30 NOVEMBRE 2017

DOMANDE A CURA DI GIULIA DE ANTONIS

 

Innanzitutto una piccola introduzione: chi siete? Come avete scelto il nome del progetto? Raccontate la vostra storia.

 

Era la notte del 31 Ottobre 1956 quando un misterioso, inarrestabile incendio, bruciò fino alle fondamenta la casa di cura per malattie mentali Bohéme Malie, uccidendo tutti i suoi pazienti e il proprietario, il Dottor Edward Valentine, in seguito ribattezzato “Dottor Freak”, a causa dei suoi terrificanti esperimenti, che l'incendio aveva rivelato... La sua ossessione era cercare la chiave di lettura di quelle che lui chiamava “anime forti”, delle energie spirituali che, attraverso le religioni, i poteri psichici, o addirittura delle capacità donate da esseri di altri pianeti, potessero perdurare integre anche dopo la morte del corpo che le conteneva.

Nessuno sa se le ricerche del Dottor Valentine fossero giunte effettivamente ad un punto risolutivo, ma dal giorno dell'incendio tutti gli abitanti della vicina cittadina giurarono che le anime del “Dottor Freak” e quelle dei suoi pazienti più perversi e malvagi vagassero per il boschi, in cerca di un nuovo contenitore da occupare... 

Quarantanove anni più tardi, i membri di una band punk rock demenziale chiamata Morphina stavano attraversando proprio quei boschi, diretti versi il pub da due soldi dove si sarebbero dovuti esibire per un party di Halloween, ma un incidente tolse loro la vita, e forse anche qualche cosa di più... I loro cadaveri non furono mai ritrovati e, al loro posto, ci presentammo noi, quattro cadaveri freschi di trapasso, i Superhorrorfuck... Probabilmente questo orribile nome era già stato scritto in qualche registro infernale, perché sin da quando abbiamo ricordi esso è impresso nelle nostre menti...

 

Le vostre tracce sono plasmate da una fusione di molteplici generi musicali, cosa potete dire riguardo il genere che praticate? E’ complesso unire tutti quegli stili per creare un ottimo mix?

 

In realtà per noi è una cosa abbastanza automatica, la parte più difficile nel nostro genere è cercare di rispondere alla domanda “ma voi che genere fate?”! Sin dalla sua formazione la band è stata composta da membri con dei gusti musicali molto eterogenei tra di loro, e in tutte le nostre canzoni si possono sentire le influenze di ognuno, amalgamate da un tocco di pazzia necrofila che è il nostro marchio di fabbrica. 

 

C’è stato un cambio nel nome del progetto, se possibile saperlo, come mai?

 

Come dicevamo in precedenza, i Superhorror sono passati attraverso alcuni cambi di line-up, il nostro terzo disco “Death Becomes Us” è stato pubblicato quando la band era già composta dagli attuali membri, anche se l'album era stato scritto e registrato dalla formazione precedente... Per qualche anno, quindi, i nuovi arrivati, Didi (chitarra), Franky (batteria) e Izzy (chitarra), in un certo senso hanno suonato delle cover... Con l'uscita del nuovo disco, invece, le cose sono cambiate, “Hit Mania Death” è il manifesto di questa nuova realtà che sono i Superhorror, siamo cambiati non solo nella formazione, ma anche nel sound, nel look, e finalmente abbiamo accettato la nostra natura di morti viventi... Ci tenevamo a far trasparire tutto questo in qualche maniera, e il cambio del nome è stato molto efficace per questo scopo, in molti, come te, si sono interessati e chiedendo spiegazioni ci hanno dato modo di spiegare questa nostra ennesima metamorfosi.

 

Cosa potete riferire riguardo testi e composizioni? Chi li crea? A cosa si ispirano?

 

I testi sono scritti tutti dal nostro frontman Edward J. Freak, una mente creativa sin troppo prolifica, inizialmente si ispiravano al mondo dell'horror in senso più ampio, anche se sin dal nostro primo album “Horrorchy”, alcune canzoni, ad esempio “Lovesong for a necrohpiliac girl”, sono l'espressione di sentimenti che soltanto un morto vivente può provare... Se Freak dovesse scrivere soltanto di morti e mutilazioni il bagaglio di argomenti a sua disposizione si esaurirebbe in fretta, per fortuna noi non siamo una semplice horror band, la nostra peculiare natura ci permette di scrivere di qualsiasi cosa, che filtrata attraverso il punto di vista di un defunto assumono dei connotati decisamente più interessanti...Le canzoni, invece, sono frutto di malsane idee di tutti i membri, idee che vengono poi rimaneggiate per trasformarle dallo stato embrionale soggettivo, a quella che è una Superhorrorsong.

 

Quali variazioni ha avuto la line up? Se possibile saperlo come mai?

 

Da un quartetto di cadaveri sbandati quali eravamo all'inizio siamo diventati cinque, Dr.Freak alla voce, Mr.4 al basso, Littlebomb alla batteria, Paghalloween e Sgt.Anubis alle chitarre... Tutto andava per il meglio, avevamo già prodotto due album, quando qualcosa di inaspettato accadde: i ricordi dei corpi che avevamo rubato tornarono a farsi sentire prepotentemente nelle nostre menti, soltanto due di noi, Freak e Mr.4, riuscirono a resistere, mentre gli altri restituirono i corpi ai proprietari e decisero di tornare ad una vita normale... Essere un Superhorror non è cosa semplice, ma per fortuna Freak e Four sono riusciti a trovare i degni sostituti... Didi, Franky e Izzy si sono rivelati dei contenitori perfetti per le anime dei vecchi membri della band del dottor Valentine (non vi avevamo detto della sua band? Beh, potete leggere la storia completa qui: https://issuu.com/superhorrorbooks/ docs / superhorrorfuck_the_legend_ beyond_t ), anche se in seguito Izzy è caduto vittima dello stesso destino... anch'egli sopraffatto dalle “visioni ante-mortem” che lo hanno ricondotto verso una normale vita da vivente... Lasciando così posto per il nostro nuovo arrivato alla chitarra, Jimi, un giovane talmente talentuoso che si è guadagnato il primato di essere il primo membro della band a non essere stato ucciso e resuscitato per farne parte... non ancora, perlomeno!

 

Pensate che ognuno di voi abbia portato qualcosa di proprio nella band?

 

Assolutamente sì... Oltre alle influenze musicali, delle quali abbiamo già parlato, nei Superhorror abbiamo sempre cercato di dare spazio alle singole personalità dei membri, anche attraverso il make-up e gli abiti di scena personalizzati, ognuno di noi è un piccolo solista che collabora con gli altri per la creazione di qualcosa che va oltre la semplice band, qualcosa che ispira a diventare un concept profondo e strutturato... Essere un Superhorror non significa recitare una parte, è l'espressione estrema della personalità di ogni membro, la quale viene ingigantita ed esplode a tutto volume sul palcoscenico... Sicuramente i cinici non crederanno a tutto quello che vi abbiamo raccontato fino ad ora, ma se indagaste nel nostro passato vi assicuro che non sarebbe così semplice come credete distinguere la leggenda dalla realtà... 

 

Ci sono artisti da cui traete ispirazione? Come vi hanno influenzati?

 

Nei nostri primi anni le nostre influenze erano molto chiare: Wednesday 13 e tutti suoi progetti... Questo era mescolato alle reminiscenze adolescenziali dei nostri corpi cresciuti a suon di punk rock bands come Offspring e Blink 182... Dopo aver passato una fase hair metal con il secondo disco, si è sempre più definito il nostro gusto per il black humor condito con delle melodie accattivanti, senza perdere la grinta del punk, naturalmente, fino ad arrivare all'ultimo lavoro nel quale possiamo trovare le influenze più disparate, dai Limp Bizkit di “Chocolate Starfish(...)” ai Depeche Mode, dagli Alice in Chains agli Aerosmith, degli universi talmente lontani tra loro da riuscire ad incontrarsi soltanto nella tomba dove li abbiamo trascinati!

 

Sarebbe bello avere un vostro parere riguardo i lavori creati fin ora.

 

Anche se sono abbastanza diversi tra di loro, se ascoltati attentamente i nostri quattro album contengono tutti i semi di quello che è il nostro spirito: nulla è sacro, non prendiamoci troppo sul serio e, soprattutto, cerchiamo di goderci questa nostra bizzarra vita dopo la morte, visto che ci è stata data una seconda occasione non la vogliamo sprecare! Questo è il filo conduttore che lega tutti i nostri lavori, a partire dal primo “Horrorchy” (2008), una vera esplosione di energia, all'epoca eravamo cadaveri freschi di trapasso e avevamo bisogno di incanalare le nostre tendenze omicide in qualche cosa... Il punk rock ci salvò, anzi, salvò le nostre potenziali vittime! Dopo aver risolto il problema dell'omicidio, però, se ne presentò un altro: un'altra pulsione fondamentale dell'uomo aveva preso il sopravvento, e vi trovammo perfetto sfogo nel glam rock, un amplesso che diede vita al nostro secondo lavoro “Livingdeadstars” (2010), in un tripudio di lacca e pantaloni maculati... Dopo queste due fasi estremamente fisiche e terrene iniziammo ad avere i problemi con i vecchi ricordi di cui abbiamo parlato in precedenza... Infatti è figlio di questo periodo buio “Death Becomes us” (2013) un disco che ha riguadagnato una forte aggressività sottolineata dalle sue sonorità molto violente... E, infine, “Hit Mania Death”...

 

Cosa potete dire riguardo il nuovo album? Lo trovate migliore degli altri lavori?

 

...il quarto album, il quale è un disco con una doppia faccia: da una parte è la summa dei precedenti tre, sviluppa il tipico Superhorrorsound al massimo possibile, dall'altra supera questo limite, diventando una sorta di album di debutto di questa “nuova band” chiamata Superhorror... Per la prima volta in dodici anni le canzoni non sono abbozzate tutte da Freak, ma anche altri membri portano brani originali, i quali vengono “Superhorrorizzati” in un nuovo ibrido che è qualcosa che cercavamo da molto tempo... “Hit Mania Death” è migliore degli altri lavori soltanto perché è la somma di tutti essi insieme, senza i dischi precedenti e senza l'apporto dei nuovi membri non avremmo mai potuto creare un disco così.

 

Esiste una vostra traccia che pensate sia la migliore tra tutte? Se sì, per quale ragione?

 

I nostri gusti personali sono talmente differenti che non potremmo mai riuscire a trovare una canzone preferita per tutti, ma possiamo assicurare che ogni pezzo è passato attraverso innumerevoli giudizi, e se non avesse suonato come “quello giusto”, non lo avreste mai trovato in un nostro disco... 

 

Cosa pensate dei concerti live? Raccontate qualcosa riguardo la vostra esperienza.

 

I concerti per noi sono TUTTO: per quanti nostri video, foto, canzoni, interviste o quant'altro qualcuno possa vedere, non riuscirà mai a capire veramente chi siamo fino a che non ci vedrà live. Sul palco noi esprimiamo la nostra natura in una maniera che null'altro può fare, e non temiamo di affermare che chiunque (o quasi chiunque!) ci abbia visto suonare dal vivo concorderà... Il disco è per noi come una sorta di libro sacro, una bibbia, un corano, da godersi a casa, con i testi davanti agli occhi, ma è ai concerti che si pratica la nostra folle religione, i live sono le nostre celebrazioni, ed è lì che vogliamo vedervi pregare insieme a noi a tutto volume!

 

Un piccolo spazio per riferire qualcosa ai lettori...

 

Il Rock è morto gente, lo è ormai da decenni, ma anche noi siamo morti, quindi non ce ne frega molto... Buttate via quei maledetti smartphones e venite a conoscerci dal vivo...