DEAD BEHIND THE SCENES (risposte di Dave Bosetti, voce)

 

Deliverance:

Come vi siete conosciuti?

 

Alcuni di noi si conoscono fin dalla fanciullezza, abitiamo in paesi limitrofi e tramite la scuola e amicizie comuni siamo venuti in contatto tra di noi.

Nei paesi di provincia è raro condividere passioni musicali che vadano aldilà delle proposte mainstream, di conseguenza, una volta scoperto che condividevamo gli stessi gusti artistici e che suonavamo uno strumento, abbiamo deciso di aggregarci e di formare una band.

 

Synth Lord: 

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

Ascoltiamo tutti una grande varietà di generi musicali, i gruppi che però sicuramente ci hanno influenzato più di altri ,e che hanno quindi anche inciso sul nostro desiderio di formare un gruppo,sono sicuramente Muse, Placebo, Kyuss  e Foo fighters. 

Nel tempo abbiamo affinato le nostre preferenze ricevendo l’influsso di band come Joy Division ,Sonic Youth e Bauhaus, complessi che hanno decisamente condizionato l’atmosfera di molti nostri brani.

 

Karen:

Avete un progetto in particolare come obiettivo? Qual è la vostra massima aspirazione? Come vi vedete da qui a qualche anno?

 

Il nostro sogno è di poter vivere di musica, trasformare la nostra più grande passione nel nostro lavoro.

Ci rendiamo conto che è un traguardo difficile da raggiungere, ma speriamo di riuscire a creare un buon seguito e di viaggiare il più possibile grazie alle nostre canzoni.

 

Sandro Accardi:

Vivete grazie alla vostra musica? Se non è così, che mestiere fate?

 

Ci piacerebbe tanto ma purtroppo non viviamo di musica. Attualmente 3 di noi sono studenti universitari mentre altri 2 lavorano come commessi. 

 

Barabba:

Che effetti usate quando suonate? Sono gli stessi che poi utilizzate per registrare?

 

Specialmente per quanto riguarda il nostro ultimo lavoro, il black EP, gli effetti e la ricerca quasi ossessiva del miglior suono possibile hanno avuto un ruolo determinante.

Adoriamo il suono sporco e diretto di pedali fuzz come il “fuzz factory” della ZVEX o o lo “spires” della Earthquacker Devices.

Non mancano poi classici come Phaser, Wah e Riverberi.

Gli effetti che usiamo live sono gli stessi che usiamo in studio, cerchiamo di ottenere il miglior suono possibile in ogni situazione. 

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perchè?

 

Non ci riesce identificare un solo stato d’animo , la musica è il ponte che collega il mondo della finitezza con l’eterno, la musica è essa stessa emozione. 

Il nostro lavoro è gioia, felicità e frenesia, ma anche angoscia, frustrazione e dolore.

Amiamo suonare perché quando imbracciamo gli strumenti abbiamo la possibilità di metterci in contatto con la nostra interiorità. 

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

La musica è espressione e in quanto tale ognuno ha il diritto di esprimere ciò che crede.

Sicuramente l’idea politica influenza l’evoluzione di una band, l’importante è non farsi ingabbiare dalla dittatura dell’ideologia.

Nell’ideologia principi e ideali diventano scatole sigillate che impediscono la libera creazione e ispirazione di un artista.

Francamente, specialmente per quanto riguarda l’ambito mainstream, avvertiamo un grande vuoto che attanaglia le produzioni musicali odierne, tornare a parlare di temi sociali o politici, come anche esistenziali o filosofici, potrebbe essere un grande antidoto contro il dilagare del nulla.

Al tempo stesso, il fatto di dover per forza manifestare la propria idea politica, o il proprio pensiero sempre e comunque, non deve diventare un’ossessione, esistono canzoni bellissime animate semplicemente dall’emozione che provava l’autore nel momento in cui le stava scrivendo.

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

Ci affidiamo all’agenzia di promozione “Atomic Stuff”, svolgono un ottimo lavoro con serietà e passione. Agenzia che consigliamo caldamente ad ogni artista emergente e non. 

Dal canto nostro cerchiamo di essere il più originali possibili, specialmente con i flyer degli eventi in modo tale da suscitare l’attenzione di possibili nuovi ascoltatori.

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

Da qualche anno è esplosa questa giovane band inglese di nome “mamozets”.

Abbiamo più o meno la stessa età e penso che se andassimo in tour insieme potremmo trovarci molto d’accordo. Inutile dire che troviamo il loro progetto estremamente interessante.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet? 

Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

Internet da un accesso pressoché illimitato ad ogni genere musicale e\o gruppo.

Il problema è che di conseguenza l’ascoltatore medio si concentra meno su un disco, ne assapora meno i dettagli e le particolarità dato che è sommerso da moltissimi altri progetto che gli compaiono davanti come funghi.

va da se quindi che anche l’ascolto è meno attento, purtroppo ciò sembra coincidere anche con una superficialità crescente degli artisti stessi.

 

Falc.:

Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

Più che la mancanza di pubblico, il quale a nostro avviso si sta spostando semplicemente da determinati generi ad altri, il problema secondo noi è la passività di quest’ultimo.

Basta guardare un live di 20 anni fa per capire che il modo in cui vengono vissuti i concerti sta cambiando completamente,sempre meno persone si lasciano andare a danze sfrenate o a pratiche meravigliosamente autolesioniste come il pogo.

La tecnologia ci rende passivi, questo si ripercuote in ogni ambito della società, incluso quello della musica e dei concerti. 

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Vorremmo concludere l’intervista ringraziandovi dello spazio che ci avete concesso e ricordando che è disponibile su decine di piattaforme online il nostro nuovo EP chiamato: “Black EP”, per info e date dei concerti non esitate a visitare la nostra pagina Facebook: “Dead Behind the Scenes”.

A presto e see ya in the pit bastards!