7 DICEMBRE 2018

Nuovo album per Luigi Soranno, ONE MAN BAND.

1- Divine Fire Burns Within

Un'intro di qualche minuto, per immergersi fin da subito nelle magiche atmosfere di un tempo che fu, tra canti Gregoriani amalgamati da un’orchestrazione in grado di trasportarti in un'altra epoca.

2- Breaking the Hard Chains of Destiny

Fin da subito si può ascoltare un power metal abbastanza incisivo, grazie ad un basso ed una batteria ben inserite, così come le chitarre, taglienti come rasoi. Le atmosfere svaniscono quasi del tutto, se non per riapparire in qualche marginale punto. Il canto pulito del nostro resta ben presente e comprensibile, seguito da controcanti ben miscelati in grado di non infastidire la voce primaria. Ben fatto!

3- Legacy of the Gods

Ritornano le magiche atmosfere, sfuggenti precedentemente, una serie di soli quasi impercepibili... lontani... ma, io credo voluti, seguiti da alcuni acuti di chitarra, simili a grida ben più evidenti ed una batteria pronta da un momento all'altro, a farsi sempre più presente, così infatti accade! Poi... Inizia il cantato, un saliscendi strumentale ad accompagnarlo egregiamente per tutto il resto del brano, un solo in fase conclusiva, per poi chiudere in bellezza tra stacchi improvvisi di batteria, cori e chitarre tonanti, ed una voce padroneggiante.

4- Pathway to a Forbidden Place

Si riparte con un’apertura orchestrale molto particolare, sembra che il nostro voglia farci penetrare in diversi mondi. Non ritroviamo qui solo atmosfere medievali, ascoltando con attenzione… pochi minuti ma… tali possono bastare, per farsi rapire e volar via.

5- Inside the Arcane Reign

Rientriamo… ed eccoci ripiombare nel classico power metal, e giù di palm mute sulle chitarre, doppia cassa e basso martellante, durante la song apprezzabili le pause e gli stacchi, per dare il tempo di scavare a fondo la scena presente davanti; a tre quarti di canzone, un breve solo ed andiamo in chiusura con un narrato pulito tendente a sporcarsi per lasciar spazio ad un cantato pulito incisivo, controcanti, batteria cadenzata, chitarre e basso ben presenti ma non in luce... e quando tutto sembra scorrere...

6- The Angel of Death

Bè… qui cosa dire, volevate la guerra? Luigi ve la dà diretta nei timpani!

Per la prima parte del brano non ce n’è per nessuno! Batteria in primo piano, seguita da voce calda pulita e ben decisa, chitarre e basso che non conoscono pausa alcuna, poi naturalmente qualcosa può tendere a calmare le acque, ma queste acque sono magiche e non sai mai cosa aspettarti, così poco dopo metà ascolto, ti parte un solo di synth che non ti aspetteresti proprio, a seguire una classica orchestrazione cadenzata, lenta e ben comprensibile così come il cantato dello stesso che, questa volta, sul finale possiamo ascoltare in lingua madre, bella mossa! Personalmente molto apprezzabile.

7- Between These Silent Shores

Un pianoforte... il suono delle onde del mare... un antico strumento in legno... crine di cavallo ad accarezzarlo... ed ecco la voce del nostro apparire... che atmosfera... entra lentamente la batteria, chitarre e basso in sottofondo in crescendo, il cantato prende vita e tende a sdoppiarsi come in un'antica ballata. Luigi risponde a se stesso, danzando con la sua stessa voce... e poi... tutto trascende... un pianoforte... il lento mormorio del mare e poi...

8- Axes And Hammers

Dimenticate lentamente ciò che avete appena ascoltato, si torna in guerra cari miei! Batteria ben presente fin da subito, chitarre meno taglienti, decisamente compresse, per dar man forte al tappeto di basso, così fino poco dopo metà brano, poi, eccolo! Di nuovo con un passaggio che non ti aspetti! Un flauto fa capolino con un suo intervento personale, breve ma... non conta la lunghezza ma ciò che ti lascia dentro, e così andiamo fino al termine di nuovo in battaglia!

9- Magic Horizons at Nightfall

Ogni magia poi... si conclude e ciò che ne resta, Luigi ve lo lascia ascoltare con quest'ultimo brano per quasi due minuti... ma la calma è solo apparente! riparte la carica della batteria abbracciata da chitarre basso e voce per poi proseguire con un solo abbastanza in linea con l'intera strumentale, pochi attimi di silenzio e si riparte di brutto, le atmosfere stavolta sembrano voler emergere come un manto velato e ricoprire questo degno finale degno delle migliori conclusioni, nella parte centrale il nostro porta avanti pianoforte, batteria, basso, e voce lasciando da parte le chitarre, ma è solo questione di istanti... attimi ed ecco ricomparire le chitarre con la stessa ferocia di prima, tutto riparte e sembra filare per un finale degno delle migliori battaglie, ma... ancora una volta il nostro ci lascia ricadere nell'atmosfera precedente, ci si chiede poi, ma quanta rabbia e tensione vuole esserci in questa song? Bè, a voi scoprirlo e viverlo, ogni finale ha il suo perché...

 

Sxorpious

75/100