I Tenebrae si lasciano alle spalle un paio di fortunate uscite discografiche positivamente accolte dalla critica, e arrivano alla terza pubblicazione con questo “My Next Dawn”. Forse per raggiungere più facilmente un pubblico internazionale e/o ottenere sonorità più familiari per gli ascoltatori, i nostri abbracciano per la prima volta la lingua inglese (“Memorie Nascoste” ed “Il Fuoco Segreto”, rispettivamente del 2010 e del 2014, contenevano liriche esclusivamente in Italiano); altro fattore inedito è l’approccio più metal in fase di songwriting, che si discosta così dalle venature progressive degli esordi.

Di non facile catalogazione, I Tenebrae definiscono il proprio genere come “atmospheric metal”, termine che rimanda a gente come Lacuna Coil, Anathema o The Gathering, ma che in realtà risulta in parte riduttivo in quanto i nostri incorporano parecchi elementi presi anche da altri sottogeneri, melodic death e doom su tutti, senza escludere qualche virata verso lidi più sperimentali, giusto per ricordare, come accennato in precedenza, il background progressive degli esordi.

 

L’evocativa intro “Dreamt Apocalypse” lascia presto spazio a “Black Drape”, traccia apripista che tra tutte risulta quella più completa, dove le influenze dei nostri si mescolano in maniera abbastanza equilibrata: clean vocals che si alternano a passaggi più brutali, ritmi death che lasciano spazio a momenti ariosi e rallentati, chitarre distorte in contrapposizione alle tastiere… aggressività, malinconia e momenti drammatici sono compressi negli oltre 5 minuti di questa track. Canne d’organo introducono “Careless”, forse ancora più ricca di pathos della precedente. Con l’intro di “Grey” si sfiora l’acustico per un pezzo molto drammatico e sentito. “The Fallen Ones” mescola bene elementi metallici a passaggi più sperimentali. La maestosa “The Greatest Failure” paga il debito alla scena doom svedese, mentre la successiva “Behind”, arricchita da melodie che sembrano uscite da qualche film vampiresco, contiene riff, ritmiche ed intermezzi che ricordano non poco i Dream Theater dei tempi di “Scenes from a memory”.

La visionaria “Lilian”, dove Paolo Ferrarese gioca a fare il Matos di “Lisbon”, è quasi una parentesi in vista della chiusura affidata alla intensa titletrack e alla melodica “As The Waves (always recede)”.

 

La produzione, pur non essendo paragonabile alla perfezione dei primi della classe, è di buon livello e tutti gli strumenti vengono valorizzati. Il mix risulta quindi efficace, anche quando si sovrappongono molte tracce. Personalmente non ho apprezzato molto le clean vocals, in quanto non mi piace molto la timbrica di Paolo Ferrarese sui puliti, ma si tratta di gusti personali, e riconosco le sue qualità tecniche, tant’è che padroneggia molto bene il proprio strumento, e non sfigura sulle tonalità più alte. Anche il growl, pur non essendo spinto, risulta convincente e ben contestualizzato.

 

I Tenebrae sicuramente mostrano personalità e carattere, oltre che padronanza dei propri mezzi. La proposta non è poi così innovativa, ed il genere proposto risulterà per molti poco accessibile per non dire noioso. Se invece avete confidenza con certe sonorità, e siete alla ricerca di atmosfere cupe, a tratti romantiche o drammatiche sicuramente questo “My Next Dawn” sarà una bella sorpresa. Chi si identifica con questa frangia aggiunga pure dieci decimi al voto in calce.

 

Sorma

70/100