17 AGOSTO 2017

Il quartetto di Metal moderno dei 1818 ha pubblicato il nuovo Ep dal tiolo "Hiraeth" in formato digitale con la Pavement Entertainment. EP contiene cinque tracce (per un totale di 19 minuti). La perfetta miscela tra aggressività, melodia e modernità.

La Lineup è composta da: Paul Saliga – Vocals, Whit Bender-Bass, Cody Wright –Guitar e Scott Magruder -Drums.

Buona Band di metal moderno mischiato con influenze alternative. I pezzi sono lineari e standardizzati del genere e le influenze di gruppi più famosi si sentono per tutta la durata dell’ascolto. La voce del cantante “Paul Saliga” passa da passaggi in pulito a passaggi in un “growl” piatto e banale. I musicisti, seppur tecnicamente preparati, mancano di inventiva e di originalità.

La copertina inoltre è banale.

L'album si apre con “Seven”: intro di chitarra e batteria con il il growl che entra di prepotenza con un urlo, la strofa poi prosegue con un ritmo abbastanza alto e veloce, un riff di chitarra distorta che si trasforma in un assolo. La canzone prosegue con lo stesso ritmo veloce, sempre con la voce gutturale che ti porta verso il finale.

Si continua con “Believe”: intro di batteria e chitarra veloce, un piccolo cambio di ritmo con un rallentamento a cui assistiamo verso il ritornello, per poi tornare al ritmo dell’intro. Il growl sempre più duro, un assolo veloce quasi accennato e un’ultima strofa che ci portano verso il finale del brano.

La terza traccia è “Swallow”: un intro di basso, la chitarra e la batteria entrano successivamente a un ritmo lento e la voce in pulito ti fa immergere della canzone. Una regressione new metal si riscontra in tutta la durata del brano. Un assolo poi ti fa immergere nella seconda parte del brano, caratterizzata da un aumento di velocità. Il basso verso il finale riprende il riff dell’intro.

La penultima traccia è “Bastard”: Riff di basso nell’intro poi entrano gli altri strumenti, si ha un ritmo lento e, quando la voce pulita si trasforma in growl, assistiamo ad un aumento della velocità. Un assolo quasi arabeggiante porta al ritornello e verso la parte finale della canzone.

L'EP si chiude con “Yesterday Calls Me Home”: intro arpeggiata di chitarra e batteria leggera, canzone lenta e malinconica, i passaggi sono lineari e la voce pulita con pochi accenni gutturali, che si amalgamano bene alla canzone. L'esperienza della lentezza viene spazzata via con l'aumento della velocità e con il growl. La velocita rimane costante e i passaggi della seconda parte sono ben studiati. Un finale tirato e senza fronzoli ne assoli.

Album di originalità medio-bassa nel quale i pochi spunti buoni e originali vengono rovinati dal passaggio della voce in “growl” che rovina l'esperienza dell’ascolto. Le influenze dei gruppi più moderni come Alesana, Asking Alexandria e Bring me the horizon sono tangibili in tutto l'ascolto.

Consigliato ai giovani, ai fan dei gruppi che ho citato prima e a chi vuole ascoltare musica nuova e moderna.

 

Daniele Blandino

40/100