6 MARZO 2018

La storia degli STRAY BULLETS inizia nel 2007 a Verona e dopo tre anni danno alle stampe il loro primo LP autoprodotto che porta il nome "Lost Soul Town", un album di dieci pezzi, con forti influenze  HARD ROCK.

Il prodotto non soddisfa in pieno la band che dopo alcuni cambi di line -up sterza verso uno stile più Americano, con forti influenze GLAM /SLEAZE.  Nell'estate 2015 entrano agli Atomic Stuff Studios dove, sotto la direzione artistica di Oscar Burato, danno alla luce il loro “nuovo“ debutto dal nome di “ SHUT UP”.

"SHUT UP“ è un lavoro pieno di gran Rock'n'roll divertente, athemico e coinvolgente che si colloca a metà strada tra il Glam energizzato dei primi anni 90 ed il CLASS ROCK di stampo europeo di BONFIRE e SCORPIONS, prendendo il meglio delle influenze personali dei suoi membri in un risultato finale che si fa apprezzare al primo ascolto e che ha il pregio di non annoiare e di coinvolgere l'ascoltatore anche nei ripetuti ascolti.

Molti dei brani presenti nell'album comparivano già nel precedente lavoro ma qui sono suonati e arrangiati secondo il nuovo credo artistico della band Veneta “Lost Soul Town" è un mid tempo incalzante, con le chitarre che intrecciano riffs orecchiabili e ruffiani, sostenuti da una sezione ritmica solida e potente. 

"Get On You” è puro rock’n’roll dove ad una sezione ritmica sostenuta e travolgente si contrappongono riff di gran gusto e solos chitarristici pregevoli, mentre “Hurt” è anthemica e potente  con una gran quantità di cori che la rendono adatta  ad una situazione live.

Si continua con “Candy” altro brano dal forte sapore americano, dove le parti vocali fanno la parte del leone, con un incedere aggressivo e ruffiano e dove i cori cesellano uno dei migliori brani dell'album.

La seguente “One Way“ è una  Ballad dal forte sapore europeo, (ricorda in qualche frangente gli SCORPIONS) dove ad un gusto impeccabile nelle armoniche musicali si staglia su tutto la voce di Alex che interpreta questo brano in modo magistrale.

In “Pump up Shut up“, “Sex pot“ e “Be your Man“ si ritorna ad un glam energizzato, pieno di cori e di ottime soluzioni ritmiche supportate da un pregevole lavoro chitarristico e da una voce potente ed ispirata.

Con “Rain“ e “Black Out“  si battono le vie del grande Hard Rock europeo (Bonfire, Victory, etc...) fatto di riff killer, che supportano una grande sezione ritmica e liriche orecchiabili e coinvolgenti, che si stampano in mente al primo ascolto.

Chiude, in modo magistrale oserei dire, “Crash” brano dalle molteplici anime dove ad una grande prova di Zen alla batteria, che detta ritmi molteplici ed emotivamente interessanti, si unisce un gran lavoro delle chitarre sempre molto presenti sia in ritmica che in fase di solos e con l'ennesima buona prova di Ale che trasmette stati d'animo contrastanti durante tutto il brano.

Il merito maggiore di questi ragazzi (Ale - Voce; Duff Basso - Cori; Male Chitarra - Cori; Nick - Chitarra; Zen - Batteria - Cori) è quello di non strafare mai, infatti i brani hanno un equilibrio perfetto nelle sue parti ed una produzione che rasenta la perfezione per il genere proposto e che rendono “SHUT UP“ godibile e divertente.

Gran Prova STRAY BULLET!

 

Alessandro Bettoni

90/100