Band: Descent into Maelstrom

Album: Descent into Maelstrom

Genere: melodic death metal

 

Chi è DESCENT INTO MAELSTROM? 

È un progetto one man band del piacentino, Andrea Bignardi, appassionato di letteratura gotica, che l’ 1 marzo del 2017  pubblica il suo primo album: Descent into maelstrom - autoprodotto.

È evidente nell’album l’ispirazione al famoso racconto di Edgar Allan Poe, dal titolo “Una discesa nel Maelström“, perfettamente a tema con l’artwork del disco, sul quale è raffigurata una barca in balia delle onde,  così come all’interno del racconto in cui un gruppo di pescatori norvegesi con la loro barca, s’imbattono in una improvvisa e violenta tempesta. La piccola imbarcazione viene sospinta dai flutti delle onde al centro di un immenso vortice perenne presente in quella zona, chiamato MAELSTROM. Per i pescatori è finita, tranne per uno di loro che riesce a salvarsi aggrappandosi ad un barile vuoto e grazie alle correnti, riesce a giungere la riva.

Dopo quell'esperienza, il protagonista è profondamente mutato dal punto di vista psicologico e fisico, tanto da subire un precoce e inevitabile invecchiamento.

Questa vicenda è descritta all’interno dell’album attraverso l'ascolto dei brani che si susseguono in cui Andrea Bignardi sperimenta forme antiche e moderne in cui  chiaro è il carattere visivo della sua ispirazione.

 

“Everything Against” è la traccia che apre l’album in una prospettiva: quella della severità tragica. Questo brano rappresenta l’introduzione al caos più totale in cui la furia ritmica dei riff di chitarra melodici e la batteria corrono come un soldato preciso e pulito, incontro alla morte. Veniamo catapultati nella barca dei pescatori norvegesi e assistiamo alla furia del mare. La corsa s’interrompe per una sorta di tragica fatalità.

La barca è stata inghiottita dal Maelstrom...

Il secondo brano “Ignis Fatuus”, inizia con arpeggi di chitarra descrivendo un clima religioso, intimo e delicato, in onore a chi ha perso la vita nel vortice maledetto,  ma  improvvisamente prorompe la batteria  a dare una scossa alla traccia. È  il tipico “tema del destino che batte alla porta”  sovrano,  sconvolge tutti i nostri piani, il growl, come espressione di forze irrazionali, raffigurazioni di energie oscure, è protagonista nei suoi cinque minuti senza un apparente controllo.

“Innerwhere” e “Storm And Assault”, sono ispirati a opere di Phil Soar e a Johann Wolfgang Goethe che si rifanno alla corrente culturale dello “Sturm Und Drang”. Un urlo irrompe nella nostra esistenza, come un personaggio, una presenza che viene da un altro mondo, un evento sonoro che annuncia un esperienza che sta cambiando, dovuto tecnicamente dall’uso della batteria gravity blast  che annuncia qualcosa di solenne. 

Arpeggi classici melodici e inquietudine moderna si mescolano in una grande tempesta, in cui dopo l’affanno si apre una parentesi di serenità ma... ahimè dura solo pochi secondi, ed ecco che chitarroni distorti alla death e scale diatoniche, irrompono nella calma.

Con il brano “Castle Of Otranto” è come se le tracce finora ascoltate si squarciassero e lasciassero vedere le fiammate che son dilagate per tutto l’album . 

Abbiamo un improvviso erompere di energie incontrollabili. 

Infine “Peroratio In Rebus“, l’ultimo brano dell’album, rimanda a sonorità ancestrali, basato su strutture tipiche del madrigale, si evolve in parti a più “voci” rappresentate dalle chitarre, senza la tipica struttura basata su strofe e ritornello sviluppando una particolare atmosfera espressiva.

È una traccia malinconica, come quando il protagonista che salvatosi dal Maelstrom, è destinato a invecchiare prima del previsto.

Siamo di fronte ad un album autoprodotto ottimo così come l’innovazione con tipiche strutture dei madrigali e musica dodecafonica, cercando di creare un contrasto tra musica antica e moderna peccato che questa particolarità ci sia solo in alcuni brani in cui le due strutture si distinguono perfettamente. Non sbilanciamoci, vediamo cosa sarà del prossimo album!

 

Debora Pierri

77/100