Votata come miglior band metal per quattro anni consecutivi (Austin Music Awards, 2012-2016), i Dead Earth Politics continuano ad evidenziare la loro longevità e lo dimostrano con il loro ultimo disco, "The Mobius Hammersmith", che propone un incessante lavoro della band portandoli al meritato riconoscimento e conseguente successo, dieci anni d’attività e puntano sempre in più in alto.

Arrivano da Austin, Texas, i Dead Earth Politics hanno firmato un contratto con la Pavement Music ed il nuovo EP, “The Mobius Hammersmith” è uscito il 3 marzo scorso. 

Questo EP merita più di un ascolto,la musicalità è ottima e con la multiforme voce di Scott Ven che si intervalla con stile moderno al metal tradizionale e, perché no, anche orecchiabile in alcune occasioni. 

Il capitolo finale di una trilogia che ha avuto inizio con “Queen Of Steel” del 2014, questo disco composto da sette brani, vede la fusione del classico heavy metal con metal moderno, senza trascurare la melodia ed alcuni tocchi di thrash. L'abbondanza di assoli di chitarra, caratteristica dei Dead Earth Politics, band che unisce svariati generi, con una forte influenza di gruppi come Lamb Of God e Iron Maiden, come dire dal progressivo al classico.

“Runescarred” ha un intro importante e un coro robusto, primo singolo estratto di cui è stato realizzato anche il video. La seconda traccia, “The Mobius Hammersmith”, è pura energia così come “Bialancing Broken Scales”, che inizia con chitarra acustica per poi forviare in puro stile heavy metal. “Wretched Things” è decisamente più accattivante, più mainstream, e proprio la particolarità dei Dead Earth Politics, è quella di fondere più generi, una sperimentazione sonora che li rendono progressive.

“Broad Wings & Distant Shores” ha un suono meno pesante rispetto agli altri pezzi ma è molto originale.

Due bonus track:” Redneck Dragonslayer” e “Ice & Fire (Men Become Gods)”, già contenute rispettivamente in “The Queen of Steel” del 2014 e “Men Become Gods” datato 2015. Non si comprende il motivo per il quale siano state inserite nuovamente per una pubblicazione ma il risultato non cambia, questo è un disco da valutare in modo positivo, è energico e carico. Il gruppo non rimarrà troppo ignoto a tutti, proprio per la versatilità con cui si pone e tra le tante band in circolazione, si fanno sicuramente notare per l’essenza della musicalità.

 

 

Valeria Campagnale

75/100