“Specchio, specchio delle mie brame, qual è la band più ‘melodic groove metal’ delle strade bresciane?”. Facile: i Final Solution! La band nasce in Lombardia nel 2011 come cover di stampo ‘melodic death metal’, ma solo dopo diversi cambi di line up prendono una forma stabile e ben salda, nel 2014, cominciando a sfruttare le proprie conoscenze e abilità per dare il via ad un loro progetto, componendo pezzi propri e mostrandosi alla scena metal underground italiana. E nel 2016 arriva la svolta: la band partorisce il loro primo full-lenght “Through the Looking Mirror”! Un disco con sonorità e ritmiche degne di nota, che farà fare strada a questi cinque ragazzi. Un album studiato nei minimi dettagli che crea un percorso sonoro lineare, nel quale potersi immergere fino all’ultima track. Il ritratto di un inizio stupefacente!

Un intro profondamente gotica apre “Awakening”, un entrata in scena di successo. Sonorità piuttosto cupe che trasportano l’ascoltatore in un dark ottocentesco. Un minuto e trentotto secondi bastano per segnare l’inizio di un album che si prospetta del tutto positivo. Il viaggio comincia con “Sick of You”, un elettrizzante riff di chitarra che invita il pubblico incuriosito ad aprire gli occhi per scrutare meglio cosa vuol mostrare la band, ovvero scariche adrenaliniche e colpi di scena con ottimi risultati sonori. La voce del frontman si mostra intonata, con acuti estremamente adatti a tali sonorità; La batteria picchia senza pietà, incorniciando un pezzo dall’evidente spinta heavy; Nella seconda metà della track, un basso fa capolino con un giro esemplare, spalancando le porte ad un solo di chitarra idilliaco che conclude questo magnifico pezzo. Energia allo stato pure come inizio! Le prime note di “Demon Inside” non lasciano spazio neppure a un sospiro. L’energia sprigionata da un doppio pedale spiana la via per il ruggito dell’intera band. Un susseguirsi di un tachicardico riff e scambi ritmici riempie l’intera track, costringendo il pubblico a rimanere attento, ma sapete una cosa? Non c’è bisogno di costrizioni con sonorità cosi dettagliatamente perfette! Verso metà traccia un piccolo scontro tra scream e acuti provoca l’esplosione di un solo fantastico. Assurda l’energia che sprigionano questi Final Solution: non hanno pace, e non vogliono darla! L’accattivante urlo di una chitarra lancia “Empty Walls”, la dinamicità di questo pezzo non regge confronti. La band sta erigendo un muro fatto di mattoni in groove impossibile da abbattere. Soli completi, riff estremi e break massacranti compongono la traccia, senza parlare della maestosità del basso, particolarmente sfruttata in questo pezzo. E metà album è andato, ma lo spettacolo continua senza sosta con “The Show Is On”: il pubblico comincia a sprigionare il delirio più totale con questo lavoro. Una chitarra ad effetto erige dei possenti pilastri, mentre il resto della band da vita alle fondamenta di un colosso mostruosamente imponente! Ovviamente i colpi di scena non mancano, e la band sa come procurarne; Inutile descrivere ancora l’eterna tecnica strumentale di questi ragazzi. “(R)Evolution” da all’ascoltatore il tempo necessario per asciugarsi la fronte, mentre questo piccolo interludio orchestrale acquieta per qualche secondo l’animo di costui, prima che il frenetico ritmo di “Dogs Of War” lo rispinga nella mischia delle mordenti sonorità metalliche! Un pezzo che porta alto il nome dell’intero album. Le doti canore del frontman si mostrano in un piccolo momento di quiete verso la metà della traccia, prima che un solo paradisiaco continui ad assuefare il cuore del pubblico. Una traccia che mostra la serietà e le doti artistiche della band. Ma il finale si tinge di grigio, già, purtroppo è arrivato il momento peggiore dell’album: quello della chiusura, e chi ha ascoltato può comprendere la delusione nel sapere che tra qualche minuto queste luci si spegneranno per tornare al buio quotidiano. La band ci saluta con “Grey”, e non potevano scegliere un pezzo migliore per salutare i loro fan. Un ultimo guizzo di energia sprigionato dalle sonorità ancora una volta ben strutturate della band, che ci lascia con l’eleganza di un solo, con l’adrenalina iniettata dalle percussioni, con la profonda vibrazione di un basso e con l’acuto di una voce eccellente.

C’è altro da aggiungere? Dopo l’ascolto di questo album, ogni cellula del vostro corpo avrà energia a sufficienza per poterlo ascoltare ancora, e ancora, dando vita ad un concatenamento energetico senza fine. È normale avere delle minuscole lacune da colmare, piccoli dettagli da migliorare o modificare, ma si sa, l’inizio è sempre la parte più complessa per una band: si va alla ricerca disperata di una strada, di un percorso, e quando lo si trova si cerca di migliorarlo e renderlo quantomeno accettabile ai propri gusti. Ma quando si arriva a quel passo, la strada si allarga e gli orizzonti si espandono, e posso confermare che i Final Solution, con il loro “Through the Looking Mirror”, quegli orizzonti ce li hanno davanti.

 

Marco Durst

80/100