21 APRILE 2018

Sempre felicissimi e fierissimi di portare nelle vostre case il verbo dell’underground italiano, oggi vi proponiamo una band che potremmo, quasi, ritenere storica sia punto di vista temporale che in fatto di produzioni e che attualmente risulta di una fama già nota e consolidata, non solo nel nostro Paese ma anche al di fuori. Gli “Embryo”, nati a Cremona nel 2000, danno vita dopo solo un anno alla demo “The Source of Hate”, nella quale vedeva nella formazione il cantante Roberto Pasolini, il chitarrista Eugenio Sambasile, il bassista Alberto, il tastierista Gigi e il bassista Ivan. Nel corso degli anni, la band, oltre che ai continui cambi di line-up, ad accezione di Eugenio Sambasile e Roberto Pasolini i quali militano tutt’ora nella band, godono di un alto numero di produzioni e lavori sfornati; infatti, tra varie demo e singoli gli Embryo hanno dato prova della loro forza con “Chaotic Age” (2006), “No God Slave (2010) ed “Embryo” (2015). L’ennesima conferma verso il pubblico di ascoltatori si può delineare grazie all’ultimo full length “A Step Beyond Divinity” partorito dalla band cremonese, grazie ad un accordo con “Art Gates Records”,  in cui le l’atmosfera Death Metal va a miscelarsi con le più moderne e contemporanee sonorità. L’album parte a tutta carica con “The Same Difference”, brano facilmente paragonabile ad un pugno diretto in faccia che gli Embryo vogliono farci subito assaggiare, in cui le evidenti e cruenti ritmiche Death Metal vanno ad intersecarsi con le linee di stampo melodico delle tastiere e synth di Simone Solla, il quale fa valere in maniera più che ottima, il risultato del tappeto sinfonico creato in fase di stesura, di registrazione e d mixaggio dello strumento. La successiva “Overwhelming Your Disgust” inquadra ulteriormente lo stile della band e, nel caso siate dei neofiti in merito, potrete valutare voi stessi. Infatti l’impatto del mastodontico muro sonoro creato dal tridente ritmico, chitarra basso e batteria porta istintivamente all’headbanging più sfrenato, grazie anche al risultato finale del mixaggio dei pezzi eseguito in maniera sublime. Il tutto lascia già supporre che gli Embryo abbiano colto nel segno. Il terzo brano “Vanguard For The Blind” mette in mostra una tecnica dei musicisti senza precedenti, grazie all’esecuzione ritmica a velocità slanciata e che, senza troppi compromessi, si mostra serrata, oltre all’aggiunta di bridge in Breakdown come insegna la scuola del Metal Core; un pezzo tanto brutale e feroce quanto tecnico, non c’è che dire! La quarta traccia “Painting Death” è un vero e proprio inno alle sensazioni di morte e al gusto macabro, in cui la ritmica meno serrata e più cadenza sulla base di ottave fanno da padrone, sempre con l’eccellente supporto delle basi melodiche della tastiera. Grandi elogi vanno attribuiti anche a Roberto che mette bene in mostra un cattivissimo e gutturale Growl, caratterizzato da un imprinting dalle band Death Metal della vecchia scuola, e che, va ad alternarsi spesso con la tecnica vocale del Retol, il quale viene sapientemente utilizzato. Non solo, con piacere arrivano ai nostri timpani anche delle violentissime linee in Screaming, basti ascoltare “Looking For The Divine”, “Leonardo” e “The Greatest Plan” nelle quali le tecniche descritte vanno ad mescolarsi perfettamente fino a creare un perfetto connubio tra il Death Metal della vecchia scuola ad un pizzico di blasfemia di stampo Black Metal. Non ci dilunghiamo nell’approfondire tutte le tracce, ma a voi basti pensare ad uno schiacciasassi che per il 12 pezzi piallerà completamente le vostre orecchie fino a farle sanguinare, grazie alle lancinanti ritmiche che non lasceranno tregua e nessun riposo, unitamente alla malvagità e all’aggressività delle atmosfere cupe tetre. Signori e signore, gli Embryo ci hanno davvero sorpresi e speriamo ovviamente possano emozionare allo stesso tempo anche i nostri cari lettori, i quali troveranno dannatamente appetitoso “A Step Beyond Divinity” che si rivela, a nostro avviso, uno degli ultimi lavori meglio riusciti tra le tantissime band dell’underground italiano, non solo in fatto compositivo ma anche a livello di registrazione e scelta dei suoni. Questo full length rimarrà senz’altro una pietra miliare della band cremonese, la quale dimostra in tutto e per tutto di aver maturato, nel corso degli anni, conoscenza, dedizione e una gran capacità tecnica affinate grazie anche all’affiatamento tra tutti i membri. Difficilmente è superabile il livello di bellezza e grandiosità di certi lavori, ma chi sa se in futuro potremo assistere al raggiungimento finale delle vetta da parte degli Embryo…?

Intanto godiamoci questo fantastico e violentissimo album!

 

Simone Zamproni

94/100