20 OTTOBRE 2018

A prescindere dai gusti musicali di ognuno di noi, il Metal non è solamente sinonimo di componenti e fattori relativi all’aggressività, alla velocità, alla violenza o al satanismo. Ci sono, infatti, correnti musicali che esprimono l’energia e la forza dei messaggi dei testi delle canzoni in maniera più lenta, cadenzata e scandita. Questo è ciò che si sono preposti i musicisti connazionali “Throne”, band nata nel 2012 a Fidenza e che da allora ha sempre abbracciato i canoni di quello che viene comunemente chiamato Sludge o Doom Metal! Dalla nascita dei Throne ad ora la formazione, per quanto ne sappiamo, ha sempre visto come partecipanti il cantante Samuele Benna, i chitarristi Mirko Lavezzini e Riccardo Carrara, il bassista Enrico Emanuelli ed il batterista Emanuele Dughetti. Nello stesso hanno i 5 non perdono assolutamente tempo in chiacchiere ed entrano subito nella fase di stesura dei brani, i quali andranno a comporre il primo full della band, chiamato “Avoid the Light”, edito grazie all’etichetta Moonlight Records, risultando di piacevole impatto al pubblico di ascoltatori e raccogliendo discreti voti dalla critica. Dopo 5 anni, costruiti con diversi live e con un’esponenziale crescita musicale , i Throne tornano i studio per incidere il secondo album chiamato “Consecrates”e rilasciato il 1 Dicembre 2017, grazie ad un accordo con le etichette discografiche “Endless Winter” e “Black Bow Records”. Ad aprire le danze ci pensa la opener song “Sister Abigail”, con la quale possiamo definire subito lo stile della band, ossia uno Stoner Doom con un bestiale impatto sonoro, costituito dalle ritmiche ed accordi, appunto, di stampo Stoner accompagnati dal lento marciar tipicamente Doom, il tutto caratterizzato da una cattivissima pasta sonora, in cui sono incise le pesanti distorsioni delle chitarre. Un brano dalla personalità maligna! Segue “Lethal Dose”, che tiene saldi i canoni del pezzo precedente, con l’aggiunta di accordi e riffing ancora più oscuri e tenebrosi e di vocalizzi puliti da parte di Samuele, i quali fungono da “stacco” nel bridge, a differenza del resto del pezzo, dato che la tecnica utilizzata marcia su un growl profondamente gutturale, alternato ad uno scream straziante. Nella traccia “Codex Gigas” ci godiamo il gran lavoro effettuato sui suoni degli strumenti il fase di recording e mixing, distorsioni ultra-zanzarose, si, ma ben saldate dai devastanti suoni della sezione ritmiche basso/batteria, i quali fanno un ottimo lavoro. Basti sentire anche la quarta traccia “There’s no murder in paradise” l’intro di basso che precede tutta la fase ritmica e che, poi, crea l’effetto esplosione, al momento dell’attacco di tutti gli atri strumenti. Altro pezzo, questo, da definire, intriso di pura malignità e oscurità. Meno non si può di certo dire della successiva “Baba-Jaga”, la quale sembra appositamente scritta su accordi che ricordano la scuola dello Slowly-Blues, ma con le influenze spettrali che la band concede, grazie ai suoni grezzi e sporchi. Se non siete abbastanza sazi del piatto di Doom che i Throne vi hanno servito, il sesto pezzo “V.I.R.” costituirà la parte del dolce, perché qui ci troviamo di fronte ad uno vero e proprio Doom catacombale ed in cui risiedono parecchi fraseggi nel campo del Ambient/Funeral Doom proveniente da alcuni progetti del Nord Europa. L’oscurità ha fine con “Lazarus Taxon”, brano che lascia un pelo più spazio alle influenze Stoner e alla ritmica scandita degli strumenti, ovviamente, mantenendo ben alto il micidiale muro sonoro che la band ha voluto creare, senza fronzoli e senza problemi. Dopo questa gran macinata di distorsioni, urla in growl e con un alone di malvagità non possiamo che attribuire un giudizio più che positivo a “Consecrates”, una vera bomba carica di brutalità e crudeltà che vi trascinerà nei più tetri scenari dell’immaginazione e che vi cullerà con le distorsioni più rozze e scure. I nostri Throne hanno fatto un ottimo lavoro, partorito un’idea che sicuramente farà gola agli appassionati delle atmosfere cruente e spettrali o per chi mastica quotidianamente Doom Metal. Per chi invece non va matto delle ritmiche lente e di natura tenebrose consigliamo di passare ad altro!

 

Simone Zamproni

87/100