29 NOVEMBRE 2017

Line Up:


Edward J. Freak - Frontman


Mr 4 – Bass


Didi Bukz – Guitar e Kazoo


Franky Voltage - Drums

Per ascoltare l’album “Hit Mania Death” dei “Superhorror” è necessario capire chi sono e da dove vengono, altrimenti potremmo fare l’errore di classificarli solamente come “un’altra rock-band”. 
Una cosa che ha catturato la mia attenzione, mentre guardavo la loro pagina facebook, è che vicino alla categoria “musicista/gruppo musicale” è presente anche “arti dello spettacolo” e questo la dice lunga sul fatto che ascoltare solo le loro canzoni non è sufficiente per apprezzare al meglio quello che hanno da offrire.
Il concept che sta dietro al gruppo è ben chiaro ed è presente in ogni singolo aspetto della band; personalmente questo modo di fare musica e spettacolo a me piace moltissimo, quindi sto al gioco e vi racconto la storia di una band di quattro ragazzi tornati in vita con il nome “Superhorror”.
La nostra storia inizia nel lontano 2005 quando i membri della band “Morphina” si stavano dirigendo verso Desperation City per suonare ad un Halloween-Party. La macchina che trasportava i musicisti è sparita misteriosamente e si sono perse le tracce della giovane band.
Al loro posto, nel pub dove si sarebbe tenuto il concerto, si sono presentati quattro cadaveri che si sono esibiti come i “Superhorrorfuck”.
Nel 2009 il sergente di polizia che stava ancora investigando sul caso dei membri della band Morphina è scomparso e si è aggiunto alla band come Sgt Anubis.
I Superhorrorfuck collezionano molti concerti e due album, ma qualcosa di inaspettato li attendeva dietro l’angolo. Infatti, nel 2013, la band si trova a combattere una curiosa battaglia contro quelle che erano le emozioni ed i ricordi delle loro vecchie vite prima della famosa notte di Halloween 2005. Tre dei componenti ritornano alla loro vecchia vita (Paghalloween, Littlebomb e Sgt Anubis), mentre Dr Freak e Mr 4 non riescono a liberarsi della loro maledizione ed incominciano subito a cercare (dovremmo dire “cacciare” in questo caso) altri musicisti per arruolarli nella loro band.
La ricerca è ardua, ma alla fine i Superhorrorfuck ritornano con una lineup rinnovata (Edward J. Freak dietro il microfono, Mr 4 al basso, Didi Bukz  alla chitarra e Franky Voltage alla batteria) ed un nuovo album.
L’ultima resurrezione risale al 2016 quando la band cambia il nome in Superhorror, presenta un nuovo sound ed infine nel 2017 un nuovo album: “Hit Mania Death”.
L’album si apre con “Ready, Steady…die” ed il suo riff di chitarra dal sapore country che si evolve poi in un verso in pieno stile hard-rock e successivamente in un ritornello più melodico. La vera chicca però è presente nella seconda metà della canzone, dove dopo un assolo di chitarra eseguito su ritmiche meno pesanti, il pezzo esplode in un bridge con chiare influenze punk-rock dove Didi Bukz dà il meglio di sé.
In “Nazi Nuns from Outer Space” le influenze punk-rock sono meno velate e maggiormente presenti rispetto alla traccia precedente; questa frustata punk ci porta dritti al terzo pezzo: “Mr Rigor Mortis” dove ritorniamo su uno stile hard-rock. Molto bello il ritornello dove la voce di Dr Freak si incrocia con le backing vocals.
Nella traccia “Ed Wood Blues” e la seguente, “No love for the Deaceased”, le chitarre distorte si alternano ad ottimi riff blues. Nella canzone “Ed Wood Blues” è presente, a mio parere, uno dei migliori assoli dell’album.
“Dead to be alive” è la canzone che non ti aspetti in questo tipo di album. E’ una ballata country-blues dove Dr Freak sfodera un’ottima prestazione anche in chiave più pulita e melodica. Bellissimo anche l’arrangiamento con archi e voce femminile: un pezzo che stupisce positivamente l’ascoltatore e dimostra l’abilità della band nel muoversi in un genere apparentemente distante da quello che propongono.
Con “Rock is Dead (Like Us)” si torna su un terreno punk-rock; degno di nota il break verso la fine della canzone che sfocia nell’assolo e successivamente nell’ultimo ritornello.
“Nice to Meat You” è sicuramente una delle canzoni migliori dell’album. Nel verso la voce di Dr Freak si alterna alla chitarra, il ritornello è melodico e si fissa immediatamente in testa anche grazie al coro femminile che sostiene la voce del cantante.
“Little Scream Queen” si apre con un arpeggio di chitarra e prosegue in stile hard-rock. L’intro funky della traccia seguente ci presenta “Mourir C’est Chic”, una canzone che evolve in verso-ritornello fino al bridge a fine canzone dove si ripresenta il riff di apertura; anche in questo caso i Superhorror sono stati bravi ad incastrare in maniera naturale e piacevole due stili diversi.
“Selfish Son of a Witch” è la traccia più Heavy dell’album, mentre la chiusura è affidata a “Nekro-Nekro Gym” dove possiamo apprezzare le numerose influenze che hanno caratterizzato tutto il disco, passando da riff più pesanti ad uno stile rock-blues (compreso un intermezzo di kazoo).
“Hit Mania Death” è un album che presenta un rock con diverse sfumature per nulla banale, solido, diretto e senza troppi fronzoli; canzoni come “Ready, Steady…die”, “Nazi Nuns from Outer Space”, “Mr. Rigor Mortis” e “Nice to Meat You” potrebbero stare di diritto in una playlist in compagnia di band come Rob Zombie, Motley Crue, Hardcore Superstar e Steel Panther. Infatti in questa band troverete hard-rock, ritornelli melodici, riff trascinanti, trucco in stile glam-horror e tematiche ironiche, esplicite e “sporche”.
Sicuramente i Superhorror esprimono al meglio la loro essenza su un palco, portando in scena i loro personaggi e dando vita alla loro storia in un “teatro dell’orrore” tutto da vivere. Vi consiglio quindi di recuperare l’album e, se ne avrete l’occasione, di assistere ad un loro show e di godervi lo spettacolo.

 

Claudio Buricchi
75/100