Iniziando un percorso suonando cover Rock? Beh si, è questo il generico inizio di ogni rockband , ma l’evoluzione di un gruppo si nota quando a mostrarsi sono le proprie ed originali composizioni, dando vita a qualcosa di personale ed emergendo nella scena con un proprio schema. Ed è in questo modo che sono emersi gli Easy Trigger: una band veronese formata nel 2009 da cinque preparati elementi, che tra cover rock e varie esperienze si è fatta strada nel mondo della musica, incidendo il loro primo EP nel 2011, formato da cinque tracce con influenze hard rock 80’; Dopo contest e prove pratiche, gli Easy Trigger continuano con la loro carriera, incidendo nel 2012 il loro primo full-lenght “Bullshit” tramite l’etichetta ‘Street Symphonies Records’ e promosso da ‘Atomic Stuff’. Col tempo la band subisce svariati cambiamenti di line up, fino a trovare una forma stabile nel 2014, promuovendo il loro sound con un tour nazionale e toccando infine la Germania. E ora, nel 2016, la band ha sfornato il suo ultimo lavoro “Wais Of Perseverance”: un full-lenght con sonorità punk spinte verso un rovente hard rock, con qualche accenno heavy. Un album colmo di estrema energia, pronto a far smuovere il loro pubblico in maniera elettrizzante!

Il penetrante riff dell’adrenalinica “My Darkness” spalanca le porte dell’album, mentre un sentito basso spara il suo profondo sound ed un energica batteria fa da base a questa frenetica enormità di elementi. Un inizio che rivela nell’immediato la potenza sonora che si subirà entrando nel cuore dell’album. E come volevasi dimostrare la tachicardia inizia il suo corso alle prime note di “Land Of Night”: un possente giro di basso che accompagna i pizzichi di una chitarra pronta ad esplodere, mentre l’elevata tonalità vocale del frontman si fa strada. Una track piena di alterazioni energetiche, dalla più leggera alla più estrema. Se siete pronti a fare un po’ di casino, siete sicuramente pronti per la rockeggiante “The Watchmaker”: un inizio non eccessivamente sorprendente, ma con un seguito magnificamente elaborato. Una frenetica evoluzione del sound più pesante emanato da una band con un ottimo potenziale, e ne sprigionano una buonissima parte nella mordente “God Is Dead”: credetemi, con questa track la band ha firmato il contratto per il successo! Ricco di sfaccettature, il pezzo in questione possiede un mix di energia unica, un ritmo ben studiato, graffiante, accompagnato dall’intonatissima voce del singer; Impossibile non riascoltarla! Ma consiglio vivamente di farlo più tardi, visto che arriva la graffiante “Turn To Stone” ad intrattenerci: una ritmica profonda, ben delineata dall’imponenza sonora sprigionata dall’intera band. Gli Easy Trigger sanno come dar vita a tale energia, e ce lo dimostrano track dopo track, senza stopparsi mai. Ed andando avanti ci aspetta un piccolo solo di chitarra che ci accompagna nella penetrante “One Way Out”: l’ennesima prova di adrenalinica sonorità ed eterna bravura della band nel miscelare i propri strumenti, dando vita ad un sound sorprendente. Le luci si abbassano e l’atmosfera si alleggerisce all’ingresso di “Blind”: una ballad incastonata perfettamente nell’album; Un sound ben strutturato e di un evidente possenza ritmica, leggermente rallentata, ma che muta in pura potenza nella seconda metà del pezzo, dove la velocità raddoppia e l’esplosione è immensa. E sembra che questa frenesia non voglia placarsi ascoltando l’inizio della successiva “Tell Me A Story”! Beh, in fondo come si fa a tener legato un mostro di energia come questa band?! Armonizzazioni ben lineate fanno spazio ad una batteria che picchia dura, senza accorgersi che c’è una graffiante chitarra che la segue tempestivamente, e un basso che mostra la sua eccentrica misura. E la voce? Come descrivere la bravura del frontman o perlomeno quantificarla? Impossibile, non possiede limiti. Ci avviciniamo verso la fine del disco con l’accattivante “Sold Out”: sonorità pesantemente heavy che catturano sempre di più l’interesse del pubblico, avvolgendolo con un manto di pura efficienza musicale. Non credo ci sia molto altro da dire a questo punto, anche perché a chiudere il discorso c’è l’elettrizzante “The Sand”: una chiusura degna di nota, con colpi di scena e un ottima struttura sonora che completa idilliacamente l’intero album.

I solchi di una strada verso il successo si stanno formando, un percorso ben delineato è difronte agli occhi degli Easy Trigger. Hanno un ottimo potenziale per poter sfondare, un sound profondamente personale e un cuore colmo di speranza, e abbiamo potuto sentirlo battere tra le note di questi fantastici pezzi. “Ways Of Perseverance” non è che un altro passo verso un futuro armonioso, un ingranaggio fondamentale nel motore che li spingerà verso un ottima carriera!

 

 

Marco Durst

75/100