesanti.

"Ascending" è un concentrato di progressivo con melodie sognanti e riecheggianti, evocative. "Hades Heard" è facile il paragone con una band di questo filone che in questi anni ne è diventata un po' la portabandiera, ovvero i Dream Theatre.  Questo duo canadese si è rivelato molto abile a miscelare i suoni e creare qualcosa di assolutamente originale ma che sta anche cavalcando le mode. Chiudono l'EP "Over 50Years" e "Odyssey".

Quest'ultima è un pezzo davvero notevole, somiglia ad un viaggio nello spazio sonoro, una diversa modalità di usare il suono come mezzo per spostarsi da una dimensione all'altra. Come ben insegna la scuola progressiva.

I due componenti della band hanno fatto sapere che la loro ispirazione assoluta sono Tool e Pink Floyd. Nomi grossi. 

Non facile il confronto per due ragazzi davvero molto giovani  (21 e 18 anni circa). Tanto di cappello ragazzi. 

 

Natascia Rossi

75/100