5 FEBBRAIO 2019

I Bӧlthorn sono un trio emiliano di Parma, fondato nel 2016 da Ironcross, che insieme al chitarrista ritmico Rӧb ed al cantante Drake hanno dato vita a questa band di Viking/Melodeath. Nonostante la loro acerba età, hanno fatto un esordio più che buono nella scena metal nostrana con un full-length epico e maestoso, pieno di varie influenze e sfaccettature, intitolato “Across the Human Path”.  Ognuna delle 9  tracce di questa creazione rappresenta una boccata di freschezza e di fantasia, in uno stile difficile dal punto di vista della concorrenza, dov’è così facile perdersi nei clichèe del “già sentito” o nella monotonia e mera banalità. Invece con le varie influenze, come il Death, il Pagan, lo Speed o il Groove, ecc. i ragazzi hanno saputo valorizzare al meglio le loro tendenze musicali e gli argomenti profondi che hanno di più al cuore, ovvero le infinite battaglie e l’immensa gloria dei popoli norreni, pronti a morire nella gloria pur di onorare la loro terra e di trasmettere alle future generazioni i valori più importanti della loro vita : corraggio e libertà.

Oltre ad una buona produzione, notiamo un eccellente lavoro di songwriting, coadiuvato da dei testi molto epici e molto imponenti. Inoltre possiamo percepire sin da subito un lavoro titanico in materia di chitarre, cominciando dalla lead e finendo con la ritmica e con il basso, che hanno dato veramente una prova convincente di fantasia ed armonia artistica. Parimenti pure la batteria e le voci sono state eseguite all’altezza, magari un pò troppo “in linea” con lo stile in causa, però le tastiere hanno rimediato con brio a tutto ciò, perchè proprio i pezzi dov’eranno presenti hanno colpito di più: l’intro bello solenne e feerico, e “ Warriors” – una bella ode dedicata alla gloria degli audaci antenati norreni nelle loro magnifiche battaglie per conquistare un posto nella storia e nei cuori di tutta l’umanità. Gli altri brani rimangono leggermente più “secchi” nell’ascolto, ma con una  birra gelida e con un bel headbanging di gruppo si riesce a renderli altrettanto piacevoli, specialmente laddove la chitarra lead domina la canzone con tutto il suo ardore ed epicità. Qui possiamo menzionare canzoni come “The Kaleidoscope” , “Midgaard” o “Sentinel” , che con le loro sonorità “blackeggianti” e con qualche passaggio di cantato pulito molto piacevole rendono quest’album di esordio dei Bӧlthorn un gioiello genuino, munito di impronta propria ( che spesso manca anche ad alcuni dei big di questo genere ostile e spietato) che li rende autentici e quindi interessanti artisticamente. Forse dovevano osare  di più con le tastiere e le sonorità epiche, però dato che è solamente un primo passo, i ragazzi prima di scatenarsi  hanno voluto perlustrare per bene  il territorio. In ogni caso quest’album è sicuramente un’ottima novità non solo per i fan di questo genere virtuoso e pomposo, ma anche per chi fa i primi passi nella conoscenza di nuovi orizzonti musicali della nostra scena metal.

 

Dmitriy Palamariuc

80/100