13 GENNAIO 2019

Gianluca Firmo è un chitarrista e songwriter italiano che esce quest’anno con “Rehab”, il suo primo disco solista.

Gianluca è salito alla ribalta con i suoi Room Experience, che nel 2015 uscirono con il loro disco omonimo. Album ben accolto dalla critica e dai fan del filone più melodico del rock.

Indubbio merito delle qualità di compositore di Gianluca e della presenza alla voce di David Readman, frontman inglese di band del calibro di Pink Cream 69 e Voodoo Circle.

Su impulso della Sweet Symphonies records, Firmo si cimenta con il suo disco solista, dove oltre a comporre i brani lo vediamo presente alla chitarra e alla voce.

Gianluca per la realizzazione del disco si è avvalso di un nutrito gruppo di musicisti di esperienza come Davide "Dave Rox" Barbieri (Raintimes, Room Experience, Wheels Of Fire, Charming Grace) per le backing vocals, Mattia "Noise Maker" Tedesco (Vasco Rossi, Gianluca Grignani, Candies For Breakfast) alla chitarra, Nicola Iazzi (Hardline, Candies For Breakfast) al basso e alla batteria e percussioni Daniele Valseriati (Tragodia).

“Rehab” si muove su coordinate stilistiche care al rock melodico, che guarda verso l’AOR, in cui riecheggia l’influenza dei Bon Jovi e in più in generale l’arena rock made in USA.

L’album inizia con l’energica “A place for Judgement day”,con un ritornello molto efficace,  farcito di cori molto orecchiabili , per uno dei pezzi migliori del disco.

L’album prosegue con il mid tempos di “Heart of Stone”, e dalla bella ballad “Shadows and light” dal ritornello davvero easy listening.

Da questi pezzi ci si rende immediatamente conto delle qualità di buon songwriter del nostro Gianluca, e dalla sua capacità di scrivere pezzi diretti e melodici come da manuale del genere.

L’ album è molto omogeneo e vengono proposti in maniera schematica pezzi rock ( “No prisoners”, “Rehab”) alla vagamente country “Cowboys once, cowboys forever” alternati alle classiche ballad tipiche del genere (“Didn’t wanna care”, “Don’t dare to call it love”).

In chiusura  del disco troviamo “Until forever comes” e “Everything, ovvero le ballad più ricche di pathos dell’album.

In definitiva “Rehab” è un buon album, in cui i fan della frangia più melodica del rock, potranno trovare esattamente quello che vogliono, compresi tutti i clichè e i punti di forza del genere. 

Cosa a tratti sembra mancare ai pezzi è una voce graffiante e potente, a differenza delle grandi band del genere, nonostante la voce di Firmo sia tutt’altro che sottotono.

La produzione del disco (registrato presso gli Atomic Stuff Studio)  è davvero molto buona e pulita, punto indispensabile per il genere proposto.

 

Claudio Cerutti

68/100