14 NOVEMBRE 2017

NOME: Irdorath

GENERE: Thrash/Black Metal

NAZIONE: Austria (Carinthia)

FORMATO: full-length

TITOLO: Denial Of Creation

 

• Tracce:

1. Devoured By Greed (06:00)

2. Trail Of Redemption (05:09)

3. Sacred Deception (05:54)

4. The Curse That Haunts The Earth (05:19)

5. Purification (06:15)

6. Covenant Of The Unbounded (04:20)

7. Blessing From Above (05:36)

8. In The Name Of Decay (05:02)

9. Denial Of Creation (07:16)

10. Die Rache Des Baumes (05:07)

 

MEMBRI: 

• Markus (voce e chitarra)

• Craig (chitarra)

• Mario (basso)

• Thomas (batteria)

 

Il progetto austriaco Irdorath nasce a Carinthia nel 2005, per un’idea avuta da Markus ed altri tre artisti, che iniziano procedendo in maniera quieta nel produrre qualcosa che però non può essere definito tale dato che il quartetto produce un potente e malvagio Black Metal macchiato da note Thrash. Il Nome Irdorath è stato ripreso da un conosciuto gioco per pc “Gothic II”, dove Irdorath sarebbe un’isola abitata da un drago. Ritornando un po’ nella storia della band Irdorath iniziano la loro attività solamente un anno dopo la formazione del progetto, infatti il 12 marzo 2006 creano un demo costituito da 3 tracce (14:13 minuti) con cui entrano davvero a far parte di un mondo nuovo: quello della musica Metal. L’1 giugno 2007 Irdorath creano il primo album, una raccolta avente otto tracce intitolata “Gӧtterdӓmmerung (Zorn Der Elemente)” avente durata di 31:13 minuti. Circa tre anni dopo, nel 2010 è la volta di “Dekonstrukteur Des Fleishes”, un full-length avente in se ben dieci tracce (45:39 minuti) ma che purtroppo segna la dipartita di due membri della band (cantante e bassista). A seguito di ciò Markus prende il ruolo di vocalist ed entra Mario al basso, il 18 ottobre 2013 è segnato dalla realizzazione di un corposo album intitolato “I Am Risen”, che con le sue undici ree tracce accompagna l’ascoltatore per 47:14 minuti. Nonostante i vari cambiamenti di line-up (parte di questi non citati nella seguente recensione) che hanno segnato il percorso di Irdorath, loro non si arrendono e tornano, portando con se una nuova perla: “Denial Of Creation”, realizzato il 23 giugno 2017. Questo nuovissimo full-length sfila con le sue dieci tracce (55:58 minuti) portando in tutta la sua lunghezza un turbine di stupore, malvagità e toni aggressivi che non seguono la tipica linea fredda del Black Metal nord europeo, ma aggiunge linee Thrash Metal. Quest’ultimo aspetto è qualcosa che può essere apprezzato come potrebbe non esserlo, infatti i puristi del Black Metal non saranno particolarmente entusiasti, però ascoltare tale disco significa comunque allargare gli orizzonti e non si può rifiutarlo. Ormai esistono diversi progetti che creano un Black Metal unito ad elementi Thrash, ma tra queste bisogna fare distinzioni, infatti il quartetto austriaco fa la sua parte facendosi ancora apprezzare. “Denial Of Creation” risulta essere forse il cavallo di battaglia degli Irdorath, un lavoro ben riuscito dopo circa 12 anni di carriera con un Black Metal crudo e cattivo che incontra parti melodiche che non stonano, le tracks possiedono soluzioni non ripetitive e fantasiose. Le ritmiche potrebbero essere quasi paragonate ad alcune bands conosciute, c’è un’eterna lotta tra due generi musicali che si scontrano furiosamente, uno cerca di trascinare l’ascoltatore nella sua maligna oscurità, mentre l’altro vuole spazzare via le tenebre con un uragano di adrenalina creata da sonorità “vivaci”. “Denial Of Creation” è decisamente un full-length curioso, nel complesso piace, ed il lavoro di mix e mastering accentua le sue potenzialità, ovviamente non è un lavoro per tutti, perché sicuramente da qualcuno verrà criticato. In effetti L’accoppiata tra Thrash e Black Metal è difficile da far funzionare poiché uno è un genere molto cupo e reo, mentre l’altro possiede sonorità grintose ed ciò potrebbe rendere il lavoro un po’ “americaneggiante”, cosa che effettivamente non ci si aspetterebbe da un progetto austriaco. Escluso questo piccolo “difetto(?)” che si tratta di qualcosa che può piacere e non, Irdorath sono una band veramente meritevole, denotano benissimo l’impegno e la passione che implicano dietro a ciò che creano, ed in fin dei conti questo è ciò che veramente colpisce e piace.

 

Giulia De Antonis

73/100