Igor Gazza:

L'artwork di un album è molto importante, forse il primo approccio per un futuro nuovo fan. Voi con il vostro cosa volete trasmettere? 

 

L’input che abbiamo dato a Sym (Simone Bertozzi di Heartwork) è stato di creare una cover partendo dal significato della title track, ovvero Stray Ideals, sicuramente un testo di protesta, oltre che politica anche della condizione generale in cui ci siamo adattati a vivere, quindi doveva essere rappresentata la frustrazione, rabbia, la voglia e la forza di ribellarsi ed infine una rinascita, quindi una cover di “rottura” che lasciasse ad ogni occhio la propria interpretazione.

 

Ed: 

Che cosa ne pensate del sistema discografico italiano? come vi ponete nei confronti di esso?

 

Sinceramente sarei in difficoltà persino a darti una spiegazione del termine e di cosa concerne esattamente, per noi importa fare un prodotto di qualità al meglio delle nostre possibilità e cercare di riscuotere più consensi possibile ai live, il nostro genere può essere considerato underground e per questo siamo ai margini di questo sistema, per quanto folto e ben rappresentato, non lo si può considerare dentro il sistema mainstream italiano.

 

Curse Vag: 

Se doveste associare uno stato d'animo al vostro lavoro per poterlo descrivere,quale sarebbe e perchè?

 

Forse uno solo è poco visto che come dico sempre la nostra proposta è sfaccettata e non ha una sola direzione, infatti sia testi che arrangiamenti possono ricordare rabbia, malinconia ineluttabilità della vita e del tempo ma anche ironia, spensieratezza e passione.

 

Nicole Clark: 

Avete background musicali simili o differenti?

 

Tutti e 4 di estrazioni diverse, vi immaginate che “buridone” salta fori in saletta quando si arrangia un pezzo nuovo??!!…ahahah…a dire il vero in un modo o nell’altro riusciamo sempre a trovare una quadra, tra Metal classico, Grunge, Hard’n’heavy, Southern e Aor; Il risultato speriamo che sia apprezzabile come una nostra identità, un nostro modo di interpretare il Rock, senza essere per forza derivativi di un genere in particolare o di una band di riferimento.

 

Michele Puma: 

Cosa ne pensate delle band che inseriscono pensieri politici nei loro testi? Pensate che l'idea politica ma anche religiosa possa influenzare la naturale evoluzione di una band che si affaccia nel mondo underground e successivamente nel mainstream?

 

Anche io se pur in maniera non per forza schierata tratto a volte argomenti politici o comunque sociali, penso che la musica oltre un’arte espressiva sia il mezzo per veicolare le nostre passioni più viscerali, quindi se un artista sente di dover dire qualcosa, di mandare un messaggio politico mezzo musica, ha tutto il mio rispetto.

 

Piero Alchem:

Secondo voi esiste una "scena metal" italiana? Cosa ne pensate a riguardo?

 

SI, assolutamente si ed è anche in ottima forma, tantissime band di qualità che cominciano ad avere risposta anche fuori dai nostri confini, più un sottobosco altrettanto folto e di qualità, peccato per gli spazi che sono sempre meno, mentre le band che vogliono proporsi sono sempre di più , quindi da anni si sta creando un fenomeno di congestione dove c’è troppa domanda e poca richiesta, per questo fare un tour di supporto ad un nuovo album non risulta mai semplice.

 

StonedLord95:

Quanto è importante per voi la produzione? Pensate che sia un fattore da considerare affinchè anche la musica venga considerata, poichè è sempre più raro trovare gruppi con idee chiare?

 

La produzione è se non tutto…MOLTO, ormai il livello qualitativo anche nell’underground è altissimo a volte meglio di alcune produzioni mainstream, è quindi fondamentale un produttore che sappia catturare le tue sonorità e darti le dritte giuste per ottenere il risultato che si ha in testa e che alla fine del lavoro si vuole sentire stampato su master.

 

Mickey E.Vil:

Come promuovete la vostra musica sul web? Avete idee da suggerire ad altre band?

 

Non penso di essere assolutamente un Guru in questo, quindi più che dare suggerimenti, ne accetto sempre e sto costantemente “alla finestra” per carpire anche piccoli accorgimenti che a volte fanno la differenza, quindi forse l’unico consiglio che posso dare è di essere genuini ma al contempo di osservare ed imparare da chi fa le cose fatte per il verso e ottiene risultati.

 

Led Green:

Con chi vi piacerebbe andare in Tour?

 

Qualche nome a caso che mi veiene in mente senza pensare troppo: Monster Truck, Black Stone Cherry e Joss Stone…sai com’è..eheh

 

Falc.:

Si nota da molti anni un notevole abbassamento di pubblico ai concerti, siano essi semplici appassionati che musicisti  veri e propri. Perché con il tempo è venuto a mancare "l'andare ai concerti" che una volta invece era così forte?

 

Parlo e mi rapporto spesso con promoter e gestori di live club, cerco di sentire sempre l’altra campana della questione, perché non penso sia solo o colpa delle band o colpa del locale o dell’organizzazione, temo che non ci sia un solo fattore ma una combo micidiale che ha scatenato questa involuzione, sicuramente è davanti agli occhi di tutti quelli che frequentano concerti che la maggior parte del pubblico di eventi underground è composta da musicisti che supportano vicendevolmente la scena, vengono a  mancare quindi i fruitori “non adetti ai lavori”, gli ascoltatori amanti del genere che in passato davano e darebbero quel quid in più, ma non saprei dare un motivo con assoluta certezza di questo fenomeno.

 

Falc.:

Di questi tempi, vale ancora la pena incidere dischi? Oramai se ne vendono sempre meno. Vedo spesso Bands costrette ad indebitarsi per registrare. Voi come la vedete?

 

Partiamo dal concetto che fare musica a livello underground deve essere inteso come una passione e a volte come un hobby costoso, e se si è bravi a gestire la band si riesce a rientrare dei costi, che poi se vuoi continuare a promuoverti devi immediatamente reinvestire, quindi prima di tutto lo si fa per noi stessi, per un bisogno di esprimere la propria musica, per condividerla con più persone curiose possibile, perché solo pochi bravi e fortunati riescono a rimanersi qualcosa in tasca.

 

Team:

Per concludere l'intervista:

 

Per chiudere proverò a “darvi in pasto” uno slogan per convincervi ad ascolta e immediatamente dopo a comprare il nostro nuovo album STRAY IDEALS dallo store on-line(http://vicoloinferno.bigcartel.com/):

una merda così polverosa e granulosa è un pezzo che non si sentiva…SPERO DI AVERVI INCURIOSITO ;) |,,/_