8 NOVEMBRE 2017

A quanto pare non sono così pochi e nemmeno isolati i casi in cui le bands horror punk facciano a gara per “metallizzarsi” sempre di più. Molti purtroppo (specie tra i BIG del genere) sfiorano la banalità perdendo spontaneità ed energia, altri invece riescono ad andare oltre e a proporre qualcosa di credibile. I Dead & Breakfast, trio da Lodi, tentano la stessa strada evolvendo il loro sound punk in maniera massiccia e portandola ad un ibrido più violento e metallico. Rebirth, titolo del nuovo loro album è una chiara dimostrazione di intenti. Saranno stati davvero in grado di cambiare in meglio?

Forti di una valorizzazione dei suoni ottimale la traccia di apertura “The Devil Inside” mostra fin da subito un approccio muscoloso e deciso con un riff di chitarra pieno e possente. Le vocals sono dark e viscide (che ben enfatizzano un ottimo ritornello) e si amalgamano al tessuto sonoro al meglio anche se non sempre accade come nella seguente “Nightmare”. La seconda traccia per l’appunto sprigiona un blues d’acciaio e distorto ma soffre di linee vocali un pochino fiacche che in parte indeboliscono le possenti bordate. Nella veloce ed esplosiva “Tarantula” come pure nella micidiale “Dead & Breakfast” le cose migliorano e sebbene la sulfurea “Timmy” o la potente “Inch by Inch” (che odora un po’ troppo di Iron Maiden) risentano di un calo di ispirazione il disco scorre sempre bene con un lavoro ritmico sempre sul pezzo e che pompa a dovere il risultato. La riuscitissima ed epica titletrack “Rebirth” è il sigillo finale che chiude l’album. Ad onor del vero sette brani sono pochi per un disco, considerando che la maggior parte sono di lunghezza media. Sarebbe stato interessante sviluppare di più le idee ed offrire qualcosa in più all’ascoltatore ma comunque nel complesso il lavoro è decisamente riuscito, ben composto e con quelle piccole varianti aggiuntive che rendono il mood più dinamico e sfizioso.

Un album che sottolinea una crescita e una maturazione da non sottovalutare, l’importante è che non ci si adagi e ci si spinga a migliorare ancora. La strada imboccata è quella buona!!!

 

Enzo 'Falc' Prenotto

75/100