16 DICEMBRE 2017

Gli italianissimi Mindfeels presentano al pubblico la loro ultima fatica, Xxenty, album composto da ben undici canzoni mixate e prodotte da Roberto Barazzotto, che ha curato anche il basso, e Andrea Pellegrini presso il famoso White Sound Mastering Studio di Firenze. Il quartetto piemontese, originario di Biella, assieme anche alla presenza del tastierista Christian Rossetti, si dimostra molto ben amalgamato e con un sound potente e caratteristico tipico del moderno AOR Melodic Rock.

La band esprime un tipo di musica decisamente ricercato ed articolato, con contaminazioni progressive e sonorità care alla California, stile davvero simile a band molto più famose che hanno tracciato una vera e propria linea stilistica, quali per esempio Toto, Journey o Survivor.

Si parte con Don’t leave me behind e subito si sente una grande tecnica da parte di tutti i musicisti del gruppo, cosa abbastanza rara in campo europeo, dove spesso si dà più peso alla quantità che alla qualità. Bellissima opener.

Le promesse vengono mantenute anche con Soul has gone away, tipicamente AOR west coast ed anche con la succesiva Hidden Treasures, decisamente soul.

I puristi del genere sicuramente ricorderanno passaggi degni dei Toto, soprattutto per quanto riguarda l’eleganza dello stile e la forza dei vari temi portanti, senza però mai dare l’impressione di aver copiato qualcosa da lavori altrui. Altra grande forma di maestria musicale.

Non si può non parlare della stupenda Skyline, piena di arrangiamenti davvero intelligenti e dotata di spirito vivo, che evolve anche al di fuori del più classico AOR.

Speed, poi, rimane davvero in testa al solo primo ascolto. Ritmiche serrate e brillanti, note di classe, sonorità estremamente piacevoli, passaggi felici e coraggiosi.

Gli ultimi brani arrivano subito, These words, canzone con altissima carica di sensualità ipnotica, Fear, che esplora sentimenti alterni e sonorità elettroniche, It’s not like dying, blues ballad con un bellissimo assolo di chitarra elettrica, Touch the stone, canzone ritmata bellissima e con dissonanze che rimangono impresse nella mente, The number one, curiosamente piazzata come ultima canzone del disco, dove si percepiscono atmosfere anni ‘80 degne di Stranger Things, caratterizzata da bellissimi suoni di chitarra.

In conclusione posso dire che, Xxenty, è sicuramente un bellissimo album. I Mindfeels hanno creato una serie di canzoni molto ben riuscite, ricercate e sofisticate, sia musicalmente che tecnicamente. Questa band non ha nulla da invidiare alle sue sorelle maggiori.

Forse a volte può capitare di cadere nell’errore di pensare che alcune canzoni siano state ricalcate da Toto, Survivor o persino Journey, ma ad un ascolto più attento si capisce che i Mindfeels esprimono un feeling talmente profondo che rende l’ascolto del loro album una stupenda esperienza musicale. Passo e chiudo.

 

Alessandro ‘King’ Arzilli

80/100