Ciao Andrea, benvenuto in Insane Voices Labirynth, vuoi presentarti ai nostri lettori, dicendo com’è nato il tuo progetto musicale?

 

Ciao a tutti, ringrazio lo staff di Insane Voices Labirynth per l’intervista. Il progetto è nato nel settembre del 2016. Decisi di creare Descent Into Maelstrom perché, nonostante la mia partecipazione a diversi progetti musicali, di diverso genere, non ero mai riuscito a proporre un brano che fosse mio al 100%, anche perché spesso mi limitavo a comporre gli assoli dei brani che suonavo con le mie varie band. E questo mi è sembrato il modo giusto per fare qualcosa di mio sotto ogni aspetto.

 

Descent Into Maelstrom, un omaggio dal racconto di Poe, che io amo molto, e in cui nel testo del brano che ha lo stesso titolo, lo si capisce. Come mai hai deciso di attingere da Poe e proprio da questo racconto? È una simbologia per rappresentare la tua musica come al centro di un immenso vortice perenne?

 

Diciamo che, in primo luogo, chiamai così il progetto perché, proprio come te, amo molto quel racconto. La simbologia c’è perché, parlando dei prossimi lavori, si può dire che cercherò di elaborare sempre qualcosa di nuovo. E questo sarà per me come un po’ come scendere in un maelstrom “interiore”.

 

Il tuo è un progetto di studio o sarà possibile vederti anche live?

 

Per ora non sono interessato a suonare dal vivo con questo progetto. Ma, nel caso si facesse avanti qualcuno davvero interessato a partecipare, potrei prendere in considerazione l’idea!

 

Che background musicale hai? Quali gruppi, o un musicista in particolare, hanno avuto influenza sulla musica che crei?

 

Sicuramente hanno influito molto i Queen, anche perché fu il primo gruppo che iniziai ad ascoltare già in tenera età. Di loro mi è rimasta la volontà di cercare sempre sonorità nuove e non fossilizzarsi troppo su un genere ben preciso. Ovviamente ci sono anche gruppi metal molto importanti per me come Death, Dark Tranquillity, Dissection e Nile. 

 

Musica e internet, quanto è deleteria la rete per l’approccio alla musica da parte dell’ascoltatore nella sovraffollata scena metal?

 

Per me internet, come modo di diffondere la musica, è un’arma a doppio taglio. Offre molti più sbocchi e possibilità per le band underground e non. Ma, proprio perché così accessibile a tutti, ha sicuramente contribuito a saturare il mondo del metal, e della musica in generale, con molti artisti molto validi, rendendo difficile emergere tra la folla.

 

Un obbiettivo da raggiungere e uno già raggiunto?

 

L’obbiettivo da raggiungere è quello di creare uno stile musicale ancora più personale e riconoscibile. Quello già raggiunto è essere riuscito finalmente a proporre qualcosa di mio al 100%.

 

Cosa c’è di diverso o particolare nel tuo lavoro per il quale le persone dovrebbero seguirti?

 

Il mio scopo è quello di pensare a concept sempre nuovi e scrivere musica in maniera sempre più sperimentale, soprattutto per quanto riguarda i prossimi brani, che per altro ho già iniziato a comporre. Ad ogni modo continuerò a non scendere a compromessi, seguendo generi e stili “di moda”.

 

La scena attuale offre tanti musicisti, a tuo avviso come si è sviluppato il supporto all’underground in Italia e come si è evoluto l’approccio dei gruppi verso il pubblico?

 

Come ho accennato poco fa, internet ha sicuramente dato un modo in più ai gruppi underground per farsi conoscere e a loro volta per “confrontarsi” anche con gruppi di altre scene musicali, come ad esempio quelle di altri Paesi. Ora però, le band, devono impegnarsi molto di più per mantenere il cosiddetto lato “social” della musica del giorno d’oggi. Ciò costringe le band a cercare le band a cercare contenuti sempre nuovi, per restare in contatto col proprio pubblico. Questa cosa può essere un modo per stimolare la fantasia, ma che potrebbe anche distrarre i musicisti dalla cosa più importante: la musica.

 

Come ti rapporti verso la scena italiana e quella estera?

 

Cerco sempre di dare il mio supporto, come ho sempre fatto in tutti questi anni. Il problema è che, a volte, la scena italiana, viene presa un po’ come una gara, e quindi qualche volta viene a mancare la “solidarietà” tra band. Per quanto riguarda la scena estera sono molto interessato, cerco spesso attraverso piattaforme come soundcloud, di entrare in contatto con musicisti underground di altri paesi.

 

Puoi concludere l’intervista a tuo piacimento...

 

Voglio ringraziare ancora tutto lo staff e tutti coloro che leggeranno questa intervista. Vi invito a seguire la pagina Facebook:                       www.facebook.com/DescentIntoMaelstromBand

Presto arriveranno parecchie novità. Statemi bene!