Edoardo Napoli:

Cosa dovrebbe convincere il pubblico ad ascoltare proprio il vostro materiale in mezzo ad una concorrenza così vasta?

 

USM: Siamo un gruppo composto da cinque personalità differenti, che cercano sempre di proporre qualcosa di nuovo, superando ed arricchendo quanto proposto finora, come suggerisce il nome stesso, la nostra musica è in continuo movimento ed evoluzione.

 

Silvia Agnoloni:

In che modo vi aspettate di trovare supporto proponendovi in Italia?

 

USM: Ci piacerebbe assistere ad un’inversione di tendenza: l’Italia è ricca di band talentuose ed originali che avrebbero solo bisogno di visibilità.

Attualmente, basandoci sulla nostra esperienza, è difficile anche solo organizzare una serata che richiami gente nei locali e che permetta alle band di farsi conoscere.

Sarebbe bello veder tornare band e gente affollare i live club.

 

Ed:

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? Come vi ponete nei confronti di esso?

 

USM: Sinceramente a questa domanda non sapremmo come rispondere in quanto fino ad ora ogni nostro prodotto è stato “DIY”.

 

Curse Vag:

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere, quale sarebbe e perchè?

 

USM: Puntiamo a dare una sfumatura rabbiosa e potente alle nostre composizioni. In un certo senso, trovarsi a comporre materiale nuovo e suonare, è una valvola di sfogo verso la quotidianità.

 

Synth Lord:

Quali band vi hanno spinto a mettere su un gruppo? Cioè su quali ascolti eravate improntati quando avete deciso di avere la vostra band?

 

USM: Deftones, System of A Down, Norma Jean, Architects, Mudvayne, Parkway Drive, Tool, tutti gruppi che hanno influenzato il nostro sviluppo di musicisti ed il nostro lavoro, affondando le radici dei nostri interessi dal metal più classico alle sperimentazioni più recenti.

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

USM: il successo di un lavoro musicale è la composizione di molteplici ingredienti, dall’originalità alla preparazione tecnica passando per la produzione e naturalmente arrivando alla promozione e al packaging.

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

USM: sicuramente tenere alta l’attenzione sugli eventi che circondano la band, soprattutto quando si tratta di nuove uscite (che sia un nuovo pezzo, un nuovo album, o un nuovo video), è la prima regola. Le piattaforme digitali aiutano gli artisti ad arrivare a molte più persone di quanto accadesse in passato; naturalmente cambia l’approccio, oggi è necessario catturare l’attenzione immediata di chi scorre velocemente una bacheca Facebook buttando occhiate distratte.

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

USM: abbiamo avuto la fortuna di condividere il palco con artisti importanti come i Linea 77, gli Exilia e i The Fire e sono state esperienze sicuramente emozionanti. Un tour con personalità di questo calibro sarebbe un sogno.

 

Valeria Campagnale:

A vostro parere, com'è cambiato il mondo musicale nell'era di internet?

Non pensate che si sia perso l'approccio dell'ascoltatore verso la musica stessa?

 

USM: con l’avvento di internet ed ancora di più con l’avvento dei social network che ti portano a vivere quotidianamente gli eventi che coinvolgono band e artisti si assiste ad una evidente dispersione dell’attenzione nei confronti di un prodotto musicale che diventa sempre di più un bene di consumo in confezione singola.

 

Falc.:

Di questi tempi, vale ancora la pena incidere dischi? Oramai se ne vendono sempre meno. Vedo spesso Bands costrette ad indebitarsi per registrare. Voi come la vedete?

 

USM: Che sia un disco fisico oppure una traccia digitale su internet, registrare è fondamentale, permette di raggiungere e farsi conoscere da più persone di quanto non faccia un concerto “fisico”. E poi, diciamocelo, è anche una soddisfazione, un punto di arrivo, per la band stessa, il coronamento e la materializzazione di tanto duro lavoro.

Se vogliamo parlare invece di supporto fisico, no, a nostro parere non conviene, ormai è l’era di internet, la musica la ascolti su youtube, spotify e soundcloud, sono sempre meno gli acquirenti dei cd.

 

Deliverance:

Come vi siete conosciuti?

 

USM: Suonavamo tutti già in diverse band, ma abbiamo avvertito la necessità di nuovi stimoli e di “qualcosa di nuovo”, per cui, grazie al più classico dei passaparola e alla naturale affinità tra di noi, beh, eccoci qui!

 

Belgrator:

Quale, tra le vostre pubblicazioni, é quella più sentita?

A quale periodo della vostra vita lo collegate?

 

USM: A parere unanime possiamo affermare che il nostro ultimo lavoro, THE MIRROR, è quello più sentito. Per tutto il lavoro che c’è stato dietro, dalla composizione alla registrazione alla produzione del video, dalle grafiche alla commercializzazione in digitale (che offre un bacino di utenza molto più ampio rispetto al classico Cd da vendere), tutto questo ci ha portato ad essere quello che siamo ora, definendo il nostro genere e quello che vogliamo fare.