Something A Little More Sinister è l'album di debutto di una giovanissima band americana, I This Gun For Hire. Tagliamo la testa al toro e diciamoci subito la verità, questa recensione si potrebbe concludere con pochissime parole: questo album è puro post-hardcore, ma non il post hardcore odierno che siamo abituati a sentire oggi (ovvero del metalcore semplificato), bensì VERO post-hardcore, come si ascoltava negli anni 2000. Le influenze dei Thursday e sopratutto dei Silverstein e dei primi Thrice sono spiazzanti, tanto che le prime canzoni sembrano uscire direttamente da un "The Illusion Of Safety" part 2. Certo qualche spunto di moderno breakdown c'è ma è sempre così velato che la sensazione di essere tornati indietro nel tempo permane per quasi tutta la durata del disco. Quest'ultima considerazione sembrerebbe essere totalmente negativa ma effettivamente così non è: per gli appassionati del genere "Something A Little More Sinister" può essere davvero un ascolto degno di nota, non solo per le belle melodie proposte dal gruppo americano e per la sensazione di "catastrofe" e di malinconia che questo genere riesce a creare, ma anche per l'effetto di nostalgia che fa scaturire all'interno di persone che (come il sottoscritto) hanno passato l'adolescenza ascoltando questo tipo di musica.

Ma vediamo di analizzare il disco in modo un pochino più critico, non si può, infatti, non ammettere che questo album non proponga niente di davvero nuovo. È tutto troppo anonimo, senza una proposta musicale davvero personale o originale: alcuni linee vocali sono prese pari passo dai Silverstein (vedi Cause For Concern) e, come detto prima, tutte le canzoni si potrebbero facilmente attribuire a gruppi post-hardcore di vecchia data. Servirebbe qualcosa di più per differenziare davvero la proposta musicale del quintetto, in modo da renderlo interessante e in grado di dire la sua. Gli unici pezzi che riescono a ritagliarsi un piccolissimo spazio in mezzo agli altri e che sono in grado di farsi ricordare sono To The Fallen And The Faithful per qualche linea melodica differente dalle precedenti, One Hell Bent Lot Lizard per qualche spunto strumentale più metalcore e probabilmente la conclusiva e aggressivissima Barn Burner, unica canzone che, di fatto, si discosta dallo stile generale dell'album. Ed è proprio questo il punto: è necessario che il gruppo riesca ad inserire nel suo stile purtroppo già datato qualche influenza diversa, qualche componente magari anche non direttamente correlata all'hardcore o al metal (che sia lo stile del cantato, le melodie delle chitarre, o altro), in modo da far spiccare i propri pezzi e per certi versi renderli unici.

Ulteriori aggravanti sono la produzione e il mix del disco, assolutamente non sufficienti per valorizzare la musica dei This Gun For Hire e che sicuramente inficiano l'ascolto e quindi la qualità delle canzoni stesse: chitarre piatte, basso inesistente, voce troppo alta, ecc.

Insomma i presupposti ci sono (dei bravissimi musicisti che sanno quello che fanno) ma purtroppo il risultato scarseggia, rendendo Something A Little More Sinister purtroppo poco degno di nota. L'originalità è la chiave, ed è l'unico vero fattore che manca a questo giovane gruppo; peccato che sia anche il più importante.

 

 

Jacopo Nardini

57/100