21 GENNAIO 2018

Oggi mi ritrovo a recensire un album che ho amato dal primo istante, dal brano d'apertura del disco agli ultimi secondi...

L'album in questione è Vertigo scritto dai Sound Storm, una band Italiana del Torinese formatasi nel 2002.

In principio il progetto era nato come Cover Band Iron Maiden, Manowar e Savatage, ma in seguito presero la decisione di iniziare a comporre pezzi propri, e personalmente benedico quel giorno o non avrei mai potuto ascoltare un album cosi viscerale ed emozionante.

Ma soffermiamoci un attimo sulla formazione di questa Band citando i componenti che hanno reso questo album cosi speciale.

Alla voce troviamo Fabio Privitera, personalmente penso che Fabio abbia una voce come pochi, morbida e setosa come il raso ma acuta e tagliente come uno stiletto, le sue capacità non si limitano solo sulla tecnica di canto ma anche dall'interpretazione vocale che lascia spazio alle emozioni. 

Valerio Sbriglion e Rocco Mirarchi alle chitarre che con le loro capacità musicali ed assoli epici spiazzano ogni primo ascoltatore...ma questo ovviamente vale anche per Massimiliano Flak (al basso) che con la sua bravura e idee ha reso questo album ancora piu interessante e Alessandro Bissa (alla Batteria) che con le sue illusioni ritmiche mi ha fatto sognare...e per ultima, ma non per importanza, cito Elena Crolle alla Tastiera... vorrei soffermarmi sulla tastiera perché ha un ruolo particolarmente importante nell'album dal momento che le tonalità scelte da Elisa denotano tutto l'album e velano il tutto intorno ad un alone mistico, decadente e (come ho già detto precedentemente) viscerale.

Indagando in maniera piu approfondita sulla storia dei Sound Storm è emerso che  nell'estate 2010 partirono per il loro primo Tour in Messico, il primo di una importante serie di Tour di un certo spessore dal momento che dopo aver  successivamente firmato un accordo a livello mondiale con la Scarlet Records per la pubblicazione del loro secondo album, ebbero l'opportunità di suonare con band altrettanto importanti come gli Epica, Tristania e Haggard.

Ma adesso concentriamoci sul loro ultimo lavoro, pubblicato nel 2016. 

Questo album mi ha personalmente stregata ed emozionata particolarmente.

Symphonic e Gotico allo stato puro ma con sfaccettature Heavy, Power, Classical, Folk e Prog sperimentale... c'è tantissima carne sul fuoco e sinceramente ho ascoltato volentieri tanti band con tanta carne sul fuoco e solitamente sono sempre stati una delusione...ma non in questo caso! 

Vertigo è un agglomerato di generi e influenze che si allacciano perfettamente tra loro il che rende ciò come nota distintiva dell'album, non solo per la maestria con cui l'hanno strutturato ed eseguito ma proprio per il concetto finale dell'inedito.

 

1: Vertigo (1.17)

Come preludio troviamo Vertigo che con il suo minuto e 17 secondi svela l'intenzione e denota tutto l'album.

è una danza tra violini, tastiera e cori che sublimano il tutto in un contesto misterioso e gotico.

2: Dragonfly (6.17)

Ecco a voi Dragonfly, il singolo dell'album che inizia riprendendo le note distintive del preludio precedentemente descritto.

pezzo particolamente Power grazie alla batteria e alle chitarre che ricordano delle mitragliette impazzite, per non parlare dell'assolo incredibilmente epico.

Già in questo pezzo notiamo influenze diverse, si passa dai suoni sinfonici e parlati (rigorosamente in italiano, dettaglio che ho molto apprezzato) a suoni elettronici.

3: Metamorphosis (5.01)

Come terzo pezzo proposto abbiamo Metamorphosis.

Potente già dall'intro dove troviamo una batteria particolarmente veloce che caratterizza il mood di tutto l'album accompagnato da cori imponenti.

Giri di tastiere e violini che fanno girar la testa per la complessità ma che stupiscono sempre per le strutture diverse ma che, complessivamente si uniscono alla perfezione.

Il ritornello è molto caratteristico e azzeccato visti i botta e risposta con i cori.

4: Forsaken (5.32)

Forsaken credo sia uno dei pezzi che più ho amato di tutto l'album.

Si contraddistinguono bene due generi in particolare: L'Heavy e il Power, principalmente all'inizio della traccia.

La scelta degli effetti e dei suoni elettronici un po sperimentali sono a dir poco incredibili per non parlare della successiva evoluzione del pezzo che stravolge completamente la concezione iniziale.

5: Original Sin (5.58)

Siamo arrivati alla quinta traccia. Original Sin, questa è decisamente la mia preferita.

Una melodia fuori dal comune per complessità e infinita bellezza, una canzone che fa sognare. La partenza iniziale ricorda una ballad ma dopo qualche minuto non tarda ad arrivare la pacca di potenza come un fulmine a ciel sereno.

La tastiera iniziale mi ha spiazzata sin da subito, l'armonia tra gli strumenti è quasi sublime.

Provate a chiudere gli occhi quando arrivate a questo pezzo, ne varrà sicuramente la pena, provare per credere!

6: The Ocean (5:34)

Sesto estratto “The Ocean”.

Brano decisamente più epico, personalmente credo sia una continuazione del pezzo precedente... l'intro ricorda una tempesta inquietante e macabra che si evolve in una vera lotta tra gli elementi. Lo scenario che si presenta, lasciando spazio all'immaginazione, è qualcosa di unico nel suo genere. Brano a dir poco suggestivo!

7: Spiral (4:00)

Spiral è uno dei pezzi piu coinvolgenti in fatto di emozioni interamente strumentale...molto piu prog e sperimentale rispetto agli altri brani.

Da questo brano si percepisce la bravura e la capacità compositiva dei musicisti.

8: Gemini (6:00) 

All'ottava posizione troviamo Gemini, altro brano che ho adorato, ascoltato e riascoltato piu volte. Decisamente piu pesante rispetto agli altri brani in alcuni passaggi data la presenza di voci piu sporche (presenti anche in altri brani ma che in questo in particolare l'hanno caratterizzato parecchio).

Anche qui troviamo dei suoni sperimentali ed elettronici che si sposano benissimo in questo pezzo così particolarmente  potente e d'impatto.

Il finale è qualcosa di indescrivibilmente bello.

9: Alice (3:46)

Brano quasi drammatico, ascoltandolo ho quasi avuto una sensazione di tristezza malinconica ma anche di pace assoluta. Anche esso interamente strumentale.

Brano molto suggestivo grazie ai meravigliosi cori ed effetti a dir poco azzeccati.

10: The Last Breath (7:59)

Eccoci arrivati all'ultimo brano... un capolavoro di brano oserei dire...

Un pezzo decisamente Heavy Metal per il suo motivetto e per la potenza della voce che in questo brano è qualcosa di superlativo!

L'ultimo respiro di quest'album mi ha ufficialmente fatto innamorare di questa band (che ho successivamente approfondito) e di questo album in particolare.

Anche in questo caso il brano inizia con un mood per poi cambiare radicalmente e trasformarsi in un turbinio di emozioni contrastanti e potenza. Un brano che spiazza al primo ascolto che coinvolge mente e corpo.

Il finale di quest'album è quasi straziante e che personalmente (non mi vergogno a dirlo) mi ha fatto piangere.

 

Che altro aggiungere, un album maestoso! Il mio entusiasmo sicuramente è stato notato; non sono riuscita a trovare una nota negativa nonostante abbia ascoltato miriadi di volte questo cd.

Questi ragazzi mi hanno totalmente stregata con le loro sonorità cosi viscerali e non provavo emozioni cosi forti per la musica da molto tempo.

È stato un po come leggere tutto d'un fiato un libro molto coinvolgente e che al termine della lettura lascia quell'amaro in bocca dopo la parola FINE.

Sound Storm, siete un Orgoglio Italiano!

 

Erika Litrico

100/100