I Behind The Sun nascono nel 2013 nel South Carolina ed arrivano dopo pochi anni all’attuale EP di debutto, denominato Post Solis. Il quartetto rispecchia un desiderio di combinare l’alta tecnica a bordate metalliche, da qui ecco quindi emergere un mix di death-metal melodico, prog-metal ed un pizzico di atmosfere più eteree/melodiche. 

“The Fall” apre il lavoro con un attacco violentissimo a suon di bastonate death e voci in growl per poi evolversi in intrecci strumentali elaborati sia nella sezione ritmica che nel lavoro chitarristico. E’ un guazzabuglio di atmosfere contorte, passaggi etnici (saltano alla mente i Sepultura) e tanta complessità, il tutto in più di otto minuti. Segue “Pangaea” che presenta un riffing più sincopato, sempre accompagnato da un brutale scream/growl. Il brano è più quadrato e presenta un buon equilibrio tra ritmiche saltellanti e violenza. “Scrawlings of The Architect” è un intermezzo pianistico inutile che serve a ben poco e non si capisce bene quale sia la sua necessità. Si arriva poi ai due brani finali, che forse sono anche i più riusciti. “Periapsis” gode di una intro di basso più chitarra dal sapore quasi funky per poi prendere una prevedibile piega più devastante combinando primi Opeth (per i giochi strumentali) a bands come i Gojira (per l’attitudine diretta) e i Mastodon, per il gusto nelle melodie evocative. 

Il finale è lasciato a “Laniakea” dove, dopo un intro acustica con vocals in pulito che ricordano molto i Porcupine Tree, tutto esplode in una decisa violenza cerebrale. Il gruppo ama spaziare sia negli arrangiamenti che in generale sulla propria visione del pentagramma, tirando fuori un ibrido interessante.

Tirando le somme, se si ama un certo tipo di metal estremo, contorto e allo stesso tempo potente e violento, questa band merita di essere seguita. Consigliati!

 

 

Falc.

70/100