16 OTTOBRE 2017

Titolo: Blackness From The Stars

Band: Planet Eater

Data pubblicazione: 04/08/2017

Genere: Brutal/Death metal

 

“Blackness From The Star" è il primo album full-lenght della band canadese Planet Eater. L’opera di nove tracce, dalla durata complessiva di c.a. 38 minuti, presenta un sound solido e pulito, non eccessivamente compresso (siamo comunque al limite), e la band si dimostra tecnicamente competente in tutti i reparti. Pur essendo fortemente radicato in un brutal classico, quest’album si spinge verso orizzonti più moderni, cercando di creare, spesso con risultati positivi, un’atmosfera immersiva attraverso l’uso di dissonanze e tonalità molto basse, e sperimentando con groove e melodia. Questi tratti originali e più interessanti purtroppo non sono del tutto integrati nel sound della band e nell’economia delle canzoni: spesso e volentieri sono relegati ad intro/outro, breakdown, intermezzi vari o semplicemente all’interno di una sola parte del pezzo, quindi abbandonati per tornare ad uno stile più ordinario. Questa ovviamente è una problematica che non incide sulla buona qualità di esecuzione e composizione del disco, è imputabile alla giovinezza del progetto. I brani, dalla durata media di c.a. 4 minuti, hanno una struttura per lo più semplice e lineare. È palese, nonché dichiarato dalla stessa band, l’intento di creare con la loro musica una diacronia tra il passato e il presente del death metal, riassumendo nei brani elementi classici con altri più sperimentali e complessi. Questo si può subito capire dalle scelte di sound, in linea con l’avant-garde djent/prog, unite però a scelte compositive che richiamano ad uno stile rétro: difficilmente vengono usati tempi composti e la struttura non è mai progressive. Detto questo i Planet Eater dimostrano di avere molti spunti accattivanti, di saper creare atmosfera, di saper gestire e organizzare in modo razionale ma anche emotivo le proprie canzoni. In questo album hanno saputo giostrarsi abilmente tra stili e generi diversi, riecheggiando ora in uno, ora nell’altro.

Non hanno saputo però unificare tutto ciò in un sound inedito, ambizione certo non da poco. Ciò non ostante il lavoro è dinamico, esplosivo, ben eseguito. Con delle premesse così, non ci resta che aspettare e vedere se riusciranno a coniugare appropriatamente il loro stile poliedrico.

 

Tobia Fognani

Voto 85/100