18 GIUGNO 2017

Il Canada è un esportatore di metalli, e a questo giro ne propone uno di ottima fattura, quello firmato Slagduster, un quartetto che si definisce “bump n'groove metal”. Esordienti nel 2010 con l'album Nature. Humanity. Machine., gli Slagduster proseguono la loro più che promettente epopea con Deadweight, edito il 5 maggio 2017 con la Waterlow Audio Records.
Già dal primo lavoro era palese che avessimo di fronte un grande gruppo: Shane Sherman (voce e chitarra ritmica), Alex Huber (chitarra solista), Zak Waterlow (basso) e Joe Northcott (batteria) sono tutti dei musicisti di alto livello e ben amalgamati tra di loro. Insieme creano un sound violento e possente come un grizzly. Il loro è un metal moderno, pieno di influenze. Cè molto groove, metalcore e progressive nelle nove tracce contenute in Deadweight, i pezzi sono tutti tecnici con parti complesse, e tutto ciò rende il lavoro impressionante ed ammirevole.
Ad aprire le “danze” è Soldiers Of Meth, caratterizzato da un'introduzione pazzesca, disorientante, confusionaria e caotica, tutti aggettivi da intendere in senso più che positivo. Non è facile capire e prevedere quello che sta succedendo, ma gli Slugduster rendono bello naufragare in questo mare agitato. Il resto della canzone ha un gran tiro ed è impossibile non iniziare a scapocciare. Peppin Ron, la traccia seguente, ha un paio di passaggi funkeggianti, che testimoniano l'ampio bagaglio culturale e tecnico posseduto dai nostri eroi canadesi. In Profane Puppet abbiamo esaltata l'impressionante coordinazione tra le due chitarre, che sostengono interessanti armonizzazioni, le quali danno ulteriore colore ed originalità al pezzo. Mother's Milk  parte in maniera un po' più “tranquilla” rispetto alle composizioni precedenti, ed è un brano leggermente meno frenetico e con riffs meno complessi rispetto agli altri. La successiva Mushroom Stomp riprende il discorso musicale che in certo senso gli Slugdaster avevano interrotto con la stessa freschezza ed estrosità, con in più una parte finale davvero azzeccata. A seguire troviamo la sontuosa On All Fours, caratterizzata da grooves veramente efficaci e gustosissimi. Le successive Cheer Up Clown e Ivory Into Coal aggiungono poco nulla al disco, ma hanno solo la sfortuna di trovarsi verso la fine di Deadweight, perché in termini di qualità sono rappresentativi dell'album tanto quanto le altre tracce. Untouchable, l'ultimo pezzo, è invece uno dei punti più alti della pubblicazione, in termini di arrangiamento.
Gli Slagduster sono stati davvero bravi nel creare, plasmare e confezionare Deadweight, che tra l'altro hanno pure autoprodotto. Tutte le canzoni non sono troppo simili, hanno un'identità unica e definita, ma comunque hanno le stesse caratteristiche: groove, tecnica e varietà. L'album gioca tantissimo su questi elementi, in particolare sul groove. Tutti i riffs sono poi spesso impreziositi da virtuosismi notevoli e sono incastrati tra di loro in modo sorprendente ed interessante. Gli arrangiamenti sono davvero efficaci, pieni di colpi di scena. Un altro punto a favore, è che gli Slugduster condensano tutto ciò in canzoni che durano al di sotto dei cinque minuti, calibrando perfettamente tutte queste caratteristiche. In nessun aspetto sono “troppo poco” o “troppo tanto”, per questo non ci sono pezzi noiosi e si è ansiosi di scoprire cosa succederà dopo. Deadweight fila liscio all'ascolto, e più lo si ascolta attentamente, più lo si apprezza.
Questi quattro ragazzi meritano tanti complimenti perché sono bravissimi, geniali ed hanno una maturità non comune. Sono davvero in un grande momento, speriamo che continuino così.

Tracklist:
Soldiers Meth
Peping Ron
Profane Puppet
Mother's Milk
Mushroom Stomp
On All Fours
Cheer Up Clown
Ivory Into Coal
Untouchable

Formazione:
Shane Sherman: voce, chitarra
Alex Huber: chitarra solista
Zak Waterlow: basso
Joe Northcott: batteria

 

Giovanni Casareto
92/100