29 SETTEMBRE 2017

Band: Exterminator

Album: Total Extermination

Etichetta: Greyhaze Records

Data di uscita: 09 agosto 2017

Genere: black/thrash metal 

 

Tracce: 

1. The End   

2. Nightmare

3. Exterminator  

4. Marchando para Morte  

5. Voyage to Hell   

6. Speed Metal   

7. March of the Exterminator 

8. Pro Inferno Vou Te Levar   

9. Haunting the Church   

10. Fighting Against the Sky Angels   

 

Gruppo brasiliano nato e, sembrerebbe, anche morto, nel 1986, che ha lasciato ai posteri solo un album datato 1987, “Total extermination”.

A distanza di 30 anni è uscita una release, per la Greyhaze Records, che ripropone l’album a chi se lo fosse perso, ovviamente in una versione riveduta e corretta per quanto riguarda suoni e riproduzione digitale. 

Ai tempi, l’album venne prodotto in pochissime copie, circa 1000, e non ci fu mai una vera e propria strategia per la distribuzione e la promozione del disco, tanto che le copie originali in circolazione sono ormai poche. 

All’epoca l’album lasciò molte perplessità sulla qualità dei suoni e dei brani, anche perché ad un primo ascolto il lavoro sembra un po’ arrangiato e registrato male. Cosa oggi impensabile, ma dobbiamo anche riflettere sul fatto che negli anni ’80 in Brasile le cose fossero un tantino diverse. E ciò si capisce esattamente da questi suoni, così elementari e così diretti, che hanno colpito i pochi estimatori. Si perché questo album o lo si ama o lo si odia. 

I suoni e gli strumenti non sono molto puliti, la registrazione è un po’ approssimata e come abbiamo detto prima, può sembrare un lavoro mediocre, ma è probabilmente proprio questo il punto di forza dell’album, cosa che lo differenzia anche da altri album prodotti sempre nello stesso periodo da band oggi molto più conosciute. Traspare il graffiante e frastornato malessere che accompagna tutto l’album, con questi suoni cupi, ripetuti. In alcuni brani i riff sono caotici e non si distinguono nel corpo della canzone, facendo sembrare il suono complessivamente “ammucchiato” e poco chiaro. 

Come dicevo prima, è un lavoro che o si ama o si odia, per lo stesso identico motivo, ovvero perché è un lavoro grezzo, con suoni rozzi e feroci. 

Le canzoni sono tutte di breve durata, tanto che 10 brani si ascoltano in meno di 30 minuti; la rapidità e la violenza dei suoni sono tipiche del death metal brasiliano che in quegli anni si affacciava già da tempo oltreoceano, con i Sepultura, o i Mutilator.  

Per quanto riguarda la grafica, la copertina dell’album non potrebbe riprendere in modo più fedele lo stato d’animo dell’intero lavoro; sembra infatti il disegno di uno psicopatico realizzato in un manicomio, dai tratti indecisi, con chiaroscuro realizzato con singoli trattini di penna. Il tutto però stampato in contrasto, ovvero con il tratto bianco sullo sfondo bianco. Dato uno sguardo e poi ditemi se non è così… 

Una nota va inserita proprio per quanto riguarda la grafica di questo album. Originariamente, ovvero nel 1987, la copertina dell’album sfoggiava anche una vistosa svastica, in alto a destra dove sulla attuale copertina campeggia una stella a cinque punte capovolta. All’epoca la cosa non piacque a molti, anche se all’interno dell’album l’argomento è trattato superficialmente, senza dare una vera e propria posizione del gruppo riguardo l’argomento. 

La ristampa, dunque, ha fatto sparire la svastica, anche perché l’immagine è ritenuta illegale in vari paesi.

 

 Maria Grazia Sabella

70/100