11 FEBBRAIO 2018

Band: Terrifier

Album: Weapons of Thrash Destruction

Etichetta: Test Your Metal Records

Data di rilascio: 20 Gennaio 2017

 

Quella di oggi sarà una revisione tanto spietata e diretta quanto lo è il carattere della band che siamo qui a proporvi, i “Terrifier”, un progetto Thrash Metal nel corpo e nell'animo, nato a Vancouver, in Canada, nel 2011, inizialmente sotto il nome di “Skullhammer”. Nel 2012 viene cambiato il nome della macchina da guerra in “Terrifier” e, successivamente, la band rilascia il primo full length intitolato “Destroyers of The Faith”.

Dopo questa prima release, in cui la line-up prevedeva Chase Thibodeau come bassista/cantante, Rene Wilkinson e Brent Gallant come chitarristi ed Kyle Sheppard alle pelli, i Terrifier hanno saputo affinare le loro abilità, aumentando la tecnica la velocità e donando ai nuovi pezzi una brutalità ed una cattiveria senza precedenti!

I thrashers canadesi ritornano sulla scena, dapprima con una piccola modifica all'interno della formazione grazie all'aggiunta del bassista Alexander Giles, con il risultato che Chase possa concentrarsi completamente sulle parti vocali. 

Il 20 Gennaio 2017, rilasciano, grazie ad una collaborazione con l’etichetta discografica “Test Your Metal Records”, il loro ultimo sanguinolento lavoro, conosciuto come “Weapons of Thrash Destruction”, una vera e propria truculenta ondata di 43 minuti, basata sulla violenza e l’aggressività del Thrash Metal nella sua forma più spietata!

Non aspettatevi intro melodici o arpeggi che solitamente accompagnano i vostri delicati timpani, perché le badilate sulle gengive partono immediatamente dalla prima traccia “Reanimator”, caratterizzata dall'abbondanza di riff prepotenti e dagli assoli super sonici dalle chitarre dal suono affilato di Rene Wilkinson e Brent Gallant e dalla gloriosa velocità dietro le pelli di Kyle Sheppard, il quale dispone di ritmiche in stile “tupa-tupa” sapientemente intervallate dal cattivissimo riempimento della tecnica dell’hyperblast, il tutto accompagnato dai tappeti tritacarne del doppio pedale. A dir poco strabiliante ci risulta la tecnica vocale di Chase, che fa valere per tutto l’album il suo feroce “falso cordale” che, saltuariamente, sfocia in un fortissimo urlo straziante, disperato e colmo di malevolenza fino al midollo.

Non ci dilunghiamo troppo a descrivere tutte le tracce in maniera troppo approfondita, a voi basti sapere che da “Reanimator” e per i successivi 43 minuti siamo letteralmente travolti dalle più aggressive bordate che il Thrash Metal possa trasudare. Nonostante siano più che evidenti le influenze dei grandi maestri che hanno popolato la Bay Area degli anni ‘80 e ‘90, dobbiamo constatare che i Terrifier hanno trovato un perfetto connubio tra i canoni che il genere deve disporre, come già detto, e l’integrazione di una moderna chiave durante la stesura dei pezzi e la registrazione degli stessi: insomma il Thrash suonato alla vecchia maniera, ma con tutte le accortezze e le rifiniture che la tecnologia offre al giorno d’oggi! Tutte e 9 le tracce sono registrate e mixate in maniera impeccabile, tutti gli strumenti e le relative equalizzazioni sono livellati a dovere. Vanno i nostri elogi anche al bassista Alexander Giles, il quale ha compiuto un lavoro eccezionale sul suo strumento, con una scelta di suoni molto precisi e linee di basso sempre presenti, se consideriamo i volumi e la potenza delle massicce frequenze delle chitarre di Brent e Rene. Un pratico e lampante esempio lo troviamo nel brano “Nuclear Demolisher”, in cui possiamo gustarci un intro di basso niente male, prima di gettarsi nella zuffa ritmica del cruento brano, oppure il groove in ritmiche di ottave nella strofa di “Bestial Tyranny”.

I pezzi, oltre il conto, vengono assimilati benissimo anche a livello di testo, le strofe scorrono che è un piacere, invitando l’headbaning e il mosh per i più dispettosi e i ritornelli rimangono nella nostra mente che è una meraviglia, con l’ovvio risultato di portarci a cantarlo a squarcia gola, come vuole ed insegna la tradizione; i brani “Violent Reprisal”, “Drunk as Fuck” rappresentano alla perfezione queste caratteristiche.

I più critici e capricciosi staranno già pensando a questo punto che tale genere di musica esiste da più di 30 anni e che abbiamo già miliardi di band che si prodigano ogni giorno a divulgare il violento dogma del Thrash Metal. 

Tutto questo è legittimo, ma cari lettori, ci troviamo d’avanti a qualcosa che va ben oltre la scoperta solo di un album, ma parliamo di una “band-rivelazione” che sicuramente, solamente con questo full length, porta tutt’ora a casa tante soddisfazioni e che, a nostro avviso,in futuro vedremo segnato il nome “Terrifier” nelle bill dei grandi festival americani (e non).

“Weapons of Thrash Destruction” rimane per noi una fantastica dimostrazione di brutalità ai limiti del possibile, un concentrato puro di velocità, tecnica, potenza ed aggressività e, naturalmente, una mega garanzia per tutti i thrashers più duri ed esigenti e per tutti coloro che macinano ogni giorno chili e chili di muri di sound devastanti!

Per i chi fosse troppo sensibile o non sappia a cosa va a incontro: non importa che ascoltiate quest’album dal vostro stereo o in cuffia dal vostro lettore musicale.

La cosa fondamentale è che usiate il paradenti!

 

Simone Zamproni

98/100