Nella mia esperienza di recensore ho sempre cercato di fare le cose in modo "professionale" compatibilmente col mio tempo e le mie capacità.

Cercare di fare le cose al meglio, dovrebbe essere lo scopo di ognuno di noi.

Partendo da noi recensori passando per le Band, finendo alla vita di ogni giorno. Quando suoni (soprattutto qui in Italia) cerchi di dare il 130% perché sai che partirai sempre svantaggiato rispetto all'estero, ma anche sapendo non sarai mai profeta in patria. Quindi, nell'ultimi anni, le produzioni e il tempo dato allo studio dello strumento, nel nostro paese, sono cresciuti esponenzialmente per cercare di non sfigurare sia in casa che fuori.

Questa premessa totalmente personale e data dal disco e dalla band che mi trovo a recensire.

Gli Epi-demic sono una band  Thrash (con qualche spunto di punk HC al suo interno) canadese (e qui non capirete il significato della premessa), e di tutto quello che ho detto finora delle band Italiane, se ne "sciacqua i cosiddetti"!

Mi trovo a recensire un disco prodotto in modo pessimo pure per il thrash anni 80, con suoni al limite dello studio di registrazione casalingo, con un'accozzaglia di riff copiati da tutto il movimento della Bay Area, con accelerazioni e rallentamenti in cui il metronomo non è stato visto manco in cartolina! Eppure...

Sono arrivati fin da noi a farsi recensire e spulciando il Web mi trovo anche recensioni estere "positive"!

Da qui potete capire il perché del mio disappunto.

Ma senza prolungare passiamo al "disco".

 

Rotting In Plain Sight

Si comincia con un riff  "preso" dai 'tallica per poi partire con un'accelerazione in cui il metronomo (questo sconosciuto per tutto il disco) va per funghi.

La voce thrash al limite del punk rimane tra le chitarre e il basso... la batteria rimane naturale, ma la cassa si perde nelle parti veloci. I riff e il coro centrale non è brutto, ma sa pesantemente di "già sentito", sensazione che accompagnerà tutto il disco. Si chiude con un'accelerazione costante.

 

Dark Thoughts

Pezzo più lento, anch'esso con un incipit preso "in prestito " dai 4 cavalieri, una marcia che si stoppa per dare vita ad un altro mid tempo preso a piene mani dalla discografia prima del Black Album, nell'accelerazione, si sentono tutti i limiti della produzione casalinga e del batterista, nuovo stop & go in cui la cerca di farsi sentire anche il basso, con scarsi risultati, fino alla chiusura che riprende il mid tempo

 

Stewing In Misery

Qua forse si cambia un pochetto avvicinandosi più alla band di Dave, ma ammetto che la differenza col pezzo di prima è scarsissima, anche se nell'accelerazione centrale il batterista reagisce meglio.

Riff su riff buttati su, con poca continuità melodica, ma almeno questo pezzo riesce a far muovere la capoccia, anche se il riff centrale rimane ripetitivo prima della ripresa dell'intro che chiude il brano.

 

Ruthless Ambition

Ok, un pezzo che nasce Punk, forse il migliore fin ora sentito, in cui il groove del basso da una bella scossa, fino a rovinare tutto con un inserimento veloce totalmente inutile. Quando riprende la parte punk sembra tornare a respirare, ma un'altra accelerazione spezza le mie speranze, per qualche secondo prima che prenda campo un bel riff thrash a portare avanti il pezzo. Nel finale il Metronomo chiede pietà fino al finale che sembra un saliscendi delle montagne russe.

 

Losing Time

Siamo quasi a metà disco e io non ho più parole (senza andare nel turpiloquio) ennesimo riff thrash scontato e ripetitivo, prima dello stacco (bello effettivamente) che porta alla parte centrale cadenzata con chitarre alla "Megamorte", che improvvisamente si stoppano per attaccare un riff no-sense prima di tornare alla parte iniziale e chiudere secchi.

 

Ramine

La prima cosa vagamente videata metal all'interno del disco (visto che dal logo e dalla loro descrizione mettono influenze videata metal), incipit alla trevor Perez e soci, che da una bella atmosfera lugubre e marcia, lascia presto il posto ad un accelerazione Punk senza cognizione di causa, spezza tutto quello che di buono c'è' stato fino ad ora. Ennesimo stop che porta ad un riff thrash in cui la parte di basso va totalmente fuori (e visto che già si sente poco, se va a "signorine" nei brevi momenti in cui si capisce che c'è  siamo rovinati). La voce presa direttamente dalle produzioni anni 80, grida la malvagità sputando veleno su un riff troppo veloce. Il "capolavoro" arriva al minuto 2:00, dove il basso sparisce totalmente per ricomparire in un "mirabile" assolo che mi lascia letteralmente sbigottito(è ironico ovviamente) "fortunatamente" riprende a fare il suo lavoro subito dopo qualche secondo. Qui diamo spazio al punk in cui la tecnica è inutile e loro lo dimostrano perfettamente. La chiusura simil thrash con accelerazione e rallentante, chiude il pezzo (ed esclamo grazie)

 

Hardware

Inizio veloce e fuori tempo come l'80% del disco, per questo pezzo di 1:22 minuti totalmente  strumentale.

 

Sons Of Dogs

Ormai al limite dell'ascolto, parte il terzultimo pezzo. Ennesima canzone dal sapore di già ascoltato, con un riff ripetitivo che si stoppa per dare l'incipit ad un altro riff totalmente scollegato, prima della classica accelerata con coro. Ripresa delle parti di prima per un altro minuto, prima di chiudere con una linea vocale totalmente fuori metrica e musica. 

 

Breaking Your Mind

Come poteva mancare un pezzo con l'assolo di basso come intro!?!?

Fortunatamente questo brano parte con un riff lento e maligno che al Combo Canadese riesce bene, e per un paio di minuti mi fa sperare bene, fino allo stacco che prende a piene mani da Cronos e Soci (Mi perdonino i Venom per l' accostamento) la parte veloce con urla belluine, il riff maligno però ha il suo effetto, fino all'accelerata inutile, in cui i nostri vanno a spigolare prima di chiudere. Ammetto che questo pezzo però rimane il migliore del disco (e mi piace)!!!

 

Punishment

Forse ho raggiunto il limite, il pezzo comincia bene e nella parte veloce da anche una discreta carica, peccato solo perché il basso si perde brutalmente nelle parti veloci, in cui forse sarebbe meglio non sentirlo che sentirlo così.

Il pezzo carica e spacca, niente da dire e forse, dal vivo, lascerebbe a gambe spezzate il pubblico!!!

 

Mortal Kind

Incipit alla Obituary, che dura troppo poco, prima di passare al thrash, anche se qui i nostri provano anche qualche contro tempo e degli stacchi più "ragionati" prima di tornare alle atmosfere plumbee. Il Riff centrale risulta azzeccato e regala ottimi momenti. Direi che nell'ultimi 3 pezzi il disco riesce a guadagnare un paio di voti, per evitare realmente che la mia recensione vada in negativo.

 

Conclusione:

Negli anni '80 si cercava di produrre dischi affidandosi agli studi migliori, perché anche se il suono nasceva "crudo" gli artisti cercavano il modo migliore per portarlo al pubblico. Posso accettare la ricerca del suono "Raw" ma non posso accettare che escano dischi prodotti in modo cosi "casalingo" e pretendano di essere recensiti. Se si vuole essere "ascoltati " bisogna lavorare su "standard" qualitativi accettabili, altrimenti per mettermi sul loro piano dovrei scrivere questa recensione a penna su un tovagliolo unto del McDonand!

Lasciamo stare la perizia tecnica, lasciamo stare un po' meno l'avversione per il metronomo, ma produrre dischi così è una presa in giro verso chi si fa il "culo" tutti i giorni per riuscire a farsi ascoltare nel mare di produzioni odierne.

Polemica mode On:

Il prossimo disco che mi arriva cosi non perdo neanche tempo a sentirlo, lo boccio con un 2 netto, sarà poco professionale ma sicuramente in linea con quello che la band propone.

Polemica mode Off.

 

 

Roberto Crisci (Robert Lucifer)

45/100