Il trio canadese Ninjaspy, composto dai tre fratelli Parent, Joel alla voce e chitarra, Tim al basso e Adam alla batteria, nasce nel 2006 con un genere non ben definito, in quanto la musica proposta è un misto di vari generi, possiamo dire siano Metal/Hardcore/Reggae/Surf.

Nel 2013 hanno pubblicato il loro EP di debutto intitolato “No Kata”, di seguito nel 2007 il primo vero album, “Pi Nature”. Ora tornano con l’album ‘Spüken’ che verrà pubblicato il 14 aprile.

Il loro mix musicale esprime una moltitudine di stili che vanno dal pop rock al metal toccando musicalità reggae e ska. Il brano ‘Speak’, che apre l’album, rende l’idea che i Ninjaspy porteranno l’ascoltatore in viaggio musicale di vari livelli.

In questo disco non c’è un momento noioso, in quanto è appunto colorato di suoni e vivo, risultando sorprendente ciò che il gruppo di soli tre elementi riesca a creare.

I vocalizzi di Joel Parent si modellano a seconda dei brani, da voce pulita, a funky, fino a divenire brutale, che fanno di questo lavoro un disco “nervoso” sostenuto anche dal grande intreccio di chitarre e basso.

Il brano “Jump Ya Bones” ha suoni tipicamente reggae fusi a riff metal. “Grip The Cage” riprende un po’ le stesse sonorità con un gran basso, un brano che arriva a diventare aggressivo e brutale, così come con la seguente “Azaria”.

Sinceramente è un album che non convince, questo miscelare di suoni arriva ad essere solamente caos, evidentemente i Ninjaspy sono stati influenzati da Meshuggah, Nirvana, System of a Down e Faith No More, il problema è che ‘Spüken’ è esattamente un groviglio della musica di queste band tutte quante insieme.

Ho ascoltato questo album più volte, sicuramente  parte del disco è interessante e professionale ma a lungo andare si perde qualcosa, diventando una confusione totale, peccato. Le idee ci sono, la bravura anche, dovrebbero a mio parere, restare più saldi senza dissipare le energie ed incanalarle verso un’unica direzione.

Un album che potrei consigliare a chi ama la sperimentazione in ogni sua forma e senza pregiudizi. 

 

 

Valeria Campagnale

60/100